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Quando si può parlare di innovazione

Horace Dediu ha fatto una bella distinzione fra quattro termini: innovazione, novità, creazione e invenzione. Per semplificare: un prodotto può dirsi innovativo solo nel momento in cui è stato riconosciuto come tale dalla massa, ha un mercato ed è stato effettivamente prodotto. Ha superato il test più difficile: quello di rivelarsi innovativo e utile per gli utenti comuni — e di funzionare per loro.

Un prototipo non è un’innovazione: è un’invenzione. Uguale: un’idea nata e rimasta in laboratorio non è un’innovazione.

The fact that a product not only did not succeed in the market but was not even released implies that it could not have been innovative. The product is only at the stage of perhaps being an invention (if it can be shown to be unique) or merely a creation (if it isn’t.) Furthermore, if the product is so poorly designed that it is literally unusable then it is just a novelty.

La filosofia di Samsung

Samsung ha lanciato un sito1 per illustrare il proprio design, e spiegarne i ragionamenti dietro (inventandoseli). Per questo, l’ha chiamato “meaningful design“.

Ha presentato un manifesto diviso su tre punti (Balance of Reason and Feeling, Simplicity with Resonance e Meaningful Innovation), e ci ha scritto dentro cose come “Samsung believes in the value of people’s dreams“.

Lezioni di tipografia con Typekit

Typekit Practice è una nuova risorsa per chiunque voglia imparare qualcosa di tipografia. Offre una serie di articoli che permettono di migliorare le proprie conoscenze sull’argomento, una lista di raccomandazioni di libri da leggere e, in conclusione, dei consigli pratici organizzati in piccole lezioni — da come abbinare i font in maniera piacevole, a come applicare correttamente delle ombre con text-shadow.

Devo twittare?

The Awl spiega in maniera ironica cos’è Twitter:

7. Chi Twitta?

Aziende, e persone che credono di essere — e si presentano — come aziende.

8. Perché si legge Twitter?

Perché ci sono sempre nuovi tweet.

Inonda Bicycle Mind di link

Da oggi nella home del blog — in alto, a destra — c’è un nuovo bottone con il quale puoi segnalare link a notizie, applicazioni, storie che ritieni meritino uno spazio su queste pagine.

Lo scopo di Apple non è intrattenerti

È da un po’ di tempo che l’iPhone è diventato noioso, e che Apple non funziona più. Mentre Google tira fuori un prototipo dopo l’altro, e Samsung è già alla seconda iterazione del proprio smartwatch, Apple continua a crogiolarsi sull’iPhone. Scrive correttamente Jason Snell:

For the past few years, the technology industry has been supremely entertaining. New tech products, even entirely new product categories, that change the way we live? Super-exciting.

Quando Apple crea un prodotto lo fa per coprire una necessità, non solamente per mettere sul mercato l’ultima nuova tecnologia e mostrare cosa è in grado di fare — per stupire e basta. Non c’è nessuna ragione, né fretta, per Apple di lanciare uno smartwatch o qualsiasi altro prodotto la stampa abbia deciso sia essenziale: lo farà, quando avrà trovato un modo per inserirsi intelligentemente e con un senso nel settore.

La tecnologia non è il fine, ma un modo di coprire una necessità:

When new technological advancements are developed or tech services becoming blown-out-of-proportion successful, you hear very little about Apple acquiring the companies behind those innovations, unlike Facebook and Google, even with a larger amount of money in the bank. And when you hear major news related to their acquisitions, it’s usually years afterwards, when they’ve implemented technology into major products in a sensible, meaningful way.

Technology might be their biggest asset, but it’s simply an asset to them nonetheless. Rather than selling their products and services as technological innovations, they sell them as experiential innovations. They’re in the business of selling you better ways to interact with content from the internet, entertain yourself, talk to your friends, and be productive at work.

Le password sono obsolete

Secondo Justin Balthrop, Heartbleed dimostra come il problema delle password vada risolto eliminando le password: nonostante le email inviate dai vari siti affetti dalla falla ai loro utenti, la maggior parte di questi non aggiornerà la propria password. Sicuramente, non lo faranno per ciascun sito presso cui hanno un account:

It turns out that passwords are obsolete, and they have been for a long time. Like the occasional pay phone you find in the back of a run-down restaurant, passwords have been unnecessary for years. The difference is that everyone laughs and reminisces when they see a pay phone, but nobody does that when they see a password field. But they should.

Justin propone un nuovo metodo di autenticazione che evita totalmente le password, e chiede all’utente solamente l’username. Somiglia al sistema dell’autenticazione in due passaggi: invece che avere una password, gli utenti forniscono un numero di telefono — o email primaria, a scelta — sul quale riceve dei token temporanei che permettono di autorizzare un nuovo device ad autenticarsi.

Mini Robotic Printer

Cerca fondi su Kickstarter; è una stampante minuscola, robotica e portatile, la prima di queste dimensioni — per intenderci: sta nel palmo della mano — in grado di produrre un foglio A4. Per farlo si muove e orienta sopra il foglio:

The printer is activated by sliding a hatch at the bottom of the printer which will reveal the inkjet. The inkjet lasts for over 1,000 printed pages and the battery lasts for over one hour per full-charge. The first version will print in grayscale. [...] Our printer is based on an omni-wheel system that allows it to accurately turn and drive in any direction.

