‘Ma che vi dice la testa?’

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Microsoft Word

Michele fa notare come sia diversa la reazione al costo annuale del nuovo Microsoft Word per iPad fra lo store italiano e quello americano. Oltraggiati in uno — le applicazioni possono costare massimo 0.99 centesimi! —, soddisfatti del software nell’altro.

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Le cose cambiano

Matt Drance, su Microsoft che si piglia una parte di Nokia:

One thing must be observed: all the major mobile players — Apple, Google, Microsoft, and oh what the hell, BlackBerry — now own a top-to-bottom technology stack. Alan Kay was right as ever when he said “People who are really serious about software should make their own hardware.”

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Steve Ballmer lascia Microsoft

Ci sono tantissime ragioni per cui questo doveva succedere. Anni fa.

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L’irrilevanza di Microsoft

Non se ne andrà domani, ma ha oramai smesso di costruire e influenzare il futuro da tempo. Da un’analisi di Benedict Evans:

Just as overnight success can take a lifetime, so overnight collapse can also take a long time. There are founders creating companies today who weren’t born when people were still actually scared of big bad ‘Micro$oft’. It stopped setting the agenda 18 years ago. Windows 95 was the moment of victory, but was also the peak: it came just at the moment that the Internet started taking off, and Microsoft was never a relevant force on the internet despite investing tens of billions of dollars. But you needed a PC to use the internet, and for almost everyone that PC ran Windows, so Microsoft’s failure to create successful online services didn’t seem to matter. Microsoft survived and thrived in the PC internet era, despite appearing to be irrelevant, by milking its victory in the previous phase of the technology industry.

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L’Xbox sprecata

Nat Brown, uno dei fondatori del progetto Xbox, elenca tutte le ragioni che hanno fatto sì che Microsoft si lasciasse sfuggire una grossa occasione fallendo nel trasformare il prodotto in molto più che una console di videogiochi:

This was the point of xBox, that was why it was the Trojan horse for the living room, where we could land and be welcomed by millions of console customers with more hardware and better software and network connectivity than the non-console devices [...] xBox was for years the only network-connected HD-ready device already attached to tv’s that had multi-use potential (games, DVD, Netflix) in the household to justify and amortize its high cost of purchase to the family’s bread-winners.

Per dare un’idea di come abbia fallito anche nell’attrarre e diventare una piattaforma per gli sviluppatori indipendenti: una membership all’App Store interno all’Xbox costa $10,000 l’anno.

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L’incubo di Ballmer

Riporta il NY Times, parlando delle vendite della nuova versione di Windows:

It used to be that a new version of the Windows operating system was enough to get people excited about buying a new computer, giving sales a nice pop. Not this time.

La cosa inizia a farsi seria. Il peggior incubo di Ballmer, l’uomo che nonostante tutto è ancora al comando di Microsoft, inizia a materializzarsi.

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‘Keyboard e multi-touch sono compatibili’

Jeff Atwood apprezza del Surface soprattutto l’integrazione con la tastiera, dimostrazione — a suo dire — che multi touch e tastiera possono convivere in armonia, un po’ come la tastiera e il mouse si integrano alla perfezione.

Il Surface è proprio come il primo iPad nel fatto che ha tutti i difetti e i problemi che ti aspetteresti nella prima versione di un prodotto. Ma somiglia al primo iPad anche perché sta al centro di una trasformazione — una visione del futuro del computer che non sacrifica né la tastiera né il multi touch.

Usando spesso l’iPad in combinazione con l’Origami Workstation, non posso che essere d’accordo.

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I compromessi del Surface

Video: I compromessi del Surface

Guardando la video recensione del Surface di The Verge mi sono reso conto di quanto il form factor di questo laplet sia strano.

Microsoft ama dire che non ha fatto compromessi. A me pare, di fatto, che i compromessi ora tocca farli all’utente. Il Surface, nel tentativo di essere sia un tablet che un laptop, risulta troppo grande — Joshua Topolsky nel video dice che sembra appartenere più alla scrivania che all’utilizzo in movimento. Allo stesso tempo, è pur sempre un tablet: non sostituisce appieno un computer. Troppo grande per un tablet, ma troppo tablet per essere un laptop. A.k.a un casino.

It does the job of a tablet and the job of a laptop half as well as other devices on the market, and it often makes that job harder, not easier. Instead of being a no-compromise device, it often feels like a more-compromise one.

Detto ciò, a me questo affare piace. Mi piace l’OS e gli invidio la Touch Cover (una Smart Cover con tastiera), che è quella cosa che ho sempre sperato Apple facesse per l’iPad. Magari avessi l’occasione di provarlo tutti i dubbi sparirebbero: pensavo di farlo, poi mi è venuto in mente che da noi non esistono Microsoft Store, posti simili agli Apple Store ma con prodotti Microsoft. Dove lo si va a cercare, provare, e conoscere, un Surface?

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Il display del Surface e quello (Retina) dell’iPad

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Il Retina display dell’iPad (2048×1536) confrontato con il display del Surface (1366×768), di Microsoft. Un confronto imbarazzante che me ne ha ricordato un altro, fatto però con un prodotto di alcuni anni fa. (*)

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Il decennio perduto di Microsoft

Riporto due parti del lungo articolo uscito su Vanity Fair sulla caduta di Microsoft, una lettura decisamente interessante. La prima parte che riporto non rivela nulla di nuovo ai più ma mette i dati in un contesto e dà un’idea chiara di dove si trovi Microsoft al momento:

Oggi l’iPhone porta più entrate dell’intera Microsoft. No, per davvero. Un solo prodotto Apple, qualcosa che cinque anni fa nemmeno esisteva, ha vendite più alte di tutto quello che Microsoft ha da offrire. Più di Windows, Office, Xbox, Windows Phone e qualsiasi altro prodotto che Microsoft ha creato dal 1975. Nel trimestre conclusosi il 31 Marzo 2012, l’iPhone ha registrato un fatturato di 22.7 miliardi; Microsoft di 17.4

La seconda parte che mi ha colpito è un racconto, fra i molti esempi contenuti nel pezzo, di come Microsoft abbia sprecato diverse occasioni1 solo per restare fedele a Windows e Office. All’interno di Microsoft, nel 1998, un gruppo di persone stava lavorando su un ereader, un device che permettesse di fruire di libri, magazine, giornali sviluppato sull’ispirazione di Hitchhiker’s Guide to the Galaxy. Per quella devozione a Windows che tanto ha bloccato l’innovazione dentro Microsoft, è andata a finire che:

Emozionati per il successo e prevedendo elogi, il gruppo [che aveva lavorato sull'ereader] inviò il device a Bill Gates – che rapidamente diede il suo veto. L’ebook non era giusto per Microsoft, disse. Non gli piaceva l’interfaccia, perché non somigliava a Windows, dichiarò un programmatore dentro il progetto. Ma Windows sarebbe stato completamente sbagliato per un ebook. Lo scopo era quello di avere un libro, e un libro da solo, che occupasse tutto lo schermo.

  1. Pensate anche al Courier

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Proposte per una nuova Microsoft

Andrew Kim ha passato gli ultimi tre giorni a cercare di dare un nuovo volto a Microsoft.

I decided that Microsoft needs to be a brand that represents the future. Be slighty aggressive unlike Apple and Google’s friendly marketing. Promise to deliver the future today. Be almost science fiction.

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Monopoli in via d’estinzione

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Nel 2004 i PC vendevano 56 volte più dei Mac: in quell’anno vennero venduti 182.5 milioni di PC contro 3.25 milioni di Mac. Poi è successo qualcosa e la differenza è scesa a 20.

Se si considerano le vendite degli iPad e iPhone il distacco, oggi, scende addirittura a due.

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Microsoft Surface: un nuovo modo di pensare

Horace Dediu in poche parole spiega cosa rappresenti il Surface di Microsoft: non solo un nuovo prodotto, ma anche l’ammissione che il loro modello di business nell’era post-PC non è più applicabile:

Microsoft si trova di fronte a un dilemma. Il loro modello di business basato sulla vendita di software costoso che gira su hardware economico non è più sostenibile. Il futuro è software quasi gratuito integrato in un hardware dal prezzo moderato.

Il modello di business vincente sembra essere quello di Apple. Non più una licenza costosa di Office, di un OS o di un software qualsiasi, ma la vendita diretta di un oggetto con associato, gratuitamente, il software che occorre per farla funzionare. Così come nel mercato dei PC Microsoft riuscì a imporre il suo modo di operare, oggi la stretta integrazione fra hardware, software e servizi è dovuta alla forza esercitata da Apple nel settore.

