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Microsoft vs. AOL

Una storia dal 1998, quando c’era AIM (AOL Instant Messenger) e MSN Messenger era nato da pochi mesi. I due client non avrebbero potuto parlare fra loro, appoggiandosi entrambi su protocolli chiusi, ma Microsoft decise di studiare l’architettura dietro a AIM per aggirare il blocco e permettere agli utenti di MSN Messenger di parlare con AOL. Ovviamente, la cosa non piacque ad AOL: per i mesi successivi AOL continuò a modificare il proprio protocollo, Microsoft ad adattare il proprio client ad esso.

Un ex dipendente di Microsoft — che lavorava a quel progetto — ha raccontato su n+1 qual era la cultura all’interno dell’azienda:

Microsoft era fin troppo efficiente per sprecare tempo migliorando un progetto oltre a quanto fosse necessario per battere i suoi avversari. Verso la fine degli anni ’90 ebbi l’opportunità di visitare la Digital Equipment Corporation (DEC, in seguito acquistata da Compaq), e le differenze culturali erano notevoli. C’erano persone alla DEC che avevano passato vent’anni a lavorare sul threading1. La metà delle persone aveva un PhD nella loro area di competenza. Non si risparmiava mai su nulla, solo per lanciare qualcosa in anticipo.

Ah, pensai. Questa è la ragione per cui Microsoft vince.

Microsoft vinceva non perché faceva i prodotti migliori, ma perché entrava in un settore o mercato con un prodotto che era abbastanza decente da competere con gli altri la fuori.

  1.  Il modo in cui i computer gestiscono un processo — Wikipedia

Leftovers: cose non pubblicate

Questo materiale — pubblicato a cadenza settimanale — è riservato agli iscritti alla membership. Scopri cos’è la membership (ne rimarrai affascinato: è una cosa bellissima), oppure se già ce l’hai: effettua il login.

(«Ma cos’è esattamente?» «Una cosa così»)

Endless

App: Endless

Propone contenuto selezionato a mano da Wikipedia, con l’obiettivo di stupirvi con articoli interessanti e poco conosciuti.

Hammerhead, un navigatore per bici

Video: Hammerhead, un navigatore per bici

Hammerhead è un navigatore per bici1, si attacca magneticamente al manubrio e fornisce — attraverso la connessione e il GPS dell’iPhone — le indicazioni senza distrarre. L’iPhone serve solo all’inizio, per impostare il percorso, mentre in seguito può essere ignorato a favore di un sistema più comodo e sicuro.

Il design è particolarmente intelligente: tutte le informazioni vengono comunicate con una serie di led, che guidano l’utente durante il percorso, informandolo quando è necessario effettuare una svolta.

  1. Nelle situazioni di scarsa luminosità si improvvisa anche fanale frontale

/fiona

La pagina di gestione del Kindle, su Amazon.com, contiene a un certo punto un /fiona/. Non si tratta di un acronimo, ma di un personaggio di un romanzo di fantascienza scritto da Neal Stephenson nel 1992, “The Diamond Age“, nel quale compare un oggetto simile a un Kindle:

A novel set in the medium-flung future, with a plot that hinges on the theft of a kind of super-book. A super-book that is engrossing, interactive, networked; with pages that change before your eyes; that knows more or less everything. (Again: 1992.)

Fitbit, Moves e la privacy

“Facebook’s acquisitions all seem to be about dominating markets or monopolizing talent — craven if justifiable business motivations” — Khoi Vinh

Facebook si è comprata Moves — quell’applicazione che tiene traccia dei luoghi visitati e passi effettuati nel corso della giornata — e FitBit vende i dati degli utenti, quegli stessi dati che gli utenti non possono esportare se non pagando un canone annuale di $49 dollari (oltre al prezzo del dispositivo).

Link a frammenti testuali

Kevin Marks:

Un problema è che i link nell’HTML indicano una pagina nella sua interezza, o frammenti all’interno di essa, ma solo quei frammenti a cui è stato assegnato nel markup un #id.

