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Dug.js

Uno nuovo script sviluppato da Rogie King, molto semplice da utilizzare, per visualizzare in HTML i dati disponibili in formato JSONP. Io l’ho usato nel mio sito personale con le API di last.fm.

PolyFauna: l’applicazione dei Radiohead

I Radiohead hanno lanciato un’applicazione:

It comes from an interest in early computer life-experiments and the imagined creatures of our subconscious. Your screen is the window into an evolving world. Move around to look around. You can follow the red dot. You can wear headphones. You can get some pretty strange looks on the train.

È straniante. Non ci provo nemmeno a spiegarvela.

Ingannare l’utente

Interessante dettaglio: stando ad alcuni testi fatti da Facebook, quando un’applicazione mostra l’icona di caricamento di default di iOS (ovvero la rotella che gira su se stessa) l’utente tende ad incolpare iOS stesso per la lentezza, mentre quando un’applicazione mostra una barra di caricamento personalizzata è l’applicazione ad essere chiamata in causa.

Un altro esempio di come a volte dei sotterfugi possano aiutare a distrarre l’utente: in “Why Waiting is Torture“, articolo del 2012 del NY Times, si racconta di come l’avere allungato il percorso dal terminal all’area per il ritiro bagagli dell’aeroporto di Houston abbia ridotto le lamentele sull’attesa degli stessi:

Customer complaints at a Houston airport dropped to nothing after the airport extended the distance between the terminals and baggage claim. This forced travelers to walk six times further, but although overall wait time increased, the occupied time of walking felt shorter than the unoccupied time associated with standing around at the baggage carousel.

Bigfoot.js

Un plugin di jQuery che rende più usabili le note a piè di pagina, mostrandole inline sotto forma di popup1, evitando all’utente di venire spinto in fondo alla pagina.

  1. Funziona così, per intenderci. Come potete notare l’ho aggiunto al blog, lo trovo comodissimo

GitHub for Education

GitHub ha lanciato un piano per gli studenti1: repository privati gratuiti e le altre funzioni che normalmente vengono $7 al mese. Fantastico.

  1. Per attivarlo basta fornire la propria email universitaria

Quanto sarebbe costato un iPhone nel 1991?

Un piccolo fatto curioso che fa anche capire quanto velocemente si evolva questo settore:

In 1991, a gigabyte of hard disk storage cost around $10,000, perhaps a touch less (today, it costs around four cents). Back in 1991, a gigabyte of flash memory, which is what the iPhone uses, would have cost something like $45,000, or more (today, it’s around 55 cents).

La risposta è 3,56 milioni di dollari.

Reporter: la nuova applicazione di Nicholas Felton per il quantified self

Era stata anticipata il Novembre scorso: è una applicazione che ci pone a intervalli casuali, con la frequenza desiderata, una serie di domande da noi impostate. Casualmente, quindi, in vari momenti della giornata riceviamo una notifica che ci chiede cosa stiamo facendo, dove ci troviamo, con chi siamo, e qualsiasi altra domanda da noi inserita — che riguarda un aspetto della nostra vita di cui vogliamo tenere traccia. Reporter colleziona le risposte che diamo a quelle domande, le unisce ai dati che è in grado di raccogliere da sola grazie ai sensori dell’iPhone (posizione), e nel corso del tempo aggrega tutto quando in grafici e statistiche. Una cosa bella dell’applicazione è che i dati possono essere esportati e sincronizzati su Dropbox, in formato CSV e JSON — quindi praticamente potete farci quello che volete, e utilizzarli con quello che vi pare. I dati sono vostri.

