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I Bitcoin, spiegati a tua mamma

Il New York Times spiega in maniera semplice semplice i Bitcoin, usando delle vignette.

Emu: Siri + iMessage

Emu è una nuova applicazione di messaggistica, come potrebbe essere Whatsapp o iMessage, che integra al suo interno un assistente virtuale, come potrebbe essere Siri. Il che significa che mentre scambi messaggi con gli amici, Emu analizza il contenuto e aggiunge pezzi d’informazione a questi.

Ti chiedono se vuoi cenare la prossima settimana in una pizzeria? Emu ti aiuta a pianificare l’appuntamento ricordandoti i giorni in cui sei disponibile, e mostrandoti una recensione su Yelp del ristorante. Ti chiedono di passare dal supermercato per prendere l’acqua? Emu ti aiuta a trasformare il messaggio in un promemoria, riproponendotelo al momento opportuno. Dal MIT Technology Review:

The app also includes the ability to send out an auto response to anyone who texts you when Emu thinks you may be driving (determined by your smartphone’s GPS and accelerometer data). It can also share your location with a friend via a map that’s live for 30 minutes.

Si integra con i calendari di iOS, e prende varie informazioni da Internet — esattamente come Siri. È una buona idea, che Apple potrebbe implementare direttamente in iMessage. Altrimenti, resta solo una buona idea: occorre innanzitutto che i messaggi siano in inglese (affinché Emu sia in grado di interpretarli), e poi entrambe le persone devono utilizzarlo. Fra i miei contatti, non c’è nessuno che vi sia iscritto.

Amazon Dash

È un nuovo device, gratuito, per Amazon Fresh — il servizio di Amazon che consegna a domicilio la spesa, al momento limitato a poche aree degli Stati uniti. Serve per aggiungere prodotti al carrello, mano a mano che finiscono: la scatola dei cereali è vuota? Punta l’Amazon Dash sul codice a barre di questa, e verrà subito aggiunta al carrello di Amazon Fresh.

La storia di Susan Kare

Priceonomics ha intervistato Susan Kare, su come nacquero le icone del primo Macintosh:

I still joke that there’s nothing new under the sun, and bitmap graphics are like mosaics and needlepoint and other pseudo-digital art forms, all of which I had practiced before going to Apple. I didn’t have any computer experience, but I had experience in graphic design.

Scanbot

APP: Scanbot

Fra le applicazioni che ho provato per scannerizzare documenti con la fotocamera dell’iPhone, questa le batte tutte. È bene integrata con la maggior parte dei servizi di cloud (Dropbox, Evernote, Google Drive), offre alcuni tool per annotare i documenti e li ottimizza in maniera eccellente — in bianco e nero o a colori.

La fine del roaming in Europa

Finalmente, entro la fine del 2015 gli operatori non potranno più addebitarvi €300 per un megabyte di traffico, solo perché vi trovate all’estero. Varrà la stessa tariffa di casa:

L’abolizione del roaming internazionale avverrà entro la fine del 2015 e fa parte di un regolamento più ampio che tra le altre cose prevede più garanzie per quanto riguarda la cosiddetta “net neutrality”.

L’origine dell’icona “hamburger”

L’icona “hamburger” è presente un po’ ovunque — abusata, quasi, su iOS —, ed è quella che viene utilizzata per nascondere e rivelare il menù delle applicazioni. Pare venne originariamente realizzata da Norm Cox, allo Xerox PARC:

Its graphic design was meant to be very “road sign” simple, functionally memorable, and mimic the look of the resulting displayed menu list.

Quanti giorni della tua vita hai passato a guardare serie tv?

Un nuovo servizio. Il risultato spaventa.

La nuova membership di Bicycle Mind

La membership esiste da tempo, ma da un anno a questa parte è stata messa un po’ in disparte. È il sistema migliore per chi legge questo blog quotidianamente, di supportarlo. Costa due euro al mese e da oggi è basata su un nuovo sistema1 che rende tutto un po’ più semplice e bello. La nuova membership ti permette, per ora:

  • Di navigare su un sito privo di pubblicità. Non che normalmente ce ne sia molta, ma quella poca che al momento vi annoia e turba tanto potete eliminarla, se diventate membri del blog
  • Di avere accesso a del materiale riservato agli iscritti

Il materiale in questione è una collezione di link che verrà pubblicato (potenzialmente) una volta a settimana. Materiale che non ho avuto tempo di sviluppare sul blog, e per questo va a finire in quella lista. Già in passato veniva pubblicato, ma da un po’ di tempo è stato assente: a breve si riprenderà a renderlo disponibile — ai soli iscritti.

Ho pensato anche ad altro: di offrire ai non iscritti un feed rss troncato, e ai membri uno completo, ma al momento ho rimandato l’idea. O di proporre ai comuni visitatori un sito in Comic Sans, e riservare la bellezza di Museo Sans e FF Meta Serif agli iscritti — ok, non è vero, non ci ho mai pensato seriamente. Meglio che il sito sia bello per chiunque, e comodo da leggere per chiunque: se decidete di iscrivervi è in primis perché lo apprezzate così com’è, e in misura minore perché desiderate i piccoli vantaggi che una membership offre.