Kevin suggerisce di abilitare un deep linking per ogni elemento della pagina, fornendo a ciascuno — in automatico — un ID che gli consenta di essere linkato e raggiunto direttamente e con precisione.

Nell’idea di Kevin, le parole di un paragrafo funzionano da ID, e vengono aggiunte al termine dell’URL precedute da un doppio cancelletto. Il migliore modo di capirne il funzionamento è vederlo in funzione:

http://bicyclemind.it/2014/04/02/la-nuova-membership-di-bicycle-mind/##Ho+pensato+anche+ad+altro

Visitando questo URL verrete rimandati automaticamente al paragrafo relativo, identificato con le parole iniziali, poste nell’indirizzo dopo ##.

Mi pare davvero utile, per linkare in maniera più precisa ciò a cui facciamo riferimento: sarebbe bello se questa soluzione diventasse uno standard. Esiste già uno script per implementarla sul proprio sito — e se usate WordPress, c’è pure un plugin.

Brewseful

App: Brewseful

Un timer da avviare ogni mattina per preparare il caffè. Gestisce timer diversi a seconda del metodo o caffè.

La mia vita in typefaces

Video: La mia vita in typefaces

Il TED Talk di Matthew Carter, il creatore di Georgia e Verdana.

High Tech

L’ultimo reportage di WIRED racconta come diversi imprenditori e investitori della Silicon Valley — sempre attenti ai #firstworldproblems — abbiamo deciso di finanziare lo sviluppo di software e device per la marijuana (a seguito della legalizzazione in Colorado).

Sono nati siti come Leafly — un’enciclopedia sull’argomento — e Weedmap; mentre altri si sono concentrati nel creare il “vaporizzatore perfetto“. Il Firefly1 è stato realizzato da una startup fondata da un ex dipendente di Apple, Mark Williams:

What’s more, the Firefly looks nice. Clean lines. Metal body. Solid color (your choice of red, black, or silver). You could mistake it for some sort of consumer gadget—a flash drive, maybe, or a backup battery. It definitely doesn’t look like traditional drug paraphernalia—which is entirely the point, of course. This is a vaporizer you can be proud of. You don’t have to hide it in the back of a closet. You want to show it off; among the liberal-minded tech crowd, it’s already a status symbol. Gizmodo called it “portable perfection” and “hands down, the best portable vaporizer.” Business Insider dubbed it “the Tesla of toking up.”

  1. Ovviamente ufficialmente pubblicizzato per tabacco

Cosa fare per non rovinare la batteria dell’iPhone

Ars Technica ha aggiornato la propria guida alle batterie litio — quelle dei MacBook, iPad e iPhone —, in cui spiega come sia meglio utilizzarle e quali accorgimenti sia bene prendere per evitare di rovinarle. Principalmente, occorre ricordarsi che il consiglio più diffuso — quello di scaricarle completamente — è in realtà dannoso: questo comportamento mette a dura prova la batteria, frequentemente, affaticandola.

È meglio fare proprio quello che vi consigliano di non fare: scaricarla solo in parte, non tenerla sempre in carica ma neppure lasciare che si scarichi completamente — fino e non oltre il 20% dovrebbe essere l’obiettivo:

This is like people running for exercise—running a few miles a day is fine, but running a marathon every day is generally not sustainable. If your Li-ion-powered device is running out of juice on a daily basis, you’re decreasing its overall useful lifespan, and should probably work some charging stations into your day or change your devices’ settings so that it’s not churning through its battery so quickly

La dura vita dei ‘wearable device’

Re/code:

Companies large and small are grappling with ways to cram a variety of sensors, batteries and other components into a device that offers enough value to not be tossed into a drawer after a month [...] It is getting harder, not easier, for wearable makers, because they are getting serious competition. Smartphones can increasingly pull off much of the functionality of wristbands, migrating those features into consumers’ pockets and driving down demand for stand-alone products.

