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Healtbook: un’applicazione che Apple potrebbe includere in iOS 8

9to5mac raccoglie le indiscrezioni che sono trapelate su Healtbook, un’applicazione per la gestione e raccolta dei dati sulla nostra salute, su cui Apple starebbe lavorando. L’applicazione è simile a Passbook, organizzata in schede, ciascuna dedicata a presentare un’informazione diversa sul nostro corpo (una per la pressione sanguigna, una per l’attività giornaliera, una per il peso, e così via):

Each category of functionality is a card in the Healthbook. Cards are distinguished by a color, and the tabs can be arranged to fit user preferences. As can be seen in the above images, Healthbook has sections that can track data pertaining to bloodwork, heart rate, hydration, blood pressure, physical activity, nutrition, blood sugar, sleep, respiratory rate, oxygen saturation, and weight.

È ovviamente interessante chiedersi come l’iPhone avrà accesso a questi dati. Alcuni, grazie al co-processore M7, potranno essere prodotti direttamente da esso, ma i rimanenti? Le ipotesi sono due: o Apple ha in cantiere un accessorio indossabile in grado di raccoglierli (una declinazione del mormorato iWatch), oppure Healtbook verrà aperto ai vari prodotti in commercio (il Fitbit ad esempio), che potranno sfruttarlo per mostrare i dati agli utenti.

iOS 7 rivela uno scanner biometrico nel bottone home del prossimo iPhone

Se diventasse realtà, assieme a iCloud Keychain forse potremmo risolvere l’annoso problema delle password.

L’iWatch come un aggiunta all’iPhone

Kyle Baxter si è unito all’elenco di persone che desiderano un iWatch, immaginando che Apple potrebbe decidere di promuoverlo più come un accessorio per iPhone (che come device a sé stante), non fondamentale ma che ne migliora l’uso:

Perhaps that’s the right path to take. Rather than bill it as a new device, Apple can sell it wholly as anaccessory, something that isn’t necessary but makes the iPhone better. From there, Apple can develop it until it’s something that can largely stand on its own. At that point, we would have a fundamentally new device.

C’è anche gente che ritiene che l’iWatch sia inutile, un’idea stupida frutto dei soliti rumors, vedi Riccardo Mori. Io non sono d’accordo; lo considero un’alternativa più valida e meno invasiva del Project Glass di Google, oltre che qualcosa che può rimpiazzare i vari Fitbit.

Quindi, a quando l’iPad di 7 pollici?

Forbes:

In un incontro con gli investitori tenutosi verso fine 2010, l’allora CEO di Apple Steve Jobs derise l’ipotesi di un tablet più piccolo. “È senza senso a meno che non si includa anche della carta vetrata, così che l’utente possa aggiustare le sua dita a circa un quarto della loro dimensione”.

(morale: c’è gente che in giro dice che Apple stia per lanciare il proprio Galaxy Note: non bisogna leggerla, quella gente)

La cosa che se parlo all’iPhone lui mi capisce e risponde pure

“La cosa che l’iPhone 5 capisce quel che gli dico, mi risponde e in modo pertinente. Ma… la maggior parte degli umani che conosco ancora non lo fa!” (io su Twitter)

È una funzione nuova, molto bella, che farà sembrare le persone come me ancora più sceme agli occhi della gente normale. Si chiama Assistant e sarà presente nel nuovo iPhone 5, dicono quelli di 9to5mac. Praticamente è un Voice Over molto più intelligente, più intelligente non solo perché dovrebbe capirvi meglio di Voice Over ma anche perché dovrebbe essere in grado di rispondere a molte più domande di quanto quell’altro sia in grado di fare.

Per esempio, fra tutte le altre cose, voi potreste chiedere all’iPhone 5 dove si trova il vostro amico Mark e lui dovrebbe essere in grado di rispondervi fornendovi la sua posizione precisa, sempre ovviamente che il vostro amico Mark abbia un iPhone e la funzione “Find My Friends” (altra cosa nuova di iOS 5) abilitata.

