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Carousel, la nuova applicazione di Dropbox per le foto

Dropbox ha presentato un’applicazione per iPhone (e Android) per gestire la propria libreria fotografica. Le foto sono organizzate per luogo e data, e ovviamente conservate su Dropbox (senza occupare spazio sul telefono):

It combines the photos in your Dropbox with the photos on your phone, and automatically backs up new ones as you take them. Carousel sorts all these memories by event so you can easily travel back in time to any photo from any date.

L’applicazione permette anche — con una funzione simile ai photostream di Apple, ma compatibili sia per iPhone che per Android in questo caso — di condividere album fotografici con gli amici.

Heartbleed, spiegato semplicemente

Heartbleed è una vulnerabilità relativa a OpenSSL, il sistema più utilizzato per criptare le comunicazioni online. È stimato che due terzi dei server online ne siano affetti. Vox ha provato a spiegare ai non esperti cosa comporta:

SSL is a popular encryption technology that allows web users to protect the privacy of information they transmit over the internet. [...] The majority of SSL-encrypted websites are based on an open-source software package called OpenSSL. [...] The SSL standard includes a heartbeat option, which allows a computer at one end of an SSL connection to send a short message to verify that the other computer is still online and get a response back. Researchers found that it’s possible to send a cleverly formed, malicious heartbeat message that tricks the computer at the other end into divulging secret information. Specifically, a vulnerable computer can be tricked into transmitting the contents of the server’s memory, known as RAM.

Molte informazioni private sono immagazzinate nella memoria del server. La persona che effettua questo tipo di attacco potrebbe venire a conoscenza di password, informazioni personali e numeri delle carte di credito. Tuttavia, come scrive Agile — il gruppo di sviluppatori dietro a 1Password —, fino a quando i siti interessati non provvederanno a risolvere il problema, è inutile per gli utenti cambiare qualsiasi password:

You will, at some point, need to change a lot of passwords. But don’t rush to do that just yet. Not every server is affected, and those that are need to fix things at their end before you change your password. If you change your password before the servers fix things, then your new password will also be vulnerable to capture.

Il problema ‘maschile’ della tecnologia

Secondo i dati raccolti da un ingegnere di Pinterest su 133 startup tecnologiche, solo il 12% dei loro dipendenti è donna. Non solo è un numero molto basso, ma il 52% delle donne che riesce ad inserirsi nel settore lo lascia dopo pochi anni, una percentuale di abbandono doppia rispetto agli uomini. Un articolo del New York Times ha provato ad affrontare questo grosso problema, partendo dall’analisi della cultura maschilista che definisce molte di queste startup:

‘Why aren’t there more women in computer science and engineering?’ and there’s all these complicated answers like, ‘School advisers don’t have them take math and physics,’ and it’s probably true,” said Lauren Weinstein, a man who has spent his four-decade career in tech working mostly with other men, and is currently a consultant for Google. “But I think there’s probably a simpler reason,” he said, “which is these guys are just jerks, and women know it.”

L’informatica non è sempre stata dominata dagli uomini. “All’inizio, la parola computer significava donne“, dice Ruth Oldenziel, un professore all’università di Eindhoven, studiosa di storia, genere e tecnologia. Furono sei donne a programmare il computer più famoso della storia — l’Eniac — per l’esercito degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. Il National Center for Women & Information Technology registrava nel 1985 un 37% di laureati donna in un corso di informatica, mentre nel 2012 la stessa percentuale è scesa al 18%:

But as with many professions, Dr. Oldenziel said, once programming gained prestige, women were pushed out. Over the decades, the share of women in computing has continued to decline.

Technology’s Man Problem” è un pezzo da leggere, per riconoscere un problema che va risolto.

Blue Bottle ha acquistato TONX

Blue Bottle è un locale simile a Starbucks, ma con caffè di qualità e location dall’arredamento sempre diverso e minimalista. Un articolo di Slate la definisce la “Apple del caffè“. Venne fondata nel 2005 da un ex clarinettista, James Freeman, e negli anni ha raccolto finanziamenti da società di venture capital che normalmente operano nel settore tecnologico (nel 2014, con l’obiettivo di raccogliere 26 milioni di dollari sono state coinvolte anche le Google Ventures, nel 2012 vi investirono i fondatori di Twitter).

Freeman spiega di avere fondato Blue Bottle perché insoddisfatto della qualità generale del caffè in circolazione, molto spesso a tostatura scura:

As a coffee enthusiast in San Francisco a decade ago, Freeman recalls, it was nigh impossible to find a cup roasted the way he wanted it—which is to say, with a light touch, to set free the beans’ natural flavors. Instead the city’s sippers were in thrall to the dark, oily, French-press style purveyed by Peet’s, a contemporary of Starbucks. Inspired by traditional Japanese siphon bars, where baristas brew each painstaking cup by hand, Freeman opened a tiny Blue Bottle kiosk in the city’s Hayes Valley neighborhood in 2005.

