Wallpaper satellitari

Bellissima collezione di quelli che sembrano pattern, ma sono in realtà immagini satellitari della Terra. Ottimi come wallpaper.

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IKEA JYSSEN

Una nuova linea di IKEA, con arredamento dotato di wireless charging, ovvero in grado di ricaricare i nostri smartphone, tablet, smartwatch e quant’altro senza fili, appoggiandoli.

Oltre a semplici, ma molto belli, dock per la ricarica senza fili da appoggiare sulla scrivania e in giro per la casa, venderanno un “modulo” per aggiungere questa funzionalità a qualsiasi oggetto. Con JYSSEN si dovrebbe riuscire, facilmente, a aggiungere una postazione di ricarica wireless a qualsiasi mobile o superficie.

L’idea è buona, con ciascun JYSSEN venduto a soli $30. La ricarica wireless, forse, diventa più conveniente dell’andare a cercare il cavetto proprio quando i dock sono molti e sparsi per la casa: quando basta appoggiare lo smartphone momentaneamente sul ripiano della cucina perché questo si ricarichi un pochettino.

(Ovviamente, purtroppo, servirà mettere un orribile cover per utilizzarli con iPhone)

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L’evoluzione del web

Evoluzione del web — Timeline browser e tecnologie web

Una timeline interattiva che mostra l’evoluzione dei browser e delle tecnologie web che hanno permesso di arrivare al web di oggi.

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Netflix, ovvero l’arte dell’imbucarsi alle feste

Francesco Costa racconta la vita dell’utente abusivo di Netflix dall’Italia:

Il 3 gennaio dovevo prendere due aerei. Il primo è partito con cinque ore di ritardo e ho perso la mia coincidenza. Non ho trovato alternative praticabili al secondo volo allora ho noleggiato una macchina, ho guidato per 600 chilometri, sono arrivato a casa e stremato sono andato a dormire. La mattina dopo mi ha svegliato un SMS di un amico: anzi, di un complice. Voleva avvertirmi che una delle più grandi case di produzione cinematografica al mondo aveva un problema con noi. Per essere più precisi, aveva un problema col nostro modo di guardare la tv.

Con una qualche incoscienza, mi autodenuncio: sono un utente abusivo di Netflix, il famoso servizio di servizio di streaming on demand per cui paghi un piccolo abbonamento – 9 dollari al mese negli Stati Uniti – e hai accesso a un catalogo sