I Bitcoin come mezzo di trasporto del denaro su Internet

Stripe — quel bellissimo servizio per accettare carte di credito dall’iPhone — ha pubblicato sul suo blog una prospettiva sui bitcoin. Ovvero, dove sta il loro principale valore e potenziale? “I Bitcoin hanno un ottimo potenziale come mezzo di trasporto. È incredibilmente difficile trasportare soldi oggi, e i sistemi di pagamento online sono una delle poche parti di internet che non si sono evolute negli ultimi vent’anni.”

Stripe consiglia di considerare i bitcoin come un gateway: nel momento in cui viene effettuato un pagamento questo trasforma la cifra dovuta in bitcoin, che può viaggiare per natura più facilmente, e la invia al gateway del ricevente, che la ritrasforma nella valuta a lui più adatta. Così facendo sarebbe possibile una connettività fra i sistemi monetari del mondo, senza dover rimpiazzare o modificare l’infrastruttura corrente:

In this way, Bitcoin would start to become the IP layer of payments. Just as users are used to human-readable hostnames (such as stripe.com) which resolve down to an IP address, this system would result in human-readable names (alice@cad-gateway.com) being what people know and remember. Behind the scenes, systems would still use Bitcoin addresses to speak to one another.

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Un sistema per raccogliere dati sugli utenti che è impossibile da bloccare

AddThis — un tool che si trova sul 5% dei 100,000 siti più visitati — recentemente ha implementato un nuovo metodo per tracciare gli utenti — e raccogliere i loro dati — che continua a funzionare anche quando AdBlock e altri sistemi di protezione della privacy sono attivi.

Informazioni sulle visite, preferenze, pagine vengono legate a un canvas fingerprint, che è un device fingerprint evoluto.

Ogni computer contiene differenti font, software, impostazioni: il device fingerprint è la somma di tutte queste caratteristiche di sistema che lo rendono quasi univoco. Per ottenere un canvas fingerprint il browser associa a tutte queste informazioni già raccolte anche un’immagine bianca, univoca, da esso generata:

In May 2012, researchers at the University of California, San Diego, noticed that a Web programming feature called “canvas” could allow for a new type of fingerprint — by pulling in different attributes than a typical device fingerprint.

In June, the Tor Project added a feature to its privacy-protecting Web browser to notify users when a website attempts to use the canvas feature and sends a blank canvas image. But other Web browsers did not add notifications for canvas fingerprinting.

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Tips: la nuova applicazione di Apple

Dopo una pubblicità che avrebbe fatto alzare gli occhi al cielo a Steve Jobs (rovinare il Mac con adesivi? Inconcepibile.), nell’ultima beta di iOS 8 Apple ha inserito un’applicazione che lo avrebbe indisposto ancora di più: Tips è una sorta di manuale/guida su come utilizzare il proprio nuovo device.

Ricordo che Apple non inerisce da anni manuali o guide nei propri prodotti, perché ritiene questi debbano essere semplici al punto da non richiedere alcun supporto.

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Focus

Un’applicazione per Mac che blocca un elenco di siti (selezionati dall’utente), considerati pericolosi per la produttività. Ce ne sono già diverse di applicazioni di questo genere, ma Focus ha una piccola, simpatica, feature: visitando i siti bloccati, al loro posto viene mostrata una citazione a caso che dovrebbe spronare a tornare sul proprio lavoro.

O, se bella, ad aggiornare la pagina per scoprire la successiva.

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I siti delle università

Al Nielsen Norman Group hanno analizzato il sito della Bucknell University, che si contraddistingue dalle altre per aver realizzato un sito innovativo, molto diverso da come sono normalmente organizzati i siti delle università — con sezioni e gerarchie ricorrenti, e pratiche consolidatesi negli anni.

Il risultato? Un sito bello ma poco usabile. Non che in generale i siti delle università eccellano per facilità di navigazione:

48% of visitors on university websites did not realize that their program of choice was offered at that university. Every student who leaves your site mistakenly thinking that you don’t have a program for her is a missed opportunity— one with an enormous financial impact.

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Ti sfido a guardare questo video per intero

Video: Ti sfido a guardare questo video per intero

Tre minuti di video, lunghissimi.