Oggi Blue Bottle ha acquistato TONX, quel (meraviglioso) servizio che recensii e di cui vi parlai che vi spedisce a casa, una volta ogni due settimane, un pacco di caffè di qualità e provenienza diversa. Verrà inglobato nel marchio di Blue Bottle, ma si spera — e dicono — continuerà a operare senza stravolgimenti.

I Bitcoin, spiegati a tua mamma

Il New York Times spiega in maniera semplice semplice i Bitcoin, usando delle vignette.

Emu: Siri + iMessage

Emu è una nuova applicazione di messaggistica, come potrebbe essere Whatsapp o iMessage, che integra al suo interno un assistente virtuale, come potrebbe essere Siri. Il che significa che mentre scambi messaggi con gli amici, Emu analizza il contenuto e aggiunge pezzi d’informazione a questi.

Ti chiedono se vuoi cenare la prossima settimana in una pizzeria? Emu ti aiuta a pianificare l’appuntamento ricordandoti i giorni in cui sei disponibile, e mostrandoti una recensione su Yelp del ristorante. Ti chiedono di passare dal supermercato per prendere l’acqua? Emu ti aiuta a trasformare il messaggio in un promemoria, riproponendotelo al momento opportuno. Dal MIT Technology Review:

The app also includes the ability to send out an auto response to anyone who texts you when Emu thinks you may be driving (determined by your smartphone’s GPS and accelerometer data). It can also share your location with a friend via a map that’s live for 30 minutes.

Si integra con i calendari di iOS, e prende varie informazioni da Internet — esattamente come Siri. È una buona idea, che Apple potrebbe implementare direttamente in iMessage. Altrimenti, resta solo una buona idea: occorre innanzitutto che i messaggi siano in inglese (affinché Emu sia in grado di interpretarli), e poi entrambe le persone devono utilizzarlo. Fra i miei contatti, non c’è nessuno che vi sia iscritto.

Amazon Dash

È un nuovo device, gratuito, per Amazon Fresh — il servizio di Amazon che consegna a domicilio la spesa, al momento limitato a poche aree degli Stati uniti. Serve per aggiungere prodotti al carrello, mano a mano che finiscono: la scatola dei cereali è vuota? Punta l’Amazon Dash sul codice a barre di questa, e verrà subito aggiunta al carrello di Amazon Fresh.

La storia di Susan Kare

Priceonomics ha intervistato Susan Kare, su come nacquero le icone del primo Macintosh:

I still joke that there’s nothing new under the sun, and bitmap graphics are like mosaics and needlepoint and other pseudo-digital art forms, all of which I had practiced before going to Apple. I didn’t have any computer experience, but I had experience in graphic design.

La fine del roaming in Europa

Finalmente, entro la fine del 2015 gli operatori non potranno più addebitarvi €300 per un megabyte di traffico, solo perché vi trovate all’estero. Varrà la stessa tariffa di casa:

L’abolizione del roaming internazionale avverrà entro la fine del 2015 e fa parte di un regolamento più ampio che tra le altre cose prevede più garanzie per quanto riguarda la cosiddetta “net neutrality”.

L’origine dell’icona “hamburger”

L’icona “hamburger” è presente un po’ ovunque — abusata, quasi, su iOS —, ed è quella che viene utilizzata per nascondere e rivelare il menù delle applicazioni. Pare venne originariamente realizzata da Norm Cox, allo Xerox PARC:

Its graphic design was meant to be very “road sign” simple, functionally memorable, and mimic the look of the resulting displayed menu list.

Quanti giorni della tua vita hai passato a guardare serie tv?

Un nuovo servizio. Il risultato spaventa.

Il nuovo Spotify

Finalmente permette di costruire una propria libreria musicale, oltre ad avere un’applicazione per iPhone — e Mac, soprattutto — più carina. Uno dei limiti del servizio è sempre stato che l’unico modo per salvare una canzone era aggiungerla ai preferiti o a una playlist: non esisteva una libreria personale, e ogni artista andava di volta in volta ritrovato con il box di ricerca. Non più.

ShareDrop

È AirDrop ma basato su un sito Internet: basta che due computer connessi alla stessa rete lo aprano per potersi scambiare file fra loro.

Di chi è questo blu?

Questo gioco può piacere giusto a me: dovete riconoscere a quale startup, servizio internet, azienda appartiene la tonalità di blu che vi viene proposta. Foursquare o Skype? Dropbox o LinkedIn? Che noia?

P.S. 31 su 36.

Spegni la luce dall’app

La linea WeMo di Belkin consiste in una serie di prodotti che aiutano a collegare i dispositivi alla rete: una presa elettrica, ad esempio, che può essere controllata dall’iPhone da un’apposita applicazione, o impostata per reagire ad eventuali stimoli tramite IFTTT.

