Preservare i videogame è hacking, quindi illegale (ci dicono)

La Entertainment Software Association (abbreviata ESA, che ha fra i membri: Nintendo, Disney Interactive Studios, Microsoft e Electronic Arts) non vuole che i vecchi videogame vengano modificati in modo da mantenerli funzionanti — impedendone quindi anche la preservazione.

Dalla Electronic Frontier Foundation:

They say that modifying games to connect to a new server (or to avoid contacting a server at all) after publisher support ends—letting people continue to play the games they paid for—will destroy the video game industry. They say it would “undermine the fundamental copyright principles on which our copyright laws are based.” […]

It’s a serious problem for archives like the Internet Archive, museums like Oakland, California’s Museum of Art and Digital Entertainment, and researchers who study video games as a cultural and historical medium. Thanks to server shutdowns, and legal uncertainty created by Section 1201, their objects of study and preservation may be reduced to the digital equivalent of crumbling papyrus in as little as a year. That’s why an exemption from the Copyright Office is needed.

PERMALINK COMMENTA TWEET

L’iPhone 6 dovrebbe essere più spesso

Marco (Arment) ha provato un iPhone 6 Plus per alcune settimane. A suo dire, né il 6 né il 6 Plus sono perfetti — entrambi sono troppo grandi — ma mentre il 6 Plus bilancia i difetti con una batteria più duratura, fotocamera migliore e esperienza di scrittura superiore, il 6 ripropone solo i difetti del 6 Plus (= scomodità nel tenerlo in mano), senza alcun plus.

Having used an iPhone 6 full-time from its launch until these 6 Plus experiments over the last few weeks, I can confidently say that neither phone is extremely well-designed. Both have nontrivial and completely avoidable flaws. But the 6 Plus has bigger advantages over the other phones, while the 6 seems to sit in a mediocre middle ground.

Un peccato, dato che i due problemi principali del 6, ovvero la scivolosità e la durata della batteria, potevano essere risolti disegnando uno smartphone leggermente più spesso. L’ossessione di Apple nell’assottigliare i nostri device è, appunto, un’ossessione che nel caso dell’iPhone 6 ha creato solo problemi:

Apple’s obsession with thinness as the top design priority, spending most of the technical progress that accumulates over time on size reduction rather than increased battery life, is also likely to blame for the iPhone 6 and 6 Plus’ worst design flaw: their slippery sides, which exacerbate their unsuitability for one-handed use. (The tolerable but unfortunate camera bulge is another victim of thinness-above-all-else design priorities.)

PERMALINK COMMENTA TWEET

La recensione di The Verge dell’Apple Watch

Nilay Patel:

Let’s just get this out of the way: the Apple Watch, as I reviewed it for the past week and a half, is kind of slow. There’s no getting around it, no way to talk about all of its interface ideas and obvious potential and hints of genius without noting that sometimes it stutters loading notifications. Sometimes pulling location information and data from your iPhone over Bluetooth and WiFi takes a long time. Sometimes apps take forever to load, and sometimes third-party apps never really load at all. Sometimes it’s just unresponsive for a few seconds while it thinks and then it comes back.

If the Watch is slow, I’m going to pull out my phone. But if I keep pulling out my phone, I’ll never use the Watch. So I have resolved to wait it out.

Questo è un problema, e pure grosso secondo me. Una delle ragioni per cui uso poco il Pebble è che impiega molto tempo a prendere i dati dall’iPhone — soprattutto quando è richiesta la geolocalizzazione. Se devo aspettare anche solo 10 secondi per vedere quali bus stanno per arrivare, faccio prima a tirare l’iPhone fuori dalla tasca. Sono impaziente, perché il punto di uno smartwatch è essere più veloce di uno smartphone: se fallisce in quello, fallisce e basta.

Stando a The Verge l’Apple Watch si trova in una situazione simile. I Glances non sono immediati (non si aggiornano in background) e il tempo d’attesa prima che le applicazioni si avviino/prendano i dati dall’iPhone è notevole. Si spera questi problemi di performance vengano risolti quando arriveranno applicazioni vere e proprie (più tardi, quest’anno) e con aggiornamenti software, ma al momento la situazione è questa.