Ma la cosa più bella è che Assistant è integrato con Wolfram Alpha, per quelli che non lo conoscono un motore di ricerca che fornisce direttamente delle risposte alle domande che gli ponete. Google vi fornisce una lista di link da cui voi dovete reperire l’informazione, Wolfram Alpha l’informazione direttamente.

Significa che potrete chiedere qualsiasi cosa al vostro iPhone 5 e questo vi risponderà in maniera pertinente. Insomma, potrete dissertare con il vostro iPhone 5, in un bar, con un caffè davanti: chi ha più bisogno d’altro?

Quello che (forse) vedremo questa sera

Oggi è il giorno in cui forse Steve Jobs darà un senso ai 90 dollari che spendo ogni anno da cinque anni per MobileMe, fu .Mac. A parte l’orgoglio e la soddisfazione procuratami dall’avere un’email che faccia @mac.com (sono una persona frivola).

A poche ore di distanza dall’inizio del keynote il post che sta facendo più discutere è quello di Gruber, che di certo – come lui stesso afferma – sa dire poco ma che nonostante ciò prova ad ipotizzare quello che iCloud potrebbe essere: un posto dove tutti i dati dei nostri device (canzoni, applicazioni e impostazioni) risiedono. Un’alternativa alla sincronizzazione col cavo USB: invece di attaccare l’iPhone al computer basterà effettuare il login col proprio account di iTunes per avere tutto a disposizione. “Non pensate ad iCloud come il nuovo MobileMe, pensate ad iCloud come il nuovo iTunes” scrive, ad un certo punto.

L’ipotesi di Cult of Mac è invece diversa e riguarda due prodotti: iCloud e Time Capsule. I file non risiederanno – come molti ipotizzano – nel datacenter che Apple ha costruito nel North Carolina ma nella propria Time Capsule e, attraverso iCloud, verranno resi accessibili online da qualsiasi computer. In altre parole iCloud sarà una specie di Dropbox, solo che mentre nel caso di Dropbox i file risiedono nei server dell’azienda nel caso di iCloud si troveranno nella vostra Time Capsule, in casa.

Altri immaginati e sperati cambiamenti minori riguardano l’integrazione con Twitter, a cui Techcrunch ha dedicato il suo ultimo post. Più in generale, si crede che il sistema delle notifiche possa venire aggiornato e diventare più usabile (dei difetti ne parlammo tempo fa).

Anche il multitasking dovrebbe cambiare: passare da un’applicazione all’altra utilizzando le icone non è molto comodo, lo sarebbe invece un sistema simile a quello adottato per le finestre multiple in Safari Mobile: un’anteprima della pagina o, in questo caso, dell’applicazione. Un video – relativo ad una vecchia beta di iOS 4 – mostra tutto questo in funzione.

Nel frattempo, c’è chi iOS 5 già lo usa: guardatelo in funzione su YouTube.

Niente iPhone 5: Don’t Panic

Vedo sempre più spesso persone fare il ragionamento “non prendo l’iPhone 4 perché tanto il 5 è imminente”, ragionamento fallace perché nessuno garantisce che Apple presenti un iPhone 5 a breve seguendo la programmazione degli anni passati. A ricordarcelo per fortuna c’è Jim Dalrymple - le cui fonti d’informazione interne all’azienda sono ritenute molto affidabili -  i rumors odierni e, come se non bastasse, l’annuncio del WWDC interamente dedicato, contrariamente alle edizioni scorse, al software: niente hardware, di alcun tipo. Come ricorda Michael Gartenberg a Loop Insight:

“You get caught up in patterns, and it holds true, until it doesn’t. There is no reason for Apple to follow a predictable yearly pattern, and it keeps their competition off guard a little bit.

E dunque, se il nuovo iPhone 5 slittasse mesi avanti, magari persino all’inizio del 2012, sarebbe il caso di disperarsi? Ma anche no: il modello attuale funziona benissimo e se volete un iPhone prendete quello, subito. Non ha senso aspettare, un ragionamento simile in un campo come questo è sbagliato e vi porta ad attendere in eterno per qualcosa di migliore, di più potente, di più veloce.