È stata creata da Nicholas Felton, quella persona ossessionata con il quantified self che nel suo Annual Report racconta la sua vita riducendola a numeri e infografiche. Nel 2012, utilizzando un metodo simile a quello proposto da Reporter, ha scoperto che c’era una chance che fosse solo nel 43% dei momenti testati, e produttivo il 49.3% di questi. Il 32% dell’anno invece l’ha passato dormendo. A cosa è dunque utile una cosa simile? Oltre al tenere traccia dei caffè bevuti — per pura ossessione —, in un’intervista a The Verge Felton dice potrebbe servire a rilevare pattern, a portare a galla aspetti della nostra vita che ignoriamo:

For its creators, Reporter is about gaining self-knowledge. “We don’t own your data, but we try to show it to you in new ways and help you be aware of what you’re emitting,” says Felton. “I want you to be scared by your routine, or by decisions you haven’t thought about because you don’t want to face them.”

Una specie di diario automatizzato e “quantificato”. Reporter può servire anche a dare un contesto più ampio ai dati che raccogliamo con il Fitbit e altri strumenti automatici limitati a pochi aspetti facilmente misurabili. Oppure c’è l’opzione che alla fine ci si ritrovi con dei grafici solo belli da vedere, fini a se stessi.

TONX arriva in Italia: la mia recensione

TONX è un servizio che spedisce ogni due settimane ai suoi abbonati del caffè, nella quantità da loro prescelta (170 grammi o 340). Il caffè viene tostato il giorno stesso della spedizione1, e spedito in grani poche ore dopo. È dunque freschissimo.

TONX è attivo da diverso tempo negli USA, dove ha ricevuto recensioni più che positive. Da oggi ha annunciato che comincerà a spedire anche in alcuni paesi europei, fra cui l’Italia. Io l’ho provato (come beta tester) per alcune settimane e vi assicuro che come qualità batte qualsiasi altro caffè che sia riuscito a reperire nel nostro paese. Ho ricevuto tre diversi pacchi di caffè da inizio Gennaio, e ciascuno si è rivelato una delizia e una scoperta.

I chicchi sono freschi e di qualità, di provenienza diversa di volta in volta. Altro vantaggio: sono a tostatura chiara. A me è risultato quasi impossibile reperire in Italia dei chicchi a tostatura chiara, a tal proposito ho anche sviluppato una mia personale teoria che interessa la moka: è il metodo più diffuso da noi per prepararsi una tazza di caffè, e siccome in quel caso è difficile distinguere fra una tostatura molto scura, media o chiara noi finiamo col non dargli molta importanza. Non solo: con la moka c’è anche una minore differenza se il caffè è fresco o meno.

Ma se vi preparate il caffè con altri metodi, come Aeropress o Drip Brew, tutto questo si nota eccome. Perché è possibile con questi ultimi rilevare qualsiasi nota e gusto che il caffè possiede. Il mio suggerimento, se decidete di abbonarvi a TONX (e dovreste), è di comprare anche una Aeropress e un macina caffè elettrico (io ne ho uno della BODUM2) — di nuovo: il caffè non viene spedito già macinato, altrimenti sarebbe tutto vano. Il metodo migliore per conservare i chicchi è lasciarli nella busta in cui arrivano, essendo dotata di una valvola che aiuta a preservarne l’aroma.

Il costo — che include tutto, spedizione e caffè — è ovviamente più alto dell’offerta del supermercato: 10 euro ($14) per 170 grammi o 16 euro ($22) per 340 — a seconda dell’opzione che scegliete. Nonostante questo, si parla pur sempre di un costo basso e contenuto per tazza. Ad usarne 15 grammi per ciascuna, da un pacco di 340 ne ricavate all’incirca 22. Se vi siete abituati a bere ogni mattina una determinata marca di caffè, iscrivendovi rimarrete stupiti quanto possa variare — anche per palati non esperti — una qualità dall’altra. Generalmente, se comprate il vostro caffè al supermercato rimarrete stupiti quanto TONX (aka del caffè fresco) possa essere buono. Sono convinto di questo anche a discapito del fatto che i chicchi una volta che avranno raggiunto la vostra dimora saranno già stati tostati da due settimane: è il tempo di spedizione per l’Italia3 (in America è sui quattro giorni).