Belkin si prepara ad aggiungere all’offerta delle lampadine simili alle Philips Hue, ma più economiche: sui $39. (*)

58 terribili cose che possono capitarti sui social media

Da un elenco di BuzzFeed:

  1. Inviare un tweet con un errore.
  2. Ricevere nuovi follower e scoprire che sono tutti BOT.
  3. Dover suddividere i tuoi pensieri in tweet multipli.
  4. Impiegare parecchio tempo a formulare un tweet che riceve 0 mi piace e 0 retweet.
  5. Fare scrolling su Instagr.am per smartphone e mettere con un accidentale doppio tap mi piace a una foto di sei mesi fa.
  6. Quando non hai alcuna intenzione di rispondere ma il messaggio è stato segnato come letto, e quindi ti tocca.
  7. Non riuscire a trovare un filtro su Instagr.am che renda belli sia te che i tuoi amici.

Microsoft ha presentato Office per iPad

Word, Excel e PowerPoint — tutti prodotti che non uso da anni, e dei quali non sento la mancanza1 — sono disponibili da subito e gratuitamente nell’App Store. Occorre però essere iscritti a Office 365 (circa $7 al mese) per utilizzare appieno tutte le loro funzioni, altrimenti l’unica cosa che potete fare è aprire i documenti.

  1. Leggi questo pezzo, su come molti utilizzino Word anche per documenti per i quali non è appropriato, solo perché è diventato lo standard

Apple è spacciata?

Haunted Empire: Apple After Steve Jobs” è un libro appena pubblicato, scritto da una giornalista del Wall Street Journal. Sintetizzandolo, spiega perché Apple è spacciata, ora che Steve Jobs non c’è più. Un’azienda che vive di rendita, ma non ha un piano per il futuro. Vi sono raccolte tutte le analisi a cui abbiamo dovuto prestare ascolto in questi ultimi due anni, sul come Apple abbia smesso di innovare, sul perché i prodotti siano troppo costosi e chiusi. Le stesse analisi e critiche che vengono mosse ad Apple da sempre, anche quando c’era Steve Jobs.

Insomma, mentre Google pensa alle macchine che si guidano da sole e agli occhiali con notifiche, Apple cosa sta facendo? Nick Bilton sul NY Times:

È un’analisi noiosa, che fraintende in pieno il modo in cui funziona Apple. Apple ha sempre creato la sua “next big thing” in segreto. Al contrario di Google e Microsoft, raramente pubblicizza le sue innovazioni prima che siano pronte. Il fatto che non sappiamo quale sia la sua prossima mossa potrebbe significare che hanno finito le idee. Ma si sarebbe potuta dire la stessa cosa nel 2001, poco prima del lancio dell’iPod, o nel 2007, un attimo prima dell’arrivo dell’iPhone.

Oltre un mero accumulo di dati

WIRED:

Health and fitness have long been mysterious, the realm of doctors and coaches. While software can make it more approachable, to be understandable it should do more than just offer up data visualizations; it should provide insights and actively help us to make behavioral changes that will affect health. Tell us to move. Tell us to hydrate. My big hope for the next generation of health-tracking apps is that they will help us understand what things mean and give us the tools to act–instead of just numbers.

La mia speranza è che con Healthbook Apple faccia quello che il Fitbit non è stato in grado di fare: non solo raccogliere e accumulare i dati, ma analizzarli e spiegare all’utente cosa vogliono dire, e cosa fare per migliorarli. Uno dei problemi di questi device è che sono sviluppati da aziende diverse. Di conseguenza ognuna ha creato la propria applicazione in cui chiudere i propri dati, rendendoli inaccessibili ad altri. Healthbook potrebbe diventare il luogo centralizzato in cui immagazzinare questi dati, indipendentemente dal device scelto dall’utente: che si utilizzi un Fitbit o Jawbone UP, i dati devono appartenere all’utente.

A quel punto, non saremo più limitati da quello che il produttore ha deciso di farci con quei dati — dal modo in cui ha deciso di visualizzarli, o dai limiti che ha imposto — ma potremo finalmente possederli, metterli in comunicazione fra loro e scoprire in che modo sono correlati.

Aware.JS

Da alcuni mesi la pubblicità laterale di questo blog1 viene mostrata solo alla prima visita del giorno: se tornate due minuti dopo, non la vedete più. È un tentativo di rompere un po’ meno le scatole, dandovi fastidio solamente una volta al giorno.

Funziona grazie ad Aware.js, un plugin di jQuery che permette di presentare al visitatore il sito in maniera diversa in base alla frequenza delle visite o all’ora in cui lo visualizza. Volendo, potrei fare diventare queste pagine nere di notte e gialle di giorno (non lo faccio, non agitatevi).

Sfruttandolo un po’ meglio, invece, ho fatto in modo che il blog vi segnali nell’homepage quali sono i nuovi post dalla vostra ultima visita (es.).

  1. Quella che vi invita a spendere denaro su Amazon, solo per rendermi ricco: mi danno una percentuale sugli acquisti iniziati da queste pagine

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