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Shortcut da tastiera per Mac OS X

Sul suo sito personale, Dan Rodney ha uno degli elenchi più esaustivi in merito. Che include non solo gli shortcut da tastiera, ma anche le gesture multi-touch suddivise per applicazioni

Addio, fotocamere

Craig Mod, sul New Yorker, su come le fotocamere negli smartphone siano migliorate al punto da potere sostituire le reflex non solo per qualità dell’immagine ma anche per completezza della stessa (una fotocamera tradizionale infatti non può attingere a tutti i dati che gli smartphone sono in grado di collezionare con i loro sensori):

Once yomu start thinking of a photograph in those holistic terms, the data quality of stand-alone cameras, no matter how vast their bounty of pixels, seems strangely impoverished. They no longer capture the whole picture.

Quelle cose che Apple non si preoccupa di migliorare

Collin Donnell:

What makes Apple outstanding as a company is their ability to focus. What holds some of their products back is that the level of focus they have can mean things which aren’t considered central to their current plans or business get left to stagnate.

Ci sono prodotti come FaceTime che sono rimasti più o meno invariati dal lancio (no gruppi, o conferenze), o come la galleria con le estensioni per Safari: aggiornata di recente, ma pur sempre una debole risposta allo store di Google Chrome. La lista si è molto allungata negli ultimi anni (iMessage, iPhoto, …), e se è vero che la capacità di Apple di focalizzarsi è parte importante del suo successo, forse è altrettanto vero che Apple non può più permettersi di abbandonare certi dettagli del suo ecosistema così a lungo.

Una cosa un po’ deludente sul nuovo iPad Mini con Retina Display

Una cosa che non mi aspettavo, ma che dopo un mese d’uso continua a darmi (sempre più) fastidio. Sono rimasto davvero stupito quando ho notato che le tab di Safari non restano in memoria. È un problema che avevo avuto con l’iPad 1, ma che si manifestò un anno o più dopo l’acquisto — ovvero quando installai il nuovo iOS, che appunto lo rallentò leggermente. Non credevo Apple potesse tollerare che ciò succedesse con un modello nuovo. Invece gli va bene, e i nuovi iPad hanno un solo GB di RAM.

Come risultato, la navigazione su Internet ne risente e spesso è frustrante. Tornare alla prima tab dopo averne visitata un’altra significa di frequente aspettare che questa si ricarichi; averne aperte tante comporta che Safari si chiuda inaspettatamente. A volte, addirittura, — ma se non altro questo raramente — l’iPad si riavvia. Su iPad 1 succedeva in continuazione che io dovessi aspettare che le tab si ricaricassero, ed è ciò che più mi ha spinto un anno fa a smettere di utilizzarlo. Sui nuovi iPad succede di meno ma troppo spesso, di sicuro troppo spesso per essere dei nuovi modelli.

Ma soprattutto, se fa così adesso cosa succederà fra un anno?

‘Dategli tutte le funzioni di cui avranno mai bisogno’

Michael Lopp, parlando di applicazioni come Writer Pro prive di preferenze, focalizzate su un solo compito:

Stiamo ancora patendo con software la cui mentalità durante la progettazione è stata “mettete tutte le funzioni di cui l’utente avrà mai bisogno“. [...] Non sapevamo quali funzioni avrebbero funzionato nel mondo digitale — né lo sapevano gli utenti — quindi abbiamo dato loro tutto. È questa “strategia” che ha dato vita a Excel, Word e Photoshop. [...] Finalmente le applicazioni tradizionali sono state spezzettate. Di quale parte di Word hai davvero bisogno? Indovina? C’è un’applicazione per quella cosa.

L’era Post-PC non riguarda solo l’hardware, ma anche il software: da applicazioni complesse studiate a dovere coprire ogni singola necessità che l’utente potrà mai incontrare, a applicazioni volte a svolgere un solo compito, prive di preferenze, specifiche a quello che si vuole svolgere.

Il significato dei selfie

James Franco, l’attore, sul NY Times:

We all have different reasons for posting them, but, in the end, selfies are avatars: Mini-Me’s that we send out to give others a sense of who we are.

I am actually turned off when I look at an account and don’t see any selfies, because I want to know whom I’m dealing with. In our age of social networking, the selfie is the new way to look someone right in the eye and say, “Hello, this is me.”