Le proprie foto di Instagr.am su marshmallow

Come da titolo: Boomf è il nome del servizio. Non si aggiunge altro, che è meglio.

‘Come sono stato assunto da Google’

Sebastien Gabriel racconta qual è stato il percorso che l’ha portato, un giorno, ad essere inaspettatamente assunto da Google:

Any internship will teach you more about real life work than any class. Now I’m not saying that you don’t learn anything at school. You need it to give you the basics, the by-the-book approach of design and tech but being able to apply learned principles and confront them to real situations and projects is priceless. Combining school and in-situ internship is for me the best pedagogical approach to learning a subject, at least in our field.

Migrazione della membership dal vecchio sistema a quello nuovo

A seguito della pubblicazione della linked-list riservata agli abbonati alla membership, alcuni abbonati da tempo immemore mi hanno chiesto come mai non riuscivano ad accedervi. Ciò avviene perché — come spiegava una mail inviata a loro alcune settimane fa — se avevi sottoscritto una membership sul vecchio sistema devi migrare a quello nuovo. Purtroppo non mi è possibile effettuare la migrazione manualmente, di persona, e dunque è necessario:

  • Sottoscrivere una nuova membership, sul nuovo sistema
  • Cancellare quella corrente, basata su PayPal

Compilando questo modulo è possibile notificarmi dell’avvenuta migrazione, in modo che possa inviarti un rimborso per la vecchia membership1, e disattivarla per te.

Mi scuso per il disturbo e la complicazione, ma purtroppo non c’è un modo più semplice.

  1. In modo da non pagare due volte!

Txto.io: un servizio per analizzare i propri sms

Txto.io vi stampa e spedisce a casa i vostri sms, su dei simpatici e piccoli rotoli cartacei. Può essere un’idea per un regalo, per ricordare in maniera bizzarra le conversazioni scambiate con un amico.

Per fare ciò, Txto si sincronizza con il Mac, dal quale ha accesso al backup dell’iPhone contenente gli SMS. Una volta caricati sul proprio server, offre anche un servizio di esplorazione. Se dunque non siete interessati a stampare i vostri sms, può essere comunque interessante iscriversi per potere usufruire di un motore di ricerca potente, o semplicemente individuare dei pattern: per ogni persona nella nostra rubrica Txto estrapola la lunghezza media dei messaggi, le parole più ricorrenti, il giorno con maggiore attività e il numero di messaggi scambiati da ciascuno dei partecipanti alla conversazione.

Aneddoti su Steve Jobs

Don Melton, ex dipendente Apple conosciuto soprattutto per il suo lavoro su Safari, ha avuto diverse occasione di incontro con Steve Jobs: non lo conosceva bene, ma ha avuto l’opportunità di lavorare con lui per diversi anni, prima alla NeXT e poi ad Apple. Ha raccolto alcuni aneddoti sul suo blog:

So Steve started the rehearsal, going through slides on the “Switcher” ad campaign and then the Apple Stores. At the end of the retail update, he was supposed to conclude with something like “1.4 million visitors in the month of December alone,” but he added, “so to all of you in the press who doubted us…”

And then clicked to reveal his special slide — poster art I’m sure everyone has seen before — a 1940’s-style rendering of a grinning man holding a big mug of coffee next to his face with this text alongside like a world balloon:

“How about a nice cup of shut the fuck up.”

And then the best part — the part we didn’t know was coming — Steve paused, turned to his V.P. of Marketing and deadpanned, “What do you think, Phil? Too much?”

Reeder 2 per Mac

Silvio Rizzi ha pubblicato la beta pubblica di Reeder 2 per Mac, con supporto a FeedWrangler, Feedly, FeedBin e Fever: funziona già benissimo (se poi cercate un client rss per iPhone, il mio consiglio è Unread).

Deckset

Un’alternativa per Mac a Keynote e Powerpoint, basata su markdown. Le si fornisce il file testuale in markdown, restituisce un PDF con delle slide. I temi disponibili sono bellissimi, da un punto di vista tipografico perfetti.

Abbiamo smesso di leggere

Se non altro nella maniera in cui leggevamo un tempo: il modo di consumare le informazioni in rete, e di muoversi all’interno di essa, ha influenzato il nostro stile di lettura, e secondo alcuni neuroscienziati, come Maryanne Wolf, oggi al deep reading — le lettura immersiva — preferiamo lo skim reading: ovvero scandagliamo il testo alla ricerca di informazione da estrapolare, per passare in fretta a quello successivo.

But it’s not just online anymore. She finds herself behaving the same way with a novel. “It’s like your eyes are passing over the words but you’re not taking in what they say,” she confessed. “When I realize what’s happening, I have to go back and read again and again.”