In conclusione, perché la condivido, la regola per il successo di un wearable device secondo The Verge:

In order to be successful, any given piece of wearable technology has to be useful the entire time it’s on your body. Prescription glasses sit on your face, but improve your vision all the time, so they’re successful. Sunglasses sit on your face and make you look cooler all the time, so they’re successful. Google Glass sits on your face, but mostly does nothing, so it’s a failure. It’s a simple formula.

PERMALINK 3 COMMENTI TWEET

John Oliver intervista Edward Snowden

Video

John Oliver intervista Edward Snowden

John Oliver è riuscito a spiegare (con l’aiuto di Snowden) privacy, NSA e altri programmi di sorveglianza del governo americano sui cittadini in un video leggero e divertente, ma soprattutto efficace nel comunicare agli spettatori l’enormità del problema.

(Il video si vede solo negli USA, vi serve qualcosa come Unlocator o Cloak per vederlo dall’Italia)

Ho la sensazione che appena si senta parlare di privacy l’attenzione cali un pochettino, sia perché la parola privacy ha finito con l’assumere una connotazione quasi negativa (hai qualcosa da nascondere?), sia perché seguono, nella spiegazione, termini tecnici. Per capire fino in fondo le implicazioni dei programmi di sorveglianza serve anche, un po’, capire come funziona la rete — e quanti dati lasciamo, in rete. Oliver è riuscito a semplificare il problema, e per farlo è ricorso a foto delle nostre parti intime.

Approfondisci: tutti gli articoli sull’argomento sono raccolti sotto il tag #privacy.

PERMALINK 3 COMMENTI TWEET

Nuovo libro

Becoming Steve Jobs

La traduzione in italiano della nuova biografia su Steve Jobs, titolo originale Becoming Steve Jobs, è da oggi in vendita. S’intitola Steve Jobs Confidential.

Io l’ho già acquistata (in inglese). Se non ne siete ancora convinti, oltre a guardare l’incontro/intervista all’Apple Store di SoHo con John Gruber e gli autori del libro, consiglio di leggere la recensione di TidBITS, The Book of Jobs.

Becoming Steve Jobs complementa la biografia ufficiale, di Isaacson. Quella era un resoconto dettagliato della vita di Jobs, con accesso diretto a Jobs, senza un particolare obiettivo se non ritrarre in maniera quanto più oggettiva la figura di Steve Jobs — e che per questo falliva nel costruire una narrativa; Becoming Steve Jobs, invece, si pone come obiettivo quello di spiegare Steve Jobs, come già il sottotitolo (The Evolution of a Reckless Upstart into a Visionary Leader) dovrebbe lasciare intendere.

Scrive TidBITS:

Theirs [gli autori] is a somewhat novelistic account and it comes with an explicit agenda: to explain how Steve Jobs “turned around his life and became the greatest visionary leader of our time.” If it were an actual novel, it would be a Bildungsroman, a novel about the coming of age and the education and character development of its protagonist.

Amazon: Steve Jobs Confidential

PERMALINK COMMENTA TWEET

Supporta Bicycle Mind — se ti piace, ovvio, eh — così: acquistando su Amazon (partendo da qua), abbonandoti alla membership o con una donazione. Leggi di più

L’illusione che tutto sia gratuito

A List Apart:

What about people outside the bubble, who aren’t as well-informed when it comes to the consequences of using services that exploit our data? The everyday consumer will choose a product based on free and fantastic user experiences. They don’t know about the cost of running, and the data required to sustain, such businesses.

Problema enfatizzato presentando internet come una “cloud”, invece che un insieme di data center e cavi. La maggior parte delle persone si stupirebbe — si stupisce! — nel vedere la materialità di internet.

L’articolo continua sottolineando come gli strumenti che scegliamo influenzino la privacy altrui. Una delle ragioni per cui uso Gmail — invece di investire in Fastmail — è che tanto i miei contatti usano (quasi) tutti Gmail: Google, quindi, ha comunque accesso alle mie conversazioni, che io lo scelga o meno.


Relativo: Google ha le mie email perché ha le tue.