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Da dove vengono i problemi di Nintendo

Costanzo Colombo Reiser ha provato a spiegare le ragioni della crisi che negli ultimi anni ha interessato Nintendo. Su l’Ultimo Uomo, narra una storia iniziata 125 anni fa, quando Nintendo venne fondata come produttrice di carte da gioco:

La Nintendo nasce nel 1889 come produttrice di carte da gioco Hanafuda, da poco legalizzate dall’imperatore Meiji. Fusajiro Yamauchi, il fondatore, ne ha intuito il potenziale e, serializzandone la produzione, a partire dagli anni ’30, sotto la guida del figlio adottivo Sekiryo, diventa il maggior produttore di carte del Paese.

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Il mio iPhone si sta ricaricando molto lentamente

Capita a volte di avere la sensazione che l’iPhone stia impiegando ere a ricaricarsi. La motivazione potrebbe essere legata alla presa USB — quella dei tablet a 2-amp, quella degli smartphone a 1-amp — al cavo USB, che seppur dall’aspetto identico possono supportare più o meno amperaggio, e dall’entrata USB (USB 2.0 supporta massimo 1-amp, contro i 5-amp di USB 3.0):

Don’t worry about any problems using a 2-amp charger with a device designed to be used with a 1-amp charger. In some cases, it may speed up charging of the smaller device. In other cases, the smaller device will limit its power-sipping to 1 amp.

(A riguardo, Juicies ha messo in vendita il cavo USB che Apple avrebbe dovuto fare. Più resistente, più potente, più lungo. Risolve tutti i problemi legati all’originale — e probabilmente non inizia a rompersi dopo un anno)

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Emoji fra di noi: il documentario

Video: Emoji fra di noi: il documentario

Imitando lo stile di David Attenborough (un divulgatore scientifico della BBC), e sotto forma di documentario, in questo video vengono presentate e studiate le emoji, oramai parte fondamentale del nostro mondo.

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Dyson ha creato l’iPad degli aspirapolveri

Dyson è quell’azienda capace di renderti interessanti ventilatori, aspirapolveri e asciugamani elettrici. Secondo Farhad Manjoo, che ne scrive sul New York Times, con il DC59 Motorhead hanno creato l’iPad degli aspirapolveri: dietro ci sono anni di ricerca, e il tentativo di creare un aspirapolvere semplificato, “pronto all’uso”, che sia sempre disponibile:

The DC59 seems more like a couple of other battery-powered devices that do not look as powerful as full-size machines, but that have nevertheless taken over the world: smartphones and tablet computers.

Your phone can’t do as much as your computer, but because it’s right there in your pocket and starts up in a flash, you might spend a lot more time on it than on your PC. The DC59 offers the same wonderful trade-off — very good cleaning without the headaches of a bigger machine. It’s the iPad of vacuum cleaners.

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Google Noto: un font universale

Google Noto è un progetto secondario di Google, l’obiettivo è quello di creare una typeface che supporti tutte le lingue del mondo, che abbia dei tratti in comune e sia omogenea nello stile.

Il problema è che non è detto che funzioni. Lingue diverse richiedono stili diversi, e uno stile che potrebbe apparire elegante per l’alfabeto latino potrebbe risultare ridicolo se applicato ai caratteri giapponesi. Ad esempio: esiste una variante di Helvetica Neue, da noi considerato elegante, per alfabeto arabo: secondo il parere dei parlanti nativi ha un aspetto infantile, simile al Comic Sans per noi. (*)

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La fine di iLife

Con OS X Yosemite Apple sostituirà iPhoto con una nuova applicazione, denominata semplicemente Photos. È probabile che questa non faccia parte di iLife, e la suite un tempo tanto importante (e pubblicizzata) venga abbandonata in favore di applicazioni a sé stanti.

Del resto, è da diversi anni che le varie componenti di iLife evolvono a rilento, senza i necessari aggiornamenti (di cui iPhoto aveva particolarmente bisogno).

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L’impatto che la macchina che si guida da sola di Google avrà sulla sicurezza stradale

Un report interno dell’FBI studia alcune implicazioni legate alle macchine che si guidano da sole (come quella di Google), e l’impatto che potrebbero avere sul codice stradale e sulla sicurezza delle persone. Come vantaggio: i soccorsi potranno essere più rapidi, dato che le macchine potranno spostarsi in automatico per ambulanze e mezzi simili, permettendogli di raggiungere più velocemente la destinazione.

