Le dimensioni dell’Apple Watch

Immagine

Le dimensioni dell’Apple Watch

È spesso quanto due iPhone 6, ma meno di due iPhone 5S. (*)

PERMALINK COMMENTA TWEET

Scritti un anno fa Nulla, a quanto pare.

Perché 9:09

Uno di quei piccoli dettagli che ci fanno apprezzare Apple: in tutte le immagini pubblicitarie, l’Apple Watch segna 9:09 come orario corrente. La scelta non è casuale, come non lo era la scelta su iPhone e Mac; il suo significato si svela notando l’orario scelto dai classici produttori di orologi. Rolex è famosa per avere impostato i suoi su 10:10, Timex su 10:09:36. Apple si suppone abbia scelto 9:09 per indicare come l’Apple Watch sia in anticipo sui tempi, sulla concorrenza; avanti rispetto alle alternative analogiche.

Ne scrive Quartz:

Every iPhone, including the new iPhone 6 models that were unveiled along with the Apple Watch, has displayed 9:41 in product shots and advertisements. That was roughly the time of day when Apple founder Steve Jobs unveiled the first version of the phone to the world. Apple’s calendar app used to display July 17 on its icon because it was released on that day in 2002.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Namecheap regala domini internet agli studenti

Se siete degli studenti (per ora solo in UK o USA) Namecheap vi regala un dominio internet .me, oppure potete acquistare un .com a cinque dollari.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Perspective

Video

Perspective

Il video con cui Apple ha iniziato il keynote, simile a “Designed by Apple” di un anno fa.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Ricevi le notizie del giorno nella tua inbox

Ogni mattina: 5 link selezionati con cura + le notizie del giorno

Un primo sguardo all’Apple Watch

Video

Un primo sguardo all’Apple Watch

Techcrunch ce l’ha avuto in mano per alcuni minuti: in questo breve video ne mostrano le funzioni principali.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Ci stanno in mano i nuovi iPhone?

Se le dimensioni dei nuovi iPhone vi perplimono, qua trovate un PDF da stampare per provare a vedere come vi stanno in mano. iPhone 6 da 4.7″ accettabile, iPhone 6 Plus da 5.5″ lo lasciamo invece — fate i bravi — sugli scaffali degli Apple Store.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Pebble + NFC

Dall’iWatch mi aspetto, soprattutto, il supporto alla tecnologia NFC. Senza quello, non importa quanto bello sarà, una parte di me resterà delusa. Pagare con un orologio è estremamente semplice e immediato. Sembra una feature minore, ma è una di quelle la cui comodità non è evidente fino a quando non ci si trova ad usarla tutti i giorni. Non lo dico per supposizione: lo dico perché lo sto facendo da un paio di settimane. Il contactless payment è supportato, a Londra, dalla maggior parte dei negozi e supermercati. Per ragioni di sicurezza è limitato a un massimo di £20 per transazione, più che sufficienti per la maggior parte degli acquisti rapidi e immediati di cui sto parlando.

Ma soprattutto — e questo è il caso in cui la differenza si sente per davvero — è accettato sui bus1. Questo significa poter salire su un bus senza dover andare a cercare il portafogli, semplicemente appoggiando l’orologio sul lettore.

Qualcuno si ricorderà che ho un Pebble. Ebbene recentemente ho ordinato una Barclays Band, un braccialetto di Barclays con all’interno un chip NFC. Il chip è essenzialmente una carta di credito dalle dimensioni estremamente ridotte. Che è stata, dal sottoscritto, subito rimossa dall’orribile braccialetto per essere incollata sul retro del Pebble — come mostra la foto: sembra un risultato terribile, ma indossandolo non dà alcun fastidio ed è impossibile sia vederla che sentirla al contatto con la pelle 2.