Autocitarsi non è bello, ma lasciatemelo fare per una volta. Riporto quindi di seguito un paragrafo di un mio vecchio articolo, “Un iPhone all’anno è più che sufficiente“.

Credo che un iPhone nuovo all’anno non solo sia più che sufficiente, ma che anzi sia forse troppo. Di una cosa infatti sono sicuro: a rendere obsoleto il mio vecchio iPhone 3GS non è stata la tecnologia sviluppata da Samsung, non è stato il Nexus S o l’ultimo LG, non è stata nessuna miglioria significativa avvenuta negli smartphone Android o nei Blackberry: a rendere obsoleto il mio iPhone 3GS è stata Apple stessa. Se non esistesse un iPhone 4 l’oramai definito vecchio 3GS vi sembrerebbe tale? Lo considerereste realmente datato rispetto agli altri modelli in circolazione? Non credo.

Amazon dovrebbe temere il Tablet di Apple?

In una recente intervista rilasciata a Newsweek il 21 Dicembre scorso, Jess Bezos, CEO di Amazon, dichiarava di non essere spaventato dal tablet di Apple e che anzi a parer suo la misteriosa (e per ora nemmeno reale) tavoletta della mela avrebbe potuto rivelarsi un compagno perfetto del Kindle. In altre parole non sembrava per niente turbato da essa e non prendeva minimamente in considerazione l’ipotesi che potesse rovinare il suo business. Era falso e cercava in qualche modo di ingannarsi e ingannarci, o aveva dei motivi? Almeno due sembrava averne:

  • Prima di tutto lo scopo principale di Amazon, che sarebbe quello di dare al consumatore la possibilità di leggere i libri acquistati attraverso il loro sito su qualsiasi piattaforma e con qualsiasi strumento, quindi anche con il tablet di Apple. Loro ti offrono il migliore strumento in commercio, ma tu sei libero ti rifiutarlo e scegliere di leggerti tutto Anna Karenina su uno schermo da 3.5 pollici (e questa filosofia è ben rappresentata dal fatto che esiste un’applicazione Kindle, attraverso cui accedere ai libri acquistati, sia per iPhone che per PC).
  • Bezoz crede inoltre che leggere necessiti di un device specifico. Anche io sono piuttosto d’accordo su questo punto e mi sento di sposare le sue parole in merito: “Well, I believe that reading deserves a dedicated device. For people who are readers, reading is important to them. And you don’t want to read for three hours on a backlit LCD screen. It’s great for short form.”

Ora, ricapitolando gli ultimi avvenimenti è ormai certo che Mercoledì Apple presenterà il Tablet. Alcuni dicono che si potrà utilizzare per leggere, leggere libri e riviste. Ovvio che lo si potrà fare, come fa notare Mantellini c’è gente che legge libri anche sull’iPhone (e io mi son sempre chiesto come faccia). Tuttavia il tablet sarà forse più adatto per giornali o riviste che per la lettura di libri veri e propri. Sarà adatto per quei lettori occasionali, che leggono poco e raramente. Ma i veri lettori, ovvero coloro che spendono e investono molto tempo nella lettura, molto probabilmente andranno alla ricerca di un device specifico e questo device potrebbe continuare ad essere il Kindle di Amazon (il quale potrà dunque coesistere assieme al tablet).

Che poi Amazon non sia preoccupata come Jeff vorrebbe far credere, su questo punto ci sarebbe molto da dire. Sembra invece che negli ultimi giorni l’azienda si stia impegnando quanto più possibile per dimostrarsi all’altezza del suo possibile rivale, mostrando non poca ansia e terrore. Sia chiaro, il Kindle non è perfetto. E’ anzi probabile che a breve per far fronte al suo nuovo rivale ne verrà rilasciato un nuovo modello, più adatto a competere con quello che vedremo nelle mani di Steve Jobs. Tuttavia nel frattempo Amazon sta adottando piccoli provvedimenti che potrebbero aiutarla a sopravvivere a questo “attacco”. Come introdurre una promozione assurda e stravagante, che più o meno suona così: “Non ti piace il Kindle che hai acquistato? Noi te lo rimborsiamo senza togliertelo. Infatti, oltre a ridarti i solti te lo lasciamo pure.” O aprire la piattaforma permettendo lo sviluppo e la vendita di applicazioni stile iPhone che gireranno sul dispositivo. Applicazioni come Sudoku o libri interattivi, delle Kindle Apps in altre parole. Ma quello che giustamente si domandano su Techcrunch, è “Basteranno dei software in bianco e nero, dei rompicapo o delle guide interattive, per vincere contro Apple?”