Se vi piace il caffè, dovreste iscrivervi a TONX. Per provare e scoprire una diversa qualità di caffè ogni due settimane, scelta e tostata con cura, e per avere del caffè fresco in casa. Bere una tazza di caffè non è mai noioso — ed è sempre fonte di gioia —, ma una volta iscritti a TONX non potrete che notare la monotonia dei chicchi a cui vi eravate abituati.

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A MARGINE: Se vi abbonate, fatelo partendo da qui: ci sono 5$ di sconto sul primo pacco.

  1. La tostatura avviene di domenica
  2. È uno di quelli economici, a lame (Blade Grinder), ma fa il suo lavoro sufficientemente bene per me. Sarebbe più corretto utilizzare un Burr Grinder.
  3. Purtroppo, nel mio caso, una settimana intera viene persa da Poste Italiane a fare non so cosa. Da America all’Italia il pacco è affidato a DHL e resta in viaggio per circa una settimana, poi all’entrata nel nostro paese viene dato in mano a Poste Italiane. Da Milano a Pisa: 7 giorni.

Unread

APP: Unread

Jared Sinclair ha disegnato e lanciato Unread, un lettore di feed rss per iPhone1. Dopo una sola giornata di utilizzo lo considero già essenziale. Ogni dettaglio è stato considerato e ogni elemento soppesato a lungo, come Sinclair racconta in un post del suo blog. La scelta tipografica — Whitney e Whitney Condensed — o la navigazione e le gesture, che lo rendono semplice da utilizzare con una sola mano e costruiscono un’interfaccia semplice e pulita, priva di bottoni, piacevole per la lettura. Come scrive Sinclair («I needed an RSS app that could help me slow down and read peacefully.»), lo scopo è stato quello di creare un’atmosfera tranquilla in cui consumare i propri feed.

Non leggevo molto il mio feed reader da iPhone, ma con Unread credo comincerò a farlo.

  1. Compatibile con FeedWrangler, FeedBin e Feedly

Il nuovo CEO di Microsoft

CIT.

Our industry does not respect tradition — it only respects innovation. Satya Nadella, il nuovo CEO di Microsoft

L’effetto deleterio sui videogiochi degli acquisti in-app

Thomas Baekdal mostra le differenze fra la versione del 1997 di Dungeun Keeper e quella del 2014, per iOS. Per costruire una stanza occorrevano due minuti nel 1997, senza interruzioni, mentre nel 2014 è necessario attendere 24 ore, a meno di non utilizzare delle gemme che si ottengono in cambio di soldi veri.

The modern-day Dungeon Keeper is not even a game. It’s just a socially engineered scam. And since people don’t remember what real gaming was like in the 90s, they are giving it the highest rating in the app store.

Non sono un grande fan e utente di videogiochi, ma posso riscontrare lo stesso meccanismo in atto in diverse applicazioni. Vendute a 0.99 centesimi o addirittura rilasciate gratuitamente, per poi dover pagare un dazio anche per la più semplice delle funzioni.

Un bottone (poco rompiscatole) per la condivisione

I bottoni per condividere gli articoli sui social network possono risultare molto fastidiosi; rallentano il caricamento della pagina e non è un piacere ritrovarli ripetuti su ogni sito che si visita. Il plugin sviluppato da Carrot Creative è molto bello, perché permette di raggrupparli sotto un unico pulsante che evita iframe e porta via poco spazio.

L’ho implementato su questo blog, lo potete trovare alla fine di ogni articolo. Mi pare una soluzione accettabile.

Andare alla ricerca di font

Riccardo Mori è dovuto “andare alla ricerca” di un carattere tipografico per un cliente; si è ritrovato a confrontarne tanti fra loro simili (ad occhi inesperti), ma con ampie differenze di prezzo (e non necessariamente di qualità). Le riflessioni che ha scritto a riguardo sono molto interessanti:

Assessing the quality of a typeface is not as immediate a process as, say, assessing the build quality of a watch or a smartphone. Some people have learnt to discard ugly free fonts, where the lack of quality is apparent, but once they move to ‘nice-looking fonts’, everything is a blur.