Con l’aggiunta all’iPhone di un co-processore (M7) in grado di svolgere gran parte del lavoro da essi svolto, un dispositivo a sé stante come il Fitbit inizia ad acquistare meno senso. Ha un vantaggio: quello di essere ancora più ubiquo dell’iPhone. Ma pur essendo dedicato solo a svolgere quel compito, non riesce a svolgerlo meglio perché ha accesso a meno informazioni del nostro telefono (che può ad esempio integrare il numero di passi con la posizione, utilizzando il GPS).

Quoth Steve

App: Quoth Steve

Una webapp che propone una citazione al giorno di Steve Jobs; roba per gente come me e voi. Se installata si comporta quasi come un’applicazione nativa, tanto è stata fatta bene.

Il problema principale di Facebook: la gestione delle amicizie

Fuori da Facebook le amicizie sono fluide: se ne formano di nuove a discapito di altre, e perdiamo contatto con persone che vedevamo tutti i giorni. Facebook, al contrario, e ce le ricorda tutte, informandoci quotidianamente su persone che non sentiamo da anni. Forse perché nato inizialmente all’interno di un college, permette di espandere la propria rete sociale facilmente, senza poi fornire degli strumenti che permettano di gestire questi “incontri” adeguatamente — e volendo, dimenticarsene:

Remnants of my past life float through my feed like ghosts in the night. Facebook’s intelligent algorithms think that I still care about most of these people, that their “life events” should be a part of my daily “newspaper”. As a result, my Facebook feed feels less relevant than it ever has. [...] In the real world, losing touch with people happens naturally and effortlessly, but on Facebook, unfriending is reserved only for breakups and acts of malice.

Quando si può parlare di innovazione

Horace Dediu ha fatto una bella distinzione fra quattro termini: innovazione, novità, creazione e invenzione. Per semplificare: un prodotto può dirsi innovativo solo nel momento in cui è stato riconosciuto come tale dalla massa, ha un mercato ed è stato effettivamente prodotto. Ha superato il test più difficile: quello di rivelarsi innovativo e utile per gli utenti comuni — e di funzionare per loro.

Un prototipo non è un’innovazione: è un’invenzione. Uguale: un’idea nata e rimasta in laboratorio non è un’innovazione.

The fact that a product not only did not succeed in the market but was not even released implies that it could not have been innovative. The product is only at the stage of perhaps being an invention (if it can be shown to be unique) or merely a creation (if it isn’t.) Furthermore, if the product is so poorly designed that it is literally unusable then it is just a novelty.

Leftovers: cose non pubblicate

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La filosofia di Samsung

Samsung ha lanciato un sito1 per illustrare il proprio design, e spiegarne i ragionamenti dietro (inventandoseli). Per questo, l’ha chiamato “meaningful design“.

Ha presentato un manifesto diviso su tre punti (Balance of Reason and Feeling, Simplicity with Resonance e Meaningful Innovation), e ci ha scritto dentro cose come “Samsung believes in the value of people’s dreams“.

Chi ha vinto il premio per la GIF più bella del mondo

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Motion Prize Winner — Saatchi Gallery

La Saatchi Gallery di Londra ha annunciato il vincitore 1 del Motion Photography Prize da lei indetto, dove “motion photography” sta per GIF.

With the ubiquity of smartphones and rise in photo-sharing services, the world has recently exploded with photographers from all backgrounds who are embracing new technology to tell their stories in innovative ways, not least of all via motion photography.

  1. Christina Rinaldi, con la GIF d’apertura

Lezioni di tipografia con Typekit

Typekit Practice è una nuova risorsa per chiunque voglia imparare qualcosa di tipografia. Offre una serie di articoli che permettono di migliorare le proprie conoscenze sull’argomento, una lista di raccomandazioni di libri da leggere e, in conclusione, dei consigli pratici organizzati in piccole lezioni — da come abbinare i font in maniera piacevole, a come applicare correttamente delle ombre con text-shadow.

Devo twittare?

The Awl spiega in maniera ironica cos’è Twitter:

7. Chi Twitta?

Aziende, e persone che credono di essere — e si presentano — come aziende.

8. Perché si legge Twitter?

Perché ci sono sempre nuovi tweet.

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