Niente più Kindle

Scrive Robert Scoble, ieri, su Twitter:

my sources tell me that Steve Jobs is personally working on a new kind of computer that will make Amazon’s Kindle look lame.

E aggiunge, poco più tardi:

what Steve Jobs will announce will do a lot more than black and white books with crappy typography.

Insomma, converrà, a chi ci stava meditando, rinviare l’acquisto del Kindle di alcuni mesi. Almeno fino a Gennaio, quando forse Apple rilascerà il suo Kindle.

E’ questo il nuovo iPhone?

Se così fosse promette bene: la scocca leggermente rinnovata, in positivo, e le dimensioni ulteriormente ridotte non sono che un punto a suo vantaggio.

E, almeno a colui che scrive, non spiacerebbe se l’iPhone dell’8 Giugno fosse veramente simile a questo.

[Via Phonkmeister]

La vuoi questa applicazione? Te la invio subito.

Fino ad oggi per suggerire ad un amico un’applicazione per iPhone ed iPod Touch che a parer nostro avrebbe dovuto installare abbiamo utilizzato il bottone Tell a Friends, presente nella pagina dell’App Store ad essa dedicata. Seppur facile da utilizzare, tale metodo non è sicuramente da annoverare fra i più comodi ed immediati per diffondere un software.

BusinnessWeek ha per questo recentemente discusso in un suo articolo la possibilità che Apple (e Google con Adroid) lanci un nuovo servizio che permetta la condivisione diretta di applicazioni fra due iPhone. Stando a tale rumors, un utente avrebbe la possibilità di inviare ad un altro una versione ridotta di un software, che questo potrebbe in seguito, eventualmente, decidere di acquistare (e far guadagnare di conseguenza una minima percentuale del suo costo all’amico che ha suggerito il programma).

Un portavoce di Apple, Jennifer Bowcock, tuttavia zittisce tale rumors con una secca dichiarazione: “Non abbiamo ancora fatto annunci al riguardo”. Quale sarà la strada intrapresa da Apple ancora non si può sapere ma, almeno secondo BusinnesWeek, questa potrebbe essere una delle più redditizie, in grado di far impennare la vendita di applicazioni e giochi per i due dispositivi.

[Via Melablog]

Apple comprerà Twitter, Twitter non verrà comprata da Apple.

E’ nato e si è spento in poche ore un rumors che ha fatto esplodere la rete di articoli e opinioni in merito, ovvero quello di un imminente acquisizione di Twitter da parte di Apple. Twitter è uno dei servizi più innovativi e popolari in circolazione, tanto che in passato si è parlato di un probabile acquisto del sito da parte di molte altre società, quali Google e Microsoft, tanto per citarne due fra le più imponenti.

Ma quando si tratta della mela, si sa che le voci in capitolo aumentano e le opinioni triplicano. Una delle ragioni che poteva motivare l’acquisto del servizio si pensava fosse il successo che molte delle applicazioni per iPhone basate sul suddetto sito hanno ottenuto, e dunque la volontà e necessità di Apple di farlo proprio, aumentando così la sua scarsa offerta di servizi in rete, per ora limitata al solo MobileMe (che stenta a decollare e si dimostra una realtà microscopica, se paragonata al successo ottenuto da live.com di Microsoft).

Ma anche la pagina nata di recente per elogiare Twitter su Apple.com pareva essere un evidente indizio dell’interesse mostrato dalla mela verso questo servizio. Oltre al titolo, che definisce lo definisce un Triumph of humanity, fra le righe si legge infatti:

Stone admits that yes, Twitter is fun. “But more importantly, the use cases we see emerging tell us that Twitter is a minimalist communication tool that is very powerful,” he says. “The Mac is the same way. It offers beautiful design, simple elegance, and a system that’s incredibly flexible and powerful to use.”