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Come il peggiore Android

Microsoft ha presentato Windows Phone 8, il successore di Mango (versione 7.5) che non funzionerà su terminali di recente data come il Nokia Lumia 800, dello scorso Ottobre, o il Nokia Lumia 900, uscito tre mesi fa.

Note a margine: Nokia sta sempre peggio. Considerando che Windows Phone 8 uscirà in autunno, quante persone acquisteranno un suo smartphone nei prossimi mesi, sapendo che questo è già obsoleto?

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È tempo di dare l’addio a Word

Se prendete un documento di Word e ne incollate il testo su internet, noterete che all’interno sono nascoste tante piccole informazioni che lo rendono illeggibile e disordinato:

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Su Slate Tom Scocca lamenta la diffusione di cui tuttora gode Word, descrivendolo come uno strumento obsoleto che causa del lavoro aggiuntivo a chi lo riceve. Non è stato studiato per Internet, ma per un mondo basato sulla carta, un mondo in cui i documenti si stampavano.

A Word file is cumbersome, inefficient, and a relic of obsolete assumptions about technology. It’s time to give up on Word.

È tempo di abbandonarlo, scrive. Io già l’ho fatto: tutti i miei documenti degli ultimi due anni sono in .txt, formattati in markdown. E Word non è neppure installato, sul computer con cui scrivo.

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Dall’iPad a Windows 8

Microsoft ha pubblicato una “Style Guide” per consigliare come realizzare applicazioni per Windows 8 che siano conformi allo stile e alla filosofia di Metro. Per farlo ha deciso di utilizzare un’applicazione di iOS e mostrare, passo per passo, come adattarla correttamente alla sua UI.

Due fra i consigli contenuti: focus sul contenuto e uso dei menù consistenti, in comune ad ogni applicazione e non propri della stessa. La guida è una buona dimostrazione delle differenze fra i due OS.

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Il browser che era un piacere odiare

Video: Il browser che era un piacere odiare

Quante volte avete consigliato ad amici, conoscenti e parenti di disinstallare Internet Explorer? E quante volte siete inorriditi, nel vederlo usare?

Pare che l’ultima versione sia migliore, non semplicemente decente ma all’altezza delle alternative: sicuro, veloce e con certe funzioni (pin) che a Chrome o Firefox mancano.

Un buon browser, insomma. Solo che forse non siamo ancora pronti per ammetterlo a noi stessi.

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L’iPad e Windows 8, a confronto

Video: L’iPad e Windows 8, a confronto

Joshua Topolsky mostra in questo video le differenze fra iOS e Windows 8, nel dettaglio. Alcune idee di Microsoft sono molto buone, per esempio l’escamotage che ha ideato per visualizzare, nella stessa schermata, contemporaneamente, due applicazioni: una occupa un terzo dello schermo, l’altra due terzi 1.

Tutto molto bello, comunque, se non altro fino al nono minuto quando avviene la tragedia e la vera (e terrificante) natura dell’OS viene rivelata.

  1. Una soluzione che assomiglia al pannello laterale di mail.app, per intenderci

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Brave New Windows

“Sono passati 17 anni da quando una nuova versione di Windows ha generato interesse”, scriveva ieri sera GigaOM in riferimento a Windows 8, presentato questa mattina a Barcellona1.

Il nuovo Windows è molto diverso dal suo predecessore. Nuovi paradigmi convivono con i vecchi, Metro con la UI classica. Secondo Farhad Manjoo, che ha scritto le sue prime impressioni su Slate, il più grande problema sarà far accettare il cambiamento all’utenza di vecchia data.

È chiaro che Microsoft considera Metro il futuro di Windows. La sensazione è che l’azienda stia tenendo vivo il concetto di desktop nella stessa maniera in cui inserì il ‘command prompt‘ in Windows 95 — come un modo per placare i vecchi utenti fino a quando non si saranno abituati al nuovo modo di fare le cose.

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Rifare Windows partendo da Metro

The Verge ha ridisegnato Windows, ispirandosi a Metro (ovvero l’UI che Microsoft utilizza nei suoi dispostivi mobili). Il risultato è un look pulito, fresco e bello. L’idea di mettere da parte l’interfaccia attuale per qualcosa di simile dovrebbe essere presa in considerazione seriamente, a Redmond.

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