Carousel, la nuova applicazione di Dropbox per le foto

Dropbox ha presentato un’applicazione per iPhone (e Android) per gestire la propria libreria fotografica. Le foto sono organizzate per luogo e data, e ovviamente conservate su Dropbox (senza occupare spazio sul telefono):

It combines the photos in your Dropbox with the photos on your phone, and automatically backs up new ones as you take them. Carousel sorts all these memories by event so you can easily travel back in time to any photo from any date.

L’applicazione permette anche — con una funzione simile ai photostream di Apple, ma compatibili sia per iPhone che per Android in questo caso — di condividere album fotografici con gli amici.

Heartbleed, spiegato semplicemente

Heartbleed è una vulnerabilità relativa a OpenSSL, il sistema più utilizzato per criptare le comunicazioni online. È stimato che due terzi dei server online ne siano affetti. Vox ha provato a spiegare ai non esperti cosa comporta:

SSL is a popular encryption technology that allows web users to protect the privacy of information they transmit over the internet. [...] The majority of SSL-encrypted websites are based on an open-source software package called OpenSSL. [...] The SSL standard includes a heartbeat option, which allows a computer at one end of an SSL connection to send a short message to verify that the other computer is still online and get a response back. Researchers found that it’s possible to send a cleverly formed, malicious heartbeat message that tricks the computer at the other end into divulging secret information. Specifically, a vulnerable computer can be tricked into transmitting the contents of the server’s memory, known as RAM.

Molte informazioni private sono immagazzinate nella memoria del server. La persona che effettua questo tipo di attacco potrebbe venire a conoscenza di password, informazioni personali e numeri delle carte di credito. Tuttavia, come scrive Agile — il gruppo di sviluppatori dietro a 1Password —, fino a quando i siti interessati non provvederanno a risolvere il problema, è inutile per gli utenti cambiare qualsiasi password:

You will, at some point, need to change a lot of passwords. But don’t rush to do that just yet. Not every server is affected, and those that are need to fix things at their end before you change your password. If you change your password before the servers fix things, then your new password will also be vulnerable to capture.

Il problema ‘maschile’ della tecnologia

Secondo i dati raccolti da un ingegnere di Pinterest su 133 startup tecnologiche, solo il 12% dei loro dipendenti è donna. Non solo è un numero molto basso, ma il 52% delle donne che riesce ad inserirsi nel settore lo lascia dopo pochi anni, una percentuale di abbandono doppia rispetto agli uomini. Un articolo del New York Times ha provato ad affrontare questo grosso problema, partendo dall’analisi della cultura maschilista che definisce molte di queste startup:

‘Why aren’t there more women in computer science and engineering?’ and there’s all these complicated answers like, ‘School advisers don’t have them take math and physics,’ and it’s probably true,” said Lauren Weinstein, a man who has spent his four-decade career in tech working mostly with other men, and is currently a consultant for Google. “But I think there’s probably a simpler reason,” he said, “which is these guys are just jerks, and women know it.”

L’informatica non è sempre stata dominata dagli uomini. “All’inizio, la parola computer significava donne“, dice Ruth Oldenziel, un professore all’università di Eindhoven, studiosa di storia, genere e tecnologia. Furono sei donne a programmare il computer più famoso della storia — l’Eniac — per l’esercito degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. Il National Center for Women & Information Technology registrava nel 1985 un 37% di laureati donna in un corso di informatica, mentre nel 2012 la stessa percentuale è scesa al 18%:

But as with many professions, Dr. Oldenziel said, once programming gained prestige, women were pushed out. Over the decades, the share of women in computing has continued to decline.

Technology’s Man Problem” è un pezzo da leggere, per riconoscere un problema che va risolto.

Blue Bottle ha acquistato TONX

Blue Bottle è un locale simile a Starbucks, ma con caffè di qualità e location dall’arredamento sempre diverso e minimalista. Un articolo di Slate la definisce la “Apple del caffè“. Venne fondata nel 2005 da un ex clarinettista, James Freeman, e negli anni ha raccolto finanziamenti da società di venture capital che normalmente operano nel settore tecnologico (nel 2014, con l’obiettivo di raccogliere 26 milioni di dollari sono state coinvolte anche le Google Ventures, nel 2012 vi investirono i fondatori di Twitter).

Freeman spiega di avere fondato Blue Bottle perché insoddisfatto della qualità generale del caffè in circolazione, molto spesso a tostatura scura:

As a coffee enthusiast in San Francisco a decade ago, Freeman recalls, it was nigh impossible to find a cup roasted the way he wanted it—which is to say, with a light touch, to set free the beans’ natural flavors. Instead the city’s sippers were in thrall to the dark, oily, French-press style purveyed by Peet’s, a contemporary of Starbucks. Inspired by traditional Japanese siphon bars, where baristas brew each painstaking cup by hand, Freeman opened a tiny Blue Bottle kiosk in the city’s Hayes Valley neighborhood in 2005.

Oggi Blue Bottle ha acquistato TONX, quel (meraviglioso) servizio che recensii e di cui vi parlai che vi spedisce a casa, una volta ogni due settimane, un pacco di caffè di qualità e provenienza diversa. Verrà inglobato nel marchio di Blue Bottle, ma si spera — e dicono — continuerà a operare senza stravolgimenti.

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