La nuova funzione di Writer Pro, Syntax Control, non appartiene ad iA

Pare che Syntax Control, la funzione che iA dice di avere impiegato quattro anni a sviluppare e implementare nel nuovo Writer Pro1, e che ha tentato di brevettare con minacce agli sviluppatori che decidessero di provare a implementarla, sia basata su NSLinguisticTagger, una API di Cocoa, ovvero nativa ad iOS, ovvero propria di Apple (che infatti aveva mostrato in una demo al WWDC del 2011, sfruttandola proprio in maniera simile). Per dire, lo sviluppatore di Ulysses III l’ha ricreata in 30 minuti.

Sono contento di non avere acquistato Writer Pro al lancio. I 20$ che costa, non li merita.

  1. Che ha ricevuto recensioni tutt’altro che positive al momento della prova, dagli utenti.

12 cose più piccole del nuovo Mac Pro

GUARDA L'IMMAGINE

Non avevo idea fosse così piccolo. Da una galleria di Macworld.

La nuova pubblicità dello smartwatch di Samsung

VIDEO: La nuova pubblicità dello smartwatch di Samsung

Ultimamente i concorrenti di Apple non sono molto bravi con gli spot.

Promemoria: comprare il Sugru

Ieri ho notato che il cavo d’alimentazione del MacBook Air ha cominciato a rompersi verso l’estremità che si collega al Mac, com’è d’obbligo che succeda a distanza di circa appena1 un anno con ogni cavo, cavetto che Apple produce e vende a prezzo esorbitante. Che sia quello per caricare l’iPad, o che siano le cuffie. Un tempo avrei iniziato a considerare l’acquisto di uno nuovo, ieri con tranquillità ho estratto una bustina di Sugru dal frigorifero e l’ho applicato alla parte interessata. Il cavo è più resistente di prima.

Ritengo il Sugru — qua la recensione che ne feci — uno “strumento” fondamentale per chiunque abbia un prodotto Apple, da avere a disposizione non appena l’occorrenza lo richieda. Da un po’ di tempo lo vendono anche su Amazon, e vale completamente il costo per i soldi che vi permetterà di non dare a Apple. A me nel corso di circa un anno ha risparmiato l’acquisto di due cavetti dell’iPhone e, da ieri, uno del Mac.

  1. Ho comprato il MacBook Air a Dicembre dello scorso anno

Ritorno a casa

Frank Chimero ha deciso — un po’ in controtendenza — che nel 2014 darà più importanza al suo sito personale, a discapito dei tanti luoghi della rete con cui l’aveva sostituito:

The web right now is a house divided: a silo for each little thing that you make. [...] I’m returning to a personal site, which flips everything on its head. Rather than teasing things apart into silos, I can fuse together different kinds of content. [...] So, I’m doubling down on my personal site in 2014. In light of the noisy, fragmented internet, I want a unified place for myself—the internet version of a quiet, cluttered cottage in the country. I’ll have you over for a visit when it’s finished.

Io ho sempre visto il mio sito personale come un aggregatore di tutto quello che faccio in rete, che desse un ordine e un senso alle miriadi di contenuti che altrimenti resterebbero disseminati su diversi social network. Un posto dove uno va per vedere tutto quello che ho fatto e pubblicato, senza doversi dividere fra siti specifici. Le sorgenti del materiale cambiano (una volta le foto venivano da flickr, oggi vengono da Instagr.am), ma il risultato finale visibile al visitatore no.

Fulfillment

40k ha tradotto Fulfillment, un racconto di Miracle Jones ambientato dentro un centro di distribuzione di Amazon:

Il magazzino è il più grande edificio al chiuso che abbia mai visto. Ci spiegano che non serve familiarizzarci con le merci e con la loro disposizione. Basta seguire il tracciato di milioni di lucette LED che si accendono per guidarci lungo il tragitto, di prodotto in prodotto, e poi alla postazione di carico. Il Centro distribuzione è un intrico di nastri trasportatori che portano il prodotto selezionato all’addetto che accatasta i pacchi, pronti per i camion delle consegne che vanno e vengono ventiquattro ore su ventiquattro.

