‘Popolo del web’

Nel 2015, in prima pagina sul Corriere (ma qualsiasi altro quotidiano potrebbe averlo fatto/lo fa), ancora scrivono di questa entità inventata e separata dal resto della popolazione, il “popolo del web” (questi che scrivono queste robe pubblicano, leggono e usano il web — ma a quanto pare non ne sono parte!).

Il web, dotato di pensieri e riflessioni proprie — non uno specchio delle cose che si ritrovano anche fuori dal web, meno efficacemente documentate.

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I numeri di Apple

Alcune cose che impressionano:

  • La crescita di vendite in Cina, del 71%. Apple ha fatturato in Cina più di $16 miliardi, in America $21 e in Europa $12: la Cina è più importante dell’Europa, oggi, per Apple.
  • Come sempre, la dimensione del business dell’iPhone.
  • Le vendite dell’iPad, al contrario, continuano a diminuire. 12.6 miliardi di unità vendute, contro le 16.4 del trimestre precedente.
  • Il 20% dei possessori di un iPhone è passato ad iPhone 6 o 6 Plus.

E questa immagine, che mostra il cumulo di denaro su cui Apple siede (194 miliardi di dollari):

Insomma, nell’ultimo trimestre fiscale Apple ha fatturato 58 miliardi di dollari. Daring Fireball ricorda di quando, soli cinque anni fa, Steve Jobs notava con orgoglio come Apple fosse diventata un’azienda con un fatturato annuale da $50 miliardi di dollari.

Cinque anni dopo, fanno più di $50 miliardi a trimestre:

Apple today announced financial results for its fiscal 2015 second quarter ended March 28, 2015. The Company posted quarterly revenue of $58 billion and quarterly net profit of $13.6 billion, or $2.33 per diluted share. These results compare to revenue of $45.6 billion and net profit of $10.2 billion, or $1.66 per diluted share, in the year-ago quarter. Gross margin was 40.8 percent compared to 39.3 percent in the year-ago quarter. International sales accounted for 69 percent of the quarter’s revenue.

The growth was fueled by record second quarter sales of iPhone and Mac and all-time record performance of the App Store.

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28 cose che dovresti sapere sull’Apple Watch

La lista di iMore contiene molti trucchi e suggerimenti utili:

  • Si può evitare che una notifica in arrivo emetta un suono coprendo l’Apple Watch per pochi secondi con la mano.
  • Uno screenshot si fa premendo il bottone laterale e la Digital Crown contemporaneamente.
  • Tenedoli invece premuti per più di dieci secondi si forza l’orologio a riavviarsi.
  • Si possono eliminare tutte le notifiche con un Force Touch.

(BuzzFeed ha una lista simile, in GIF)

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Things per Apple Watch

Applicazione Apple Watch

Things per Apple Watch

Come al solito, gli sviluppatori di Cultured Code hanno fatto un ottimo lavoro:

We set out to design a version of Things that’s focused, not on task management, but on task accomplishment. Specifically, what you’ve decided you will do today.

Things è il mio task manager da anni, dal mio primo iPhone. Ho provato molte alternative (troppe, in questa categoria), ma alla fine sono sempre tornato a Things.

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L’Apple Watch, visto da dentro

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L’Apple Watch, visto da dentro

iFixit, puntuale come sempre, l’ha smontato. Non perdetevi anche la galleria fotografica (a me le loro foto affascinano sempre) per vedere la TapTic Engine, Digital Touch e quanto tutto sia minuscolo.

(Pare che il sensore che misura il battito cardiaco dovrebbe essere anche in grado di rilevare l’ossigeno nel sangue — ma Apple di questa cosa non ne ha mai fatto menzione. Forse arriverà con un update.)

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Supporta Bicycle Mind — se ti piace, ovvio, eh — così: acquistando su Amazon (partendo da qua), abbonandoti alla membership o con una donazione. Leggi di più

Calcbot per Apple Watch

Applicazione Apple Watch

Calcbot per Apple Watch

Tapbot ha rilasciato Calcbot per Apple Watch. Ora non ha davvero più nulla da invidiare al mio vecchio Casio. Include (anche) un convertitore di valute.

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‘7 Minutes Workout’ per Apple Watch

Applicazione Apple Watch

‘7 Minutes Workout’ per Apple Watch

Uso la controparte per iPhone da un anno (con molte interruzioni, nonostante siano solamente 7 minuti). Applicazioni come questa hanno più senso su uno smartwatch che su un iPhone: se l’avessi, la scaricherei subito.