Altri vantaggi verranno aggiunti in futuro, ma in primis una membership è: perché vi piace Bicycle Mind, e volete supportarlo. Così com’è. Click qui per iscriversi <3

NOTA AGLI ISCRITTI: Chi è iscritto al vecchio sistema purtroppo deve effettuare la migrazione manualmente, come una mail inviata pochi giorni fa spiega. Chi non l’avesse ricevuta mi contatti. La migrazione non è obbligatoria, ma necessaria se volete sfruttare i nuovi vantaggi 2.

  1. Il pagamento avviene tramite Stripe, invece del pessimo PayPal
  2. Altrimenti, se l’unica cosa che vi importa è regalarmi due euro al mese, non è necessario migrare

Emoji Nation

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I quadri di Hopper, aggiornati per i tempi correnti. Aka, con l’aggiunta di emoji.

Il nuovo Spotify

Finalmente permette di costruire una propria libreria musicale, oltre ad avere un’applicazione per iPhone — e Mac, soprattutto — più carina. Uno dei limiti del servizio è sempre stato che l’unico modo per salvare una canzone era aggiungerla ai preferiti o a una playlist: non esisteva una libreria personale, e ogni artista andava di volta in volta ritrovato con il box di ricerca. Non più.

NYT Now

APP: NYT Now

La nuova applicazione del New York Times, NYT Now, è disponibile nell’App Store. È un esperimento interessante, perché contiene non solo una selezione delle notizie pubblicate sul New York Times, leggermente riadattate per la lettura su iPhone e proposte al lettore in una forma più breve, ma una sezione importante dell’applicazione è dedicata a segnalare notizie di fonti esterne: in altre parole, una redazione appositamente messa in piedi si occupa di collezionare materiale considerato interessante e di valore, prodotto da altri quotidiani e media.

Una cosa un po’ inconcepibile, per quei quotidiani che ancora faticano a spingere il lettore al di là del proprio sito.

ShareDrop

È AirDrop ma basato su un sito Internet: basta che due computer connessi alla stessa rete lo aprano per potersi scambiare file fra loro.

Cosa c’è di innovativo in FireChat

FireChat è una nuova applicazione per iPhone, a primo impatto non particolarmente interessante: serve a scambiare messaggi con le persone attorno a noi, indipendentemente dalla presenza o meno di una connessione alla rete. Lo scambio avviene via bluetooth, Wi-Fi o quello che viene definito “Wi-Fi peer-to-peer”.

L’applicazione sfrutta l’API “Multipeer Connectivity“, una tecnologia che Apple ha inserito in iOS 7 e che permette agli iPhone di collegarsi l’uno all’altro sfruttando il bluetooth o il Wi-Fi come alternativa a Internet. Lo scambio dei messaggi, nel caso di FireChat, avviene senza l’uso di alcuna connessione. Gli iPhone sono connessi direttamente fra loro, e sfruttando questa tecnologia sono in grado di creare una rete alternativa a quella centralizzata, non controllata da alcun operatore1:

L’applicazione verrà migliorata in modo che i dati possano raggiungere gli iPhone non direttamente connessi fra loro, attraverso degli iPhone intermedi a cui invece sono connessi. Questo approccio, conosciuto come mesh networking, sta alla base di diversi progetti che vogliono creare una rete a prova di disastro, o un sistema di comunicazione controllato dalla comunità.

I vantaggi di potersi connettere agli altri senza essere tecnicamente connessi alla rete? Wired ha ipotizzato degli scenari: siete in montagna e non avete alcun segnale: potreste sperare che l’iPhone di un passante con FireChat installato riceva il messaggio e lo ridistribuisca. O di nuovo, in quelle situazioni come festival, conferenze o disastri in cui le linee degli operatori sono normalmente intasate: sarebbe comunque possibile scambiarsi messaggi, foto, notizie creando una rete alternativa.

Gli stessi sviluppatori di FireChat lavorano anche su un altro progetto, Open Garden. È un’applicazione che sfrutta questa tecnologia per condividere la propria connessione alla rete. Mettiamo che vi trovate in un edificio privo Wi-Fi, all’interno del quale il vostro operatore non prende: l’iPhone sarebbe in grado di collegarsi a quello di una persona a voi vicina, che a sua volta si collega a un iPhone nelle vicinanze, e così via formando una catena di connessioni fino a quando non si allacciano a un iPhone dotato di Internet. Grazie a Open Garden, anche gli altri dispositivi che fanno parte di questa catena ora hanno accesso alla rete.

  1. I dati scambiati non potrebbero essere raccolti da alcun governo, non passando da uno snodo centrale

Di chi è questo blu?

Questo gioco può piacere giusto a me: dovete riconoscere a quale startup, servizio internet, azienda appartiene la tonalità di blu che vi viene proposta. Foursquare o Skype? Dropbox o LinkedIn? Che noia?