Il risultato, appunto, è un sistema di pagamento sempre con me e, soprattutto, estremamente comodo. Sui mezzi di trasporto, e per acquisti minori — quali una bottiglietta d’acqua, o un caffè da Starbucks. Mi evita di cercare fra le monete, e mi permette di salire sull’autobus senza trafficare con il portafoglio. Mentre correte verso fermata del bus, in quei 10 secondi in cui potreste perderlo o prenderlo, l’ultima cosa che volete fare è anche cercare il portafoglio. Come scrive Ben Thompson:

I’d bet the difference between using a wearable for payment and using your phone will be greater than most people expect. I have no particular evidence for this outside of my own experience with keyless ignition systems in cars; the first time we got it, I thought it was a tremendous waste of money (it was part of a package); since then, I can not imagine buying a car without it. Saving a bit of hassle and a few seconds on a daily basis really adds up; it’s the type of subtle experience improvement that is Apple’s biggest differentiation.

Non esiterei a considerare l’acquisto di un iWatch che abbia questa funzione, integrata inoltre con un software che offra ulteriori vantaggi. Cambiamenti minori, piccoli, ma impercettibilmente comodi.

  1. E dal 16 di questo mese ogni mezzo di trasporto — metropolitana inclusa — ne introdurrà il supporto
  2. Non apporta alcun cambiamento all’estetica finale del Pebble, e comunque se avete un Pebble questo ha un aspetto geek di per sé

PERMALINK COMMENTA TWEET

Un anno fa, oggi

I giornali investono poco o nulla nel loro archivio. Le notizie vengono spesso dimenticate passata l’ora in cui sono state pubblicate e una volta trascorsa una settimana o un anno è probabile che nessuno se le andrà più a rileggere.

Eppure, spesso, restano attuali e interessanti. Per questa ragione, come ho in più occasioni scritto, mi capita di riproporre su twitter i post di un anno fa: la maggior parte delle volte ottengono lo stesso successo di quelli appena pubblicati.

Quindi, con questo obiettivo in mente, di dare un po’ di vita all’archivio: una (nuova) piccola sezione nella homepage di Bicycle Mind — fra il primo post e il successivo — li ripropone in automatico. Magari, può darsi che le notizie di un anno fa si rivelino anche più interessanti di quelle del giorno.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Forest

Applicazione

Forest

Scopo di Forest è di darvi (minimo) 30 minuti al giorno senza distrazioni, internet o intrattenimento. 30 minuti al giorno in cui concentrarsi su quel che si ha davanti. 30 minuti al giorno senza sfiorare l’iPhone. Mettiamo vi troviate a cena con degli amici: riuscite a costringervi a poggiare l’iPhone sul tavolo e a dimenticarvene per il resto della serata? Forest è un’app anti phubbing. Phubbing, significa:

L’atto di snobbare qualcuno in una situazione sociale, guardando al proprio telefono invece di prestare attenzione.

Come?

Non è tanto lo scopo a renderla speciale, quanto il funzionamento: prima si avvia, poi ce ne si dimentica lasciando l’iPhone sulla scrivania per minimo 30 minuti, senza usarlo. Nel frattempo un albero segna il tempo che scorre. Continuerà a crescere per 30 minuti, o morirà all’improvviso se si torna al device prima del tempo.

Più grande sarà la foresta risultante, più sarà il tempo che avete dedicato a qualcosa o qualcuno di importante, invece che a Instagr.am.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Cosa non voglio dall’iWatch: le notifiche

Tutti i wearable in commercio si sono concentrati sulle notifiche push, presentandosi come un ulteriore device su cui riceverle — più facilmente, più insistentemente. Secondo John Moltz l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è di essere interrotti ulteriormente: se ci saranno, dovranno riuscire ad essere meno fastidiose che sull’iPhone, e sicuramente non potranno venire presentate come la feature principale del device.