PERMALINK 3 COMMENTI TWEET

Sui redesign

The biggest problem with redesigns, however, is their removal of context. Design is compromise. Anyone who’s ever designed a logo, made a movie, or built a house, knows that the final product reflects a series of mostly hidden goals and constraints. To redesign without knowing these constraints — the client insisted on pink! the lead actor broke his ankle! the zoning board was insane! — is, in some sense, unfair. — Fernanda Viégas & Martin Wattenberg, Design and Redesign in Data Visualization

PERMALINK COMMENTA TWEET

Perché l’esperienza d’uso di iOS 8 è inferiore a quella di iOS 7

L’esperienza d’uso di iOS 8 è peggiore rispetto a quella iOS 7, secondo Dmitry Kovalenko (Lead Designer di Readdle), e questo perché è cambiata la dimensione del dispositivo — iPhone 6 e iPhone 6 Plus sono notevolmente più grandi dell’iPhone originale — mentre l’interfaccia non è stata ripensata in modo da accomodare questo cambiamento.

Il cambiamento nelle dimensioni del device porta, inevitabilmente, a un cambiamento nel modo in cui lo teniamo in mano, e di conseguenza usiamo. I modelli di comportamento instaurati con le precedenti versioni di iOS non funzionano più dall’iPhone 5 in poi.

Secondo una ricerca di Steve Hoober, l’85% degli utenti usa lo smartphone con una mano sola:

Questo significa che, nella maggior parte dei casi, iOS 8 non è comodo, né ideale, da usare. Per provare il suo punto, Dmitry mostra come le aree dell’interfaccia con i bottoni più importanti di un’applicazione (il menù in alto, ad esempio, con le opzioni più comuni, come Salva, Chiudi, Conferma, Indietro, etc.) rientrino nell’area dello schermo difficile da raggiungere. L’utente, come conseguenza, si ritrova di continuo a riposizionare il device in mano — un device fra l’altro molto scivoloso.

Alcuni sviluppatori hanno risolto spostando gli elementi importanti in basso (una soluzione, secondo Dmitry, oltre menù di navigazioni alternativi rispetto a quello suggerito da Apple, potrebbe arrivare con Force Touch), ma resta che il pattern promosso da Apple (in Mail, ad esempio) e legato a precedenti versioni di iOS e iterazioni dell’iPhone non è più adatto (o se non altro ideale), viste le dimensioni dello schermo.

Più l’iPhone diventa grande, più quei bottoni diventano arduii da pigiare con il dito: purtroppo, come mostra l’immagine, il tipico menù di navigazione dopo iPhone 5 è posizionato nell’area rossa (l’esempio che segue, di Scott Hurff, è con Mailbox).

Apple, sottolinea Dmitry, non ha adattato l’interfaccia ai nuovi schermi (più grandi), ma ha applicato due pezze (una okay, l’altra scomoda):

  • swipe verso destra dal bordo sinistro, per tornare indietro (in mail, ad esempio)
  • doppio tap sull’Home Button per abbassare l’intera UI in modo da rendere quei bottoni più raggiungibili

La seconda, che dimostra come Apple sia consapevole del problema, è bizzarra e non tanto rapida da usare (a quel punto mi sposto in su con l’intera mano). È una pezza: invece di ripensare e adattare l’UI ci hanno dato un modo per abbassare quella vecchia, inadatta e scomoda nell’85% dei casi d’uso.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Steve Jobs spiega i computer sul New Yorker (1977)

People have been hearing all sorts of things about computers during the past ten years through the media. Supposedly computers have been controlling various aspects of their lives. Yet, in spite of that, most adults have no idea what a computer really is, or what it can or can’t do. Now, for the first time, people can actually buy a computer for the price of a good stereo, interact with it, and find out all about it. It’s analogous to taking apart 1955 Chevys. Or consider the camera. There are thousands of people across the country taking photography courses. They’ll never be professional photographers. They just want to understand what the photographic process is all about. Same with computers. We started a little personal-computer manufacturing company in a garage in Los Altos in 1976. Now we’re the largest personal-computer company in the world. We make what we think of as the Rolls-Royce of personal computers. It’s a domesticated computer. People expect blinking lights, but what they find is that it looks like a portable typewriter, which, connected to a suitable readout screen, is able to display in color. There’s a feedback it gives to people who use it, and the enthusiasm of the users is tremendous. We’re always asked what it can do, and it can do a lot of things, but in my opinion the real thing it is doing right now is to teach people how to program the computer. — Steve Jobs, 22enne, spiega computer e Apple su un numero del New Yorker del 1977 (da Becoming Steve Jobs, via M.G. Siegler)

PERMALINK COMMENTA TWEET

Brother Orange

Una serie di avvenimenti assurdi, scaturiti da un episodio piuttosto normale: il furto di un iPhone. Matt Stopera perse traccia del suo iPhone a inizio 2014, quando gli venne rubato in un bar di New York. A distanza di un anno, lo scorso Febbraio ha iniziato a ritrovarsi nella libreria fotografiche del suo nuovo iPhone le foto di un uomo misterioso, ma soprattutto: foto (tante) di molte arance, e di selfie dell’uomo con le arance.