Tuttavia non sono passate che poche ore dal sorgere di questa opzione che il cofondatore di Twitter si è subito preoccupato di mettere in chiaro di non essere in vendita. “No. We’re not for sale.”, ha affermato su un canale televisivo americano. Certo è che potrebbe essere un subdolo modo per sviarci, per permettere a Steve Jobs di estrarre Twitter dal cilindro al prossimo Keynote. Al WWDC, questa estate. Improvvisamente, senza che nessuno se l’aspetti.

Insomma, se Apple veramente a breve avrà il possesso di Twitter per ora è poco chiaro, quello che però è certo è che dall’azienda viene visto come qualcosa di veramente innovativo ed interessante, degno di essere tenuto sotto controllo.

E’ questo il prossimo netbook di Apple?

Cult of Mac pubblica una foto (ricevuta da un anonimo lettore) di un probabile Netbook sviluppato (o ancora in fase di sviluppo) da Apple, appoggiato vicino ad un righello grazie al quale ci è possibile evincere le dimensioni del portatile, che dovrebbe avere uno schermo di circa 10 pollici.

Certo è che dopo le parole piuttosto chiare su tale argomento di Tim Cook, che senza mezzi termini aveva bocciato totalmente questa tipologia di computer, pare un po’ difficile credere che Apple sia impegnata nello sviluppo di un Netbook. Pare più facile, invece, pensare si tratti di un clone cinese, o di un semplicissimo fake.

A Tim Cook i Netbooks fanno schifo


Tim Cook, ovvero colui che ha assunto la guida di Apple durante l’assenza di Steve Jobs (su decisione di egli stesso), ha rilasciato non molti giorni addietro delle dichiarazioni piuttosto interessanti riguardo i netbooks, ovvero quei computer ultraportatili e (solitamente) economici, studiati soprattutto per la navigazione in internet, che hanno visto nell’ultimo anno un boom delle vendite, dopo il lancio dell’Asus EeePC, che può essere considerato come la loro prima incarnazione o, se non altro, la più riuscita.

Cook ha risposto alle voci secondo cui Apple fosse impegnata nella creazione di un netbook con le seguenti parole:

“For us, it’s about doing great products. When I look at netbooks, I see cramped keyboards, terrible software, junky hardware, very small screens. It’s just not a good consumer experience and not something we would put the Mac brand on. It’s a segment we would not choose to play in.

Ovvero ha messo fine ad ogni discussione o possibile obiezione in tre secondi, evitando un qualsiasi fraintendimento e spiegando in maniera piuttosto chiara che Apple offre già valide alternative destinate a riempire questo mercato: iPhone, iPod Touch e il MacBook Air, che per la sua leggerezza risulta portatile tanto quanto un netbook Asus (ma non altrettanto economico).

A parere del sottoscritto è un grave errore sottovalutare questo mercato, sul quale prima o poi la mela avrà un ripensamento (almeno spero). Così come per quel che mi riguarda ritengo iPhone e Asus EeePC totalmente differenti fra loro, e non penso che l’uno sostituisca l’altro: internet verrà anche visualizzato bene su un iPhone, ma vederlo su un browser vero, e su uno schermo decente, che non riduca gli occhi a un diametro pari a quello di un elettrone, è sicuramente completamente diverso (per fare un banale esempio: io un post dall’Asus EeePC ve lo riesco a scrivere, dall’iPod Touch assolutamente no).

[Via Venturebeat]

La confezione del nuovo MacMini

Circola in rete da alcune ore la foto di quella che dovrebbe essere la confezione del nuovo MacMini, di cui si attende l’arrivo a poche settimane (o ore, come alcuni addiritutta suppongono). Nessuna novità veramente rilevante sembrerebbe esser presente nel design del prodotto; l’unica vera differenza sembrerebbe esser costituita dall’adozione della scheda grafica Nvidia, come rivela il logo stampato sulla scatola.