A riguardo: sul blog di Shawn Blanc c’è un elenco di alcuni bei caratteri tipografici nati nel 2013.

Le notizie: istruzioni per l’uso

Un estratto di “The News: A User’s Manual“, un nuovo saggio di Alain De Botton:

Once our formal education is over, the news is the teacher. It is the single most significant force setting the tone of public life and shaping our impressions of the community beyond our own walls. It is the prime creator of political and social reality.

Facebook Paper

È la nuova applicazione di Facebook — con una UI che batte completamente quella dell’applicazione classica — caratterizzata da “notizie curate“, organizzate in sezioni e scelte da degli editor appositamente assunti. Il problema principale di queste applicazioni che si appoggiano sui social network è che spesso i contenuti dei social network non sono granché. Pare lo sappia pure Facebook: Paper non è un modo diverso di accedere e fruire dei contenuti di Facebook ma un’altra cosa; un po’ più complessa, con questi ultimi scelti e curati da persone.

È un’altra cosa anche nella maniera in cui condividere uno scatto su Instagr.am è un’altra cosa dal caricare un album di 100 fotografie: si potrà postare su Paper — e gli aggiornamenti finiranno anche sul Facebook classico — ma avverrà in maniera diversa, in un luogo meno caotico.

L’enfasi qua non è sulle persone, ma sulle notizie.

Peek Calendar

APP: Peek Calendar

Non avevo assolutamente bisogno di un nuovo calendario su iOS, ma ho comunque dovuto comprare Peek. Meraviglioso.

Brevetti

Google vende Motorola a Lenovo, si tiene però la maggior parte dei brevetti. Costata 12.5 miliardi di dollari, verrà rivenduta a circa 3 miliardi. John Gruber:

I bet it would take longer to literally flush $9.5 billion in cash down a toilet than it took for Google to do so figuratively on the Motorola acquisition.

Andare a letto con i Google Glass

Sembra che ci stiano lavorando per davvero. Non è finzione.

Fallo più lungo o non ci prendono sul serio

Mentre il The Atlantic scrive di come le storie lunghe funzionino e vengano consumate sempre di più anche sui dispositivi mobili, dal New York Times giunge un’altra critica agli articoli long-form:

The problem is that long-form stories are too often celebrated simply because they exist. And are long. It’s a familiar phenomenon: When you fetishize — as opposed to value — something, you wind up celebrating the idea of the thing rather than the thing itself.

Non è un aspetto nuovo, e nemmeno uno che riguarda solo il giornalismo. Un libro lungo “vale più” di uno breve — basta chiedere a quelli che misurano i lettori in base al numero di pagine lette consumate. Un fenomeno simile è in atto in rapporto al giornalismo: persone che leggono e scelgono pezzi solo in base alla loro lunghezza, pensando che ciò porti loro una maggiore conoscenza sull’argomento trattato (lunghezza != contenuti).  A concludere questo ciclo, certi pezzi long-form (ciao a te, Malcolm Gladwell) si ripresentano nel giro di un anno sotto forma di saggi di 300 pagine — nonostante queste non diano nessun apporto o aggiunta a quanto già trattato nell’articolo iniziale.

(“Contro le cose lunghe“)

Ma la lunghezza non coincide con la qualità e profondità di un pezzo giornalistico: può succedere, ma non è automatico. Così si finisce invece col giudicare gli articoli in base al numero di parole.

Horizon

APP: Horizon

I video filmati con l’iPhone in verticale sono il male, e Horizon è una piccola applicazione che vi impedisce di realizzarli. Il risultato sarà sempre un video orizzontale, comunque teniate l’iPhone.

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