P.S. 31 su 36.

Spegni la luce dall’app

La linea WeMo di Belkin consiste in una serie di prodotti che aiutano a collegare i dispositivi alla rete: una presa elettrica, ad esempio, che può essere controllata dall’iPhone da un’apposita applicazione, o impostata per reagire ad eventuali stimoli tramite IFTTT.

Belkin si prepara ad aggiungere all’offerta delle lampadine simili alle Philips Hue, ma più economiche: sui $39. (*)

‘Ma che vi dice la testa?’

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Microsoft Word

Michele fa notare come sia diversa la reazione al costo annuale del nuovo Microsoft Word per iPad fra lo store italiano e quello americano. Oltraggiati in uno — le applicazioni possono costare massimo 0.99 centesimi! —, soddisfatti del software nell’altro.

58 terribili cose che possono capitarti sui social media

Da un elenco di BuzzFeed:

  1. Inviare un tweet con un errore.
  2. Ricevere nuovi follower e scoprire che sono tutti BOT.
  3. Dover suddividere i tuoi pensieri in tweet multipli.
  4. Impiegare parecchio tempo a formulare un tweet che riceve 0 mi piace e 0 retweet.
  5. Fare scrolling su Instagr.am per smartphone e mettere con un accidentale doppio tap mi piace a una foto di sei mesi fa.
  6. Quando non hai alcuna intenzione di rispondere ma il messaggio è stato segnato come letto, e quindi ti tocca.
  7. Non riuscire a trovare un filtro su Instagr.am che renda belli sia te che i tuoi amici.

Microsoft ha presentato Office per iPad

Word, Excel e PowerPoint — tutti prodotti che non uso da anni, e dei quali non sento la mancanza1 — sono disponibili da subito e gratuitamente nell’App Store. Occorre però essere iscritti a Office 365 (circa $7 al mese) per utilizzare appieno tutte le loro funzioni, altrimenti l’unica cosa che potete fare è aprire i documenti.

  1. Leggi questo pezzo, su come molti utilizzino Word anche per documenti per i quali non è appropriato, solo perché è diventato lo standard

L’era di Facebook è un’anomalia

Noi non siamo sempre le stesse persone: ci comportiamo in maniera diversa, e condividiamo cose diverse, a seconda di con chi siamo. Con voi parlo di Apple e tecnologia, con i miei amici di libri, musica o serie televisive. In entrambi i casi sono sempre io. Su Facebook invece tutte queste diverse audience vanno bilanciate simultaneamente, e i miei amici si beccano i miei (per loro) “noiosi” articoli di tecnologia. È un problema che ha affrontato Danah Boyd in un saggio, “It’s Complicated“, su come i ragazzi usano i social network:

L’era di Facebook è un’anomalia. L’idea che tutti vadano su un singolo sito è semplicemente bizzarra. Dimmi un altro momento nella storia in cui tutti si ritrovavano nello stesso spazio sociale. La frammentazione è uno stato più naturale. La tua socialità è guidata dagli interessi o dalle amicizie? Stai andando in un posto perché lì si ritrovano i ragazzi appassionati di anime, o perché è il luogo in cui si ritrovano i tuo compagni delle medie?

Normalmente, andiamo in bar diversi a seconda del nostro stato d’animo. Vediamo persone diverse: quando vogliamo andare a un concerto, o quando vogliamo passare una serata tranquilla, in compagnia di pochi amici. Su Facebook invece siamo ridotti a un profilo unico che deve andare bene per chiunque, ogni nostra azione e passione è legata a una singola identità, il nostro nome e cognome: ma nel mondo fisico non è quella la cosa che ci contraddistingue. È piuttosto il nostro corpo: ci vestiamo diversamente, muoviamo diversamente, comportiamo diversamente. Utilizzare il nome come identificatore universale significa supporre che noi siamo sempre, in ogni contesto, esattamente identici.

La persona che sei in questo momento con me è diversa da quella che sei quando parli con tua mamma. Potrebbe non capire le cose di cui tu e io stiamo parlando. Questo è il momento in cui inizi a pensare come presenti te stesso differentemente in questi contesti, non perché ti stai nascondendo, ma perché dai importanza a ciò che ha più rilevanza. [...] Ecco uno dei problemi che i teenagers hanno con Facebook: come gestire contesti multipli contemporaneamente.

Facebook ha ancora valore perché permette di raggiungere chiunque, in maniera semplice e immediata. Per certi tipi di informazioni e comunicazioni può rivelarsi la soluzione migliore, quella più comoda. Il social graph è una risorsa che ha la potenzialità di durare nel tempo, ma questa è una funzione diversa da quella originaria: più di utilità che di divertimento.

Non è vero che le persone stanno abbandonando Facebook, piuttosto non lo vedono più come un luogo di passione, in cui collegarsi per condividere i propri interessi. Facebook — dall’essere qualcosa di divertente — sta diventando più simile a uno strumento, come l’email.

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