Tuttavia l’immagine non rivela molti altri dettagli. Oltre, magari, le scarse doti da fotografo di colui che l’ha scattata.

Video del nuovo MacMini?

Video: Video del nuovo MacMini?

Speriamo che si tratti di un fake perchè sinceramente io speravo in un cambiamento un po’ più consistente, in un MacMini tanto più differente dal modello in circolazione. In questo, invece, a malapena si nota il cambiamento estetico.

Il nuovo iPhone si svela (in parte)

Ad iPodObserver è giunta una foto relativa al retro di quello che dovrebbe essere il nuovo iPhone, foto che il sito ha prontamente ripubblicato.

Nell’immagine si notano due cose:

  • In primis un abbandono della plastica a favore dell’alluminio (e qui vien da porsi la seguente domanda: l’utilizzo dell’alluminio non era mica stato abbadonato in quanto riduceva la ricezione del device?)
  • In secondo luogo la presenza di una superficie opaca che dovrebbe ridurre  i possili graffi.

Per ora, non si hanno altri dettagli.

[Via MacRumors]

Nuovo iPhone 3.0 a Giugno?

Un’articolo odierno di Business 24-7 annuncia che l’iPhone approderà nell’UAE (Emirati Arabi) entro il 15 Febbraio. Sempre il medesimo articolo rivela tuttavia una notizia molto più succulenta, ovvero che una nuova versione del device è in procinto di essere lanciata. Questa, verso Giugno, verrà definitivamente presentata al pubblico:

The latest 3G model will become available on February 15 according to Dow Jones, and etisalat will be targeting private and business users. Both post-paid and prepaid subscribers will be able to use the product and voice, data and SMS services will be available. And the next version of the device, which is due out in June, will be launched in the UAE at the same time.

Speriamo che il successore dell’attuale iPhone assomigli almeno in parte al concept mostrato nella fotografia a inizio post, ad opera di Mat Brady.

[Via Gizmondo]

iWork ’09 e integrazione con MobileMe?

Secondo un rumor dell’ultima ora è possibile che questa sera alcune applicazioni che da tempo utilizziamo, come iMovie vengano portate su MobileMe consentendone l’utilizzo online, da qualsiasi computer.

E’ infatti di alcune settimane fa la notizia di una possibile versione web di iWork, il che significherebbe avere una Web Application di Pages e di Keynote che entrerebbe in diretta competizione con suite come Google Docs.

A queste due andrebbe ad aggiunersi anche, secondo questo recente rumors, iMovie, consentendo ai possessori di un account me.com di editare i propri video ovunque senza dover ricorrere alla versione tradizionale, desktop, del programma. Se ciò avvenisse sicuramente il prezzo dell’abbonamento annuale del pacchetto MobileMe sarebbe molto più giustificato di quanto non lo sia allo stato attuale.

In ultima analisi, si tratta solo di rumors ed ipotesi. Tuttavia un’aggiornamento del pacchetto iWork è praticamente certo, dato che di recente, nelle ultime ore, è comparsa sul sito, nella sezione download più precisamente, un link ad iWork ’09 (che sarebbe la diretta evoluzione della versione attualmente in circolazione)

[Via Computerworld]

Steves health is rapidly declining

Gizmondo ha ricevuto un testo che potrebbe mettere in agitazione molti Mac Users e rattristare non poco anche noi:

Steves health is rapidly declining. Apple is choosing to remove the hype factor strategically vs letting the hype destroy apple when the inevitable news comes later this spring.

This strategic loss will be less of a bang with investors. This is why Macworld is a no-go anymore. No more Steve means no more hype. Saying they are no longer needing [Macworld] is the cover designed by the worldwide “loyalty” department.

La cosa triste è che il medesimo sito spiega che la fonte da cui la notizia proviene è molto affidabile, rivelandosi in passato, per altri rumors, corretta al 100%. Apple non ha ancora replicato a tale notizia anzi, nel momento in cui gli è stato chiesto un accertamento è rimasta in silenzio, senza dare alcuna risposta.

La nostra speranza è che almeno questo rumors sia totalmente infondato.

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