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Un clone dell’iPhone 6, prima dell’iPhone 6

Prima ancora che Apple lo metta in commercio, e basandosi interamente sul design rivelato da rumors e immagini circolate negli ultimi mesi, un’azienda cinese ha creato un clone funzionante dell’iPhone 6 che utilizza una versione modificata di Android per apparire identico ad iOS 7.

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Computer Virus Catalog

GUARDA L'IMMAGINE

Bas van de Poel ha creato una bellissima guida illustrata ai peggiori virus nella storia dell’informatica.

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April Zero

Anand Sharma sta raccogliendo quante più informazioni possibili sul suo conto, da tre mesi. Dove si trova con Moves e Foursquare, il numero di passi percorsi, il cibo consumato e il battito cardiaco. Fin qui nulla di eccezionale: lo fanno in molti, e io stesso con un Jawbone UP e un iPhone tengo traccia di alcune di queste cose.

La differenza è che Sharma ha creato un sito in cui presentare i dati raccolti, una sorta di Felton Annual Report in HTML5. Il risultato è straordinario, e piacerà agli ossessionati di dati pressoché inutili.

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L’applicazione di Helsinki per rendere obsolete le auto private

Helsinki ha in piano la creazione di un’applicazione che integri e raccolga tutti i mezzi di trasporto della città, che funzioni da punto di partenza per qualsiasi spostamento (e con la speranza che riduca la necessità di possedere un’auto). “Mobility on demand”. L’idea è che l’utente, una volta selezionato il punto di arrivo, possa scegliere fra diverse opzioni — metropolitana, bus, bici, macchine — e pagare per ciascuna di esse con un metodo di pagamento universale. Pensate a Citymapper, integrato a Uber, integrato a un sistema di noleggio di biciclette, con un sistema di pagamento comune e gestito come bene comune — non da un ente privato.

It’s clear that urban mobility badly needs to be rethought for an age of commuters every bit as networked as the vehicles and infrastructures on which they rely, but who retain expectations of personal mobility entrained by a century of private car ownership. Helsinki’s initiative suggests that at least one city understands how it might do so.

(Sempre a Helsinki lo scorso anno è entrato in funzione Kutsuplus, un bus “privato” senza una rotta prestabilita: diverse persone lo prenotano attraverso l’applicazione, selezionando il punto di partenza e d’arrivo — una via di mezzo fra un taxi e un bus)

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Ultratext

App: Ultratext

Ultratext è un’applicazione per creare e scambiarsi gif tramite iMessage. Le gif sono disegnate in modo da funzionare alla perfezione in iMessage, e possono contenere sia testo che immagini.

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Gli spinaci di Panasonic

A causa della competizione proveniente dalla Corea del Sud e dalla Cina, alcune aziende tecnologiche Giapponesi hanno dovuto reinventarsi, inserendosi in business inaspettati.

È così che Panasonic ha iniziato a coltivare spinaci, Toshiba ha deciso di utilizzare una vecchia fabbrica di floppy-disk per far crescere verdure, mentre Fujitsu vende insalata in certi supermercati di Tokyo.

Il prodotto non è molto high-tech, ma i metodi adottati per ottenerlo lo sono (fanatici del cibo biologico: non fanno per voi):

At the Fujitsu plant, workers dress in lab coats and face masks to preserve the sterile environment in which the lettuce is grown. Instead of soil, the plants mature in water that is drip-fed with fertilizer and nutrients.

Because the lettuce is grown in a bacteria-free space, it keeps much longer than ordinary produce—up to two months if refrigerated, the company says.

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Buzz Aldrin su Reddit

Buzz Aldrin ha risposto a un AMA (Ask me Anything) su Reddit:

A: My first words of my impression of being on the surface of the Moon that just came to my mind was “Magnificent desolation.” The magnificence of human beings, humanity, Planet Earth, maturing the technologies, imagination and courage to expand our capabilities beyond the next ocean, to dream about being on the Moon, and then taking advantage of increases in technology and carrying out that dream – achieving that is magnificent testimony to humanity. But it is also desolate – there is no place on earth as desolate as what I was viewing in those first moments on the Lunar Surface.

Because I realized what I was looking at, towards the horizon and in every direction, had not changed in hundreds, thousands of years. Beyond me I could see the moon curving away – no atmosphere, black sky. Cold. Colder than anyone could experience on Earth when the sun is up – but when the sun is up for 14 days, it gets very, very hot. No sign of life whatsoever.

That is desolate. More desolate than any place on Earth.

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