Matt ne fece un post su BuzzFeed, che attirò molta attenzione e gli permise di rintracciare l’uomo delle arance. I due hanno finito con l’incontrarsi (in Cina), e nel processo sono diventati famosi — c’erano media cinesi e molti fan ad attenderli in aeroporto.

Matt ha riassunto l’intera vicenda su BuzzFeed.

PERMALINK 1 COMMENTO TWEET

Tour guidati dell’Apple Watch

Apple ha aggiunto una pagina al suo sito in cui illustra nei dettagli le applicazioni dell’Apple Watch — e l’Apple Watch stesso. Al momento sono disponibili 3 video/tour (di Messages, Faces e Digital Touch), nei prossimi giorni probabilmente inseriranno i restanti.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Le foto che Instagram censura

Ha raccolto un po’ di storie BuzzFeed. In molti dei casi le foto (e gli account) sono state ripristinate, ma non c’è stata una spiegazione del perché siano state in primo luogo censurate:

While the company appears committed to its current standards, there may be a chance that the company will alter its guidelines in the future. Last June, Facebook, Instagram’s parent company, changed its policy on nudity and obscenity, in particular to allow exposed nipples in breastfeeding photos.

For now, though, some are concerned that Instagram – which has given hundreds of millions of people a window into the worlds of others – might be reflecting mainstream norms and double standards rather than allowing its users to express themselves freely. In particular, in its earnest attempts to build a safe, all-ages community, the network could be censoring its largest user base: women.

Relativo: Quelli che di lavoro devono guardare il porno.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Force Touch arriverà solo su iPhone 6s Plus

Questo secondo le indiscrezioni di MacRumors. Rumor per me infondato — o che spero si riveli tale —, per la semplice ragione che Force Touch influenzerà il modo in cui interagiamo con l’iPhone. Mentre display Retina e non poteva essere un’opzione (per facilitare la transizione a display solo Retina1), Force Touch introdurrà nuove “gesture”, nuove modalità d’interazione. Complicherebbe solamente le cose frammentare il funzionamento di iOS.

Se Force Touch arriverà su iPhone, arriverà su tutti gli iPhone.

  1. Transizione ancora in corso sui Mac, oramai conclusa su iPhone/iPad

PERMALINK COMMENTA TWEET

Il problema degli artisti non è Spotify, ma le case discografiche

Le critiche alla ‘sostenibilità’ di Spotify e altri servizi di streaming rispuntano con frequente cadenza. Spesso si parla di microguadagni, o stream di centesimi per gli artisti, ma come un articolo su Medium fa notare il problema — più che Spotify — è legato all’industria discografica, alle etichette discografiche e a come, semplicemente, gli artisti non siano proprietari della loro musica:

The reason artists don’t get paid from streaming services is that they don’t own the music that they record. Spotify isn’t holding on to that money! They don’t have some Scrooge McDuck money-swimming-pool in the basement of their Manhattan digs. They are legally required to pay money to the rights holders, and they do!

The best part is that the labels are part-owners of the streaming services. When Spotify is acquired, the labels are gonna make a boatload of money (they all have shares in the company), and not a dime is getting passed on to the artists (nor should it).

Relativo: È incredibile che l’industria discografica sia mai esistita.

PERMALINK COMMENTA TWEET

La routine dell’Elon Musk annoiato

Bored Elon Musk è da seguire: un finto Elon Musk su Twitter diletta i suoi followers con idee dalla dubbia utilità, venutegli nei momenti liberi. Personalmente, apprezzo molto questa:

Pill that will remove caffeine from your body when you’ve had a disappointing cup of coffee and want another one.

My Morning Routine (un blog che si occupa di raccogliere la routine di vari sviluppatori, blogger, etc.) lo ha intervistato:

What is your morning routine?
A morning routine would imply that I sleep, which I don’t, so this question is irrelevant. Next.

How long have you stuck with this routine so far?
Ever since I developed a drug that lets me sleep in millisecond increments when I blink.