I don’t want notifications. It’s OK if they’re there as long as I can turn them off (or down). I don’t want to be distracted any more than I already am by my phone. My kid sends me 10,000 Game Center notifications a day. My MacBook Air frequently informs me of FaceBook activity that I could not possibly care less about. If I have those on my wrist I will go insane and I will somehow spontaneously combust, possibly taking out several kittens and puppies nearby. Nobody wants that. Most of the wearables so far seem heavily focused on notifications because many are driven by Android which desperately wants you to keep using the software in order to get your activity data and/or show you ads.

PERMALINK 1 COMMENTO TWEET

Progettare la banca del presente

Banche importanti come la Deutsche Bank (con cui ho esperienza diretta) offrono un’esperienza terribile su internet. Il sito sembra sia stato disegnato una decina di anni fa. Di applicazioni per iPhone meglio non parlarne.

Lo studio di design Heist + Data ha provato a immaginare le cose che oggi ci si aspetterebbe, e desidererebbe, da una banca: un modo rapido e semplice di trasferire soldi ai propri amici dall’iPhone, un sito web che non somigli a un foglio di calcolo, un’applicazione per gestire i propri soldi e le transazioni — dal budget mensile fino alle più piccole spese.

Ci sono molte opportunità che si stanno lasciando sfuggire. Non si tratta di immaginare la banca del futuro, ma quella che dovremmo già avere oggi — quella del presente. In breve: somigliare di più a Square, e fare di tutto per semplificarsi:

There is no doubt that over the next 5 to 10 years innovations like wearable technology and digital currencies will play a major role in the evolution banking. But when it comes to meeting the immediate needs of the millennial generation, the solution is much simpler. By redesigning the mobile-banking experience

PERMALINK COMMENTA TWEET

Neptune

Questi hanno aggiunto un cinturino allo smartphone e credono di aver fatto — bastava quello! — uno smartwatch. Il titanico oggetto è per davvero in vendita.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Leggere per scriverne

Scattiamo fotografie con lo scopo di condividerle. Facciamo cose pensando a come potremo parlarne sui social network, pubblicizzarle su Facebook attraverso un check-in o mostrarle su Instagr.am con una foto. E purtroppo, alcuni, finiscono anche con leggere articoli per riscriverli. È una sensazione in cui, nell’ultimo anno, mi sono ritrovato: quella di star leggendo un buon pezzo e — prima ancora di finirlo — pensare ripetutamente “devo scriverne“.

Riccardo Mori ne ha appena scritto (quella cosa di cui stiamo parlando: l’ho appena rifatta):

I’ve called this phenomenon the RTWA Syndrome, where RTWA stands for “Read To Write About.” It happens like this: I’m reading a book, or an article, or something I’ve found on the Web, and while reading it I can’t help thinking “I have to write about this. I have to save this stuff, take notes, because I have to write about this later. It’s good material for an article on my blog or for my magazine, etc.” […]

It makes me feel like I’m just some sort of sieve, filtering all the inputted information to create an output.

PERMALINK COMMENTA TWEET

La recensione del Motorola 360

Video

La recensione del Motorola 360

Probabilmente lo smartwatch più carino in commercio, se non altro fino a martedì prossimo. Per funzionalità superiore al Pebble, senza dubbio. Ha un difetto, però, per il quale non ne considererei l’acquisto: una batteria che fatica a durare un giorno intero.

P.S. L’UI di Android Wear non è per niente male

PERMALINK COMMENTA TWEET

Il nuovo robot aspirapolvere di Dyson

Video

Il nuovo robot aspirapolvere di Dyson

Dyson ha lanciato il proprio robot aspirapolvere, il Dyson 360 Eye, sviluppato nel corso degli ultimi 16 anni:

Il Dyson 360 Eye è il risultato di molti anni di lavoro e di studio delle cose che fino a ora non hanno funzionato negli altri robot, almeno secondo James Dyson e il suo gruppo di ingegneri. […] Dyson ha collocato al di sopra del suo aspirapolvere robot una fotocamera che ha una visione a 360° della stanza in cui si trova (da qui il nome 360 Eye): sceglie inoltre tre punti di riferimento da utilizzare per sapere sempre in che punto si trova dell’ambiente che sta pulendo.