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Su Google Maps

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Su Google Maps

Nelle mappe di Google, in una città a sud del Pakistan, si trova questa cosa.

(Non è l’unica cosa nascosta in quell’area, ed è probabile che entrambe siano state inserite non da Google direttamente ma da un provider dei dati delle mappe)

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Tutti gli aggettivi con cui Jony Ive ha descritto l’Apple Watch

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Tutti gli aggettivi con cui Jony Ive ha descritto l’Apple Watch

Fantastico (ultimamente filosofeggia attorno alle proprie creazioni più di un tempo).

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L’archivio digitale del MoMA

Interessantissimo post dal blog del MoMA sulle misure adottate dal museo per preservare le opere digitali:

The packager addresses the most fundamental challenge in digital preservation: all digital files are encoded. They require special tools in order to be understood as anything more than a pile of bits and bytes. Just as a VHS tape is useless without a VCR, a digital video file is useless without some kind of software that understands how to interpret and play it, or tell you something about its contents. At least with a VHS tape you can hold it in your hand and say, “Hey, this looks like a VHS tape and it probably has an analog video signal recorded on it.” But there is essentially nothing about a QuickTime .MOV file that says, “Hello, I am a video file! You should use this sort of software to view me.” We rely on specially designed software—be it an operating system or something more specialized—to tell us these things. The problem is that these tools may not always be around, or may not always understand all formats the way they do today. This means that even if we manage to keep a perfect copy of a video file for 100 years, no one may be able to understand that it’s a video file, let alone what to do with it. To avoid this scenario, the “packager” analyzes all digital collections materials as they arrive, and records the results in an obsolescence-proof text format that is packaged and stored with the materials themselves. We call this an “archival information package.”

Invece che su hard-disk hanno preferito salvare le opere su nastro magnetico. Questo per la natura dell’archivio: tantissimi dati usati molto raramente. Un museo (in generale) mostra al pubblico una minuscola frazione della propria collezione, mentre la maggior parte delle opere — a parte quando vi è un’esposizione o mostra specifica — vengono accantonate nell’archivio per anni.

In quest’ottica, la scelta del nastro magnetico ha senso. In più, per ogni opera verrà generata una versione di qualità inferiore disponibile on demand, in ogni momento, e salvata (in questo caso) su hard-disk.

It would be irresponsibly expensive to continue using hard drive storage, as it was not quite intended for this scale of data. We are currently in the final stages of designing a completely new “warehouse” with a company called Arkivum. This system will include a small cluster of hard drives, but for primary long-term storage it adds a very cool new element to the mix: data tapes. When archival packages are first stored, they land on the cluster of disks, but are shortly thereafter copied to data tape, a process that is automated by software (and robots!).

Un video di un archivio a nastro molto simile a quello descritto:

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Project Fi, di Google

Google è diventato un operatore di telefonia mobile, con Project Fi. Solo in America, solo per chi possiede un Nexus 6 — se non altro per ora, durante la beta. La cosa interessante è che hanno stretto un accordo con i vari operatori, così che il vostro smartphone possa connettersi a quello con copertura migliore — a seconda della posizione.

Dal post con l’annuncio:

Project Fi aims to put you on the best network wherever you go. As you move around, the best network for you might be a Wi-Fi hotspot or a specific 4G LTE network. We developed new technology that gives you better coverage by intelligently connecting you to the fastest available network at your location whether it’s Wi-Fi or one of our two partner LTE networks. As you go about your day, Project Fi automatically connects you to more than a million free, open Wi-Fi hotspots we’ve verified as fast and reliable. […]

You leave an area of Wi-Fi coverage, your call will seamlessly transition from Wi-Fi to cell networks so your conversation doesn’t skip a beat.

Il costo? $20 al mese per tutto quanto (chiamate, tethering, e copertura internazionale), più $10 per GB.

Relativo: Limiti di traffico e d’utilità.

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Ci abbiamo messo un chip dentro

Un tumblr dedicato a oggetti “intelligenti”, connessi a Internet, dove intelligenti significa che semplicemente gli hanno ficcato un chip dentro.

Alcune idee sono in effetti pessime.

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Jony Ive: ‘Le macchine sono per noi come gli utensili dell’artigiano’

Jony Ive, da un’interessante intervista di Vogue a Jony Ive (appunto) e Mark Newson:

“At Apple we don’t look at the world through predetermined market opportunities. What we’ve done fairly consistently is try to invest tremendous care in the development of our products,” Ive explained. “It’s not so much about things being touched personally – there are many ways to craft something. It’s easy to assume that just because you make something in small volumes, not using many tools, that there is integrity and care – that is a false assumption.”