Il giorno in cui Google dovette ricominciare da capo con Android

Da un estratto pubblicato sul The Atlantic di “Dogfight: How Apple and Google Went to War and Started a Revolution“, la reazione che il team che stava lavorando su Android ebbe il giorno in cui Steve Jobs presentò l’iPhone:

Chris DeSalvo’s reaction to the iPhone was immediate and visceral. “As a consumer I was blown away. I wanted one immediately. But as a Google engineer, I thought ‘We’re going to have to start over.’” [...] “Holy crap,” he [Andy Rubin] said to one of his colleagues in the car. “I guess we’re not going to ship that phone.”

Windows 8 è meraviglioso, e nessuno lo usa

Mark Wilson:

With Metro, Microsoft made incredible art and bad design. [...]  Windows 8 seemed like the perfectly designed solution to our complicated digital lives on paper. In practice, it’s an academic solution, not a practical one.

Con iOS 7 Apple sta rischiando un po’ di fare la stessa fine prendendo diverse decisioni a discapito dell’usabilità, solo perché il risultato è bello a vedersi.

Blog, 1997-2013

Jason Kottke:

Instead of blogging, people are posting to Tumblr, tweeting, pinning things to their board, posting to Reddit, Snapchatting, updating Facebook statuses, Instagramming, and publishing on Medium. In 1997, wired teens created online diaries, and in 2004 the blog was king. Today, teens are about as likely to start a blog (over Instagramming or Snapchatting) as they are to buy a music CD. Blogs are for 40-somethings with kids.

Non è che il blog sia morto, ma non è di sicuro più il mezzo prescelto dalla massa per esprimersi, che si affida invece a un insieme di strumenti più specifici nel loro compito.

Writer Pro

L’applicazione che uso per scrivere su Mac, su iPhone e su iPad — e una delle mie preferite, di sempre — è appena stata aggiornata. E ora supporta l’intero workflow di scrittura, dalle prime bozze e note fino alla stesura finale; mantenendo la semplicità che la caratterizza. Arriva domani nell’App Store.

‘Metti via l’iPhone’

Robert McGinley, a commento della nuova pubblicità di Apple, “Misunderstood“:

Nella prima metà dello spot, un ragazzo è dipinto come asociale, assorbito in se stesso, persino maleducato per l’attenzione che dà al suo iPhone. Ma perché? Lo avremmo visto in una luce altrettanto negativa se l’avessimo colto a leggere una copia de “Il giovane Holden“, a scrivere nel suo diario, a disegnare o a suonare la chitarra? La cosa rivoluzionaria e magica dell’iPhone è che può diventare un libro, un diario, uno strumento musicale o una videocamera.

Come i treni ad alta velocità stanno impoverendo la rete ferroviaria europea

Low-Tech Magazine:

The introduction of a high speed train connection invariably accompanies the elimination of a slightly slower, but much more affordable, alternative route, forcing passengers to use the new and more expensive product, or abandon the train altogether. As a result, business people switch from full-service planes to high speed trains, while the majority of Europeans are pushed into cars, coaches and low-cost airplanes.

Con i treni ad alta velocità se ne vanno molte alternative e tratte più economiche (e solo in minima parte meno efficienti), e al contrario di quanto previsto con la loro introduzione sempre più persone scelgono i voli low-cost.

La nuova bizzarra pubblicità di Nokia

VIDEO: La nuova bizzarra pubblicità di Nokia

Il nuovo spot ideato da Nokia per (non) vendere il suo tablet è alquanto nonsense, più assurdo di quello con la capra di Samsung. Se volevano far voltare i possibili acquirenti dall’altra parte, ci sono riusciti.

La fine dell’era di Facebook

Chrys Bader:

I giovani guardano a Facebook nello stesso modo in cui “la generazione di Facebook” guarda a LinkedIn. [...] Mentre la tua rete di Facebook si satura, inizia anche a diventare molto pubblica. Il focus si sposta al gestire la tua immagine, invece che legare spontaneamente con le persone. Nuove startup come Snapchat stanno offrendo una protezione da Facebook presentandosi come un luogo piacevole dove ci si possa esprimere. Un posto nel quale non c’è la sensazione che ogni tua mossa sia osservata.

Forse la cosa più interessante è come Facebook possa arginare il problema acquistando queste startup. Instagram, ad esempio.

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