(In poco più di un mese, il secondo post dedicato a un aspirapolvere su questo blog.)

PERMALINK COMMENTA TWEET

Un altro lamento su Twitter

Alan Jacobs:

The complaints have increased in frequency and intensity, and now are coming more often from especially thoughtful and constructive users of the platform. There is an air of defeat about these complaints now, an almost palpable giving-up. For many of the really smart people on Twitter, it’s over. Not in the sense that they’ll quit using it altogether; but some of what was best about Twitter — primarily the experience of discovery — is now pretty clearly a thing of the past. […]

So I’m doing what, it seems to me, many people are doing: I’m getting out of the street. I’ll keep my public account for public uses: it’ll be a place where I can link to posts like this one, or announce any event that’s of general interest. But what I’ve come to call Big Twitter is simply not a place for conversation any more.

Come si era detto pochi giorni fa: Twitter è sempre meno piacevole da usare: il rumore è più potente del segnale. Grazie al Twitter di un po’ di tempo fa ho conosciuto e conversato con molte persone che oggi stimo: non posso dire lo stesso di quello odierno. Il mio account di twitter oggi è meno personale di un tempo, e più pubblico. Come il servizio.

È ricco di link a cose che ho scritto o letto, ma è piuttosto povero di riflessioni e conversazioni.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Siamo sempre in pubblico

CIT.

We allow people access to us 24/7. We’re always in public, constantly checking an anonymous comment box, trying to explain ourselves to everyone, and trying to win unwinnable arguments with strangers who don’t matter in our lives at all. Marco Arment

PERMALINK COMMENTA TWEET

La durata di un URL

Un utente di Pinboard ha provato a importare sul servizio una sua vecchia collezione di bookmarks, datati fra il 1995 e il 1997. Quello che ha scoperto — sarebbe meglio dire: ci ha riconfermato — è che i permalink non sono poi così permanenti: il 91% degli indirizzi salvati a distanza di 17 anni non esiste più.

However, despite reporting 200 on the rest, many URLs weren’t the original content. As one example, “serve.com” was a web host named DataRealm, and is now an American Express prepaid card. As another, a VRML tutorial is now a video about birth control. Some of these 200s are only so because of repeated 3xx redirections to ultimately unrelated content, or because of domain name hoarders serving ads

PERMALINK COMMENTA TWEET

Le notizie del giorno, nella tua inbox

Da un paio di settimane Bicycle Mind vi invia — se volete, se vi iscrivete, se mettete la vostra mail qua — una newsletter giornaliera contenete tutte le notizie del giorno. Significa: dei link selezionati a mano e con cura dal sottoscritto (possono essere applicazioni, o notizie, o articoli di approfondimento) + un elenco di tutte le notizie pubblicate su alcune fonti selezionate e, generalmente, molto valide. Per sapere tutto quello che c’è da sapere.

In altre parole si tratta dal News River che trovate a questo indirizzo, ogni mattina nella vostra inbox. Fate una prova, iscrivetevi.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Git per i dati

Dat è un progetto che ha come obiettivo quello di creare un sistema di version control per i dati. Un git per i dati, così che sia possibile tenere traccia di tutti i cambiamenti e sincronizzare gli stessi fra diversi database. Mi sembra un’idea ottima, che potrebbe avere un ampio utilizzo con gli open data:

Ogden’s original inspiration for DataCouch was GitHub, the popular code-hosting and collaboration service. Using GitHub, developers can copy open-source projects so that they can make their own versions, known as forks, and submit those changes for approval by the original developers. He wanted to inspire a similar spirit in data, enabling developers to copy and modify data sets, and submit changes back to the government. But he realized that he was missing a big part of what makes GitHub work: Git itself.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Non ne hai avuto abbastanza?

Leggi altri post