How soon do you check your phone in the morning?
I don’t check my phone, my phone checks on me.

What are your most important tasks in the morning?
Sorting through the several hundred notes I jotted down in the middle of the night pertaining to space travel, solar energy, or world domin-ehr-uhm ending poverty.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Il nuovo focus di Microsoft

Dall’Economist:

What are you on? The ‘fuck Windows’ strategy?” Back in the late 1990s, when Bill Gates was still Microsoft’s boss, any employee who had the temerity to suggest something that could possibly weaken the firm’s flagship operating system was sure to earn his wrath. Even after Steve Ballmer took over from Mr Gates in 2000, that remained the incontestable law at the company’s headquarters in Redmond, in Washington state. Everything Microsoft did had to strengthen Windows, to make it ever more crushingly dominant. Many of the company’s best innovations were killed because of this “strategy tax”, as it was known internally.

Today the rules are different in Redmond. The new boss who took over last year, Satya Nadella (pictured, centre, with Mr Gates to the left and Mr Ballmer on the right), recoils when he hears the term “strategy tax” and says he now tells his staff simply to “build stuff that people like”.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Come si progetta la biblioteca del futuro?

Un articolo della Oxford University, su Medium, motiva le decisioni prese nel corso della ristrutturazione della Weston Library, andando a cercare il ruolo delle biblioteche (accademiche) — nonostante Internet:

The Library of Celsus was built in 135AD in honour of a Roman senator. It stored 12,000 scrolls and those who wished to read them would travel long distances to visit. They would stay until their work was complete, sometimes for weeks at a time, and were given a place to eat, sleep and do some sort of athletic activity. Now that so many students use the library as a place to do their own work, libraries are thinking more about how to accommodate the varying needs of their users. (…)

‘For the last 150 years academic libraries have seen themselves as information-centred storehouses of books and I think that was a mistake. We need to return to the original purpose of the library, which is to support all the various needs of the scholar and provide him or her with a place to come up with ideas and make breakthroughs that would not otherwise have happened.’

(Relativo: Come il Regno Unito immagina le biblioteche del futuro)

Il pezzo contiene anche un video interessante sulla preservazione, e sul processo di digitalizzazione, dei manoscritti conservati nella Bodleian Library:

In aggiunta, giusto perché collegata al video sopra: la foto che ho fatto due settimane fa alla sede dell’Internet Archive alla Wellcome Library, di Londra:

Per gli interessati, Vice ha un bel racconto fotografico del posto.

PERMALINK COMMENTA TWEET

thisismarkdown.com

Fantastica introduzione a markdown, la più chiara su cui sia mai inciampato in rete. Inviatela a chiunque ne abbia bisogno, a tutti quelli che vi inviano .doc e prendono appunti su Microsoft Word. Aiutateli.

PERMALINK 1 COMMENTO TWEET

Il bottone fisico per l’acquisto istantaneo su Amazon

Amazon ha introdotto, in America, e per gli abbonati a Prime, Dash: un bottone fisico, reale, e persino adesivo, per acquistare un oggetto istantaneamente su Amazon. C’è per il detersivo (da incollare sulla lavatrice, come suggeriscono loro), per l’acqua, il dentifricio, le cialde del caffè e cose simili — che spesso uno si dimentica di comprare.

(Un bottone simile, ma configurabile per qualsiasi compito: Flic)

PERMALINK COMMENTA TWEET

Blogging effimero

Thomas Brand ha aggiornato il suo Egg Freckles, facendo in modo che i linked-post spariscano dal sito passato un certo periodo. In altre parole, ha costruito un blog effimero, senza archivi, i cui post (quelli che rimandano ad articoli esterni, come questo) hanno una data di scadenza:

For the last five months I have been practicing a new way of blogging. Articles of reference receive a permalink with a link on my homepage and a link in my RSS feed. Quotations and comments are displayed in full on the homepage and in the RSS feed, but do not receive a permalink of their own. As I write, older quotations and comments are pushed down the homepage and lost from the site forever.

Perché? Per preoccuparsi di meno della scrittura, e scrivere con più leggerezza. Non è un esperimento che metterei io stesso in atto, ma è senz’altro interessante da osservare (e da considerare, come opzione).

PERMALINK 1 COMMENTO TWEET

Non ne hai avuto abbastanza?

Leggi altri post