Mi piace questa idea che una cosa prodotta in massa — con una catena di montaggio, da macchine — possa essere ricercata tanto quanto un prodotto “fatto a mano” da un individuo. Ive e Newson considerano le macchine come gli utensili dell’artigiano:

“Machines for us are like tools for the craftsman,” Newson agreed. “We all use something – you can’t drill holes with your fingers. Whether it’s a knife, a needle or a machine, we all need the help of a device.”

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Quanto si graffia l’Apple Watch?

Video

Quanto si graffia l’Apple Watch?

Lo schermo dei modelli dell’Apple Watch appartenenti alla linea Sport saranno in (quello che Apple chiama) vetro Ion-X. A differenza dello zaffiro, utilizzato per tutti gli altri modelli, Ion-X è meno resistente ai graffi, seppur allo stesso tempo sia meno prone a rompersi in una caduta.

In questo video, utilizzando due campioni del vetro utilizzato da Apple, ne mettono alla prova la resistenza.

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Come l’Apple Watch misura il battito cardiaco

Da una pagina di supporto di Apple.com:

Throughout the day, Apple Watch measures your heart rate every 10 minutes and stores it in the Health app. All this information, as well as other data it collects, helps Apple Watch estimate how many calories you’ve burned. And by checking your heart rate during workouts, you can see how both your intensity level and your heart rate change over time.

The heart rate sensor in Apple Watch uses what is known as photoplethysmography. This technology, while difficult to pronounce, is based on a very simple fact: Blood is red because it reflects red light and absorbs green light. Apple Watch uses green LED lights paired with light‑sensitive photodiodes to detect the amount of blood flowing through your wrist at any given moment. When your heart beats, the blood flow in your wrist — and the green light absorption — is greater. Between beats, it’s less. By flashing its LED lights hundreds of times per second, Apple Watch can calculate the number of times the heart beats each minute — your heart rate.

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Da oggi Google favorirà i siti responsive

A partire da oggi Google darà priorità ai siti ottimizzati per smartphone. Questo significa che se il vostro sito è responsive Google favorirà il vostro url nei risultati di ricerca contro un altro che risulta illeggibile — se non a forza di zoom — da schermi piccoli. Il cambiamento riguarda solo le ricerche effettuate da smartphone/tablet: da desktop la situazione rimarrà invariata.

Per verificare che il vostro sito rispetti i requisiti, Google ha messo online un tool (Bicycle Mind lo passa, yay!).

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Wallpaper satellitari

Bellissima collezione di quelli che sembrano pattern, ma sono in realtà immagini satellitari della Terra. Ottimi come wallpaper.

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Helium

Applicazione

Helium

Helium è una piccola app (per Mac) che permette di tenere una pagina web sempre in primo piano, senza che vada sotto un’altra finestra. Utile mentre state scrivendo — se avete bisogno di tenere sott’occhio una fonte, dati o altre informazioni —, per una videochiamata su Hangout o, in alternativa, se volete guardarvi un video di YouTube facendo altro.

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IKEA JYSSEN

Una nuova linea di IKEA, con arredamento dotato di wireless charging, ovvero in grado di ricaricare i nostri smartphone, tablet, smartwatch e quant’altro senza fili, appoggiandoli.

Oltre a semplici, ma molto belli, dock per la ricarica senza fili da appoggiare sulla scrivania e in giro per la casa, venderanno un “modulo” per aggiungere questa funzionalità a qualsiasi oggetto. Con JYSSEN si dovrebbe riuscire, facilmente, a aggiungere una postazione di ricarica wireless a qualsiasi mobile o superficie.

L’idea è buona, con ciascun JYSSEN venduto a soli $30. La ricarica wireless, forse, diventa più conveniente dell’andare a cercare il cavetto proprio quando i dock sono molti e sparsi per la casa: quando basta appoggiare lo smartphone momentaneamente sul ripiano della cucina perché questo si ricarichi un pochettino.

(Ovviamente, purtroppo, servirà mettere un orribile cover per utilizzarli con iPhone)

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L’iPhone che sostituisce cose

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L’iPhone che sostituisce cose

Bellissimo confronto fra un oggetto e l’iPhone, che rimpiazza senza problemi quell’oggetto con un’app. Vengono da Things do Jobs, un tumblr, una galleria fotografica fra analogico e digitale, di Hannes Jentsch e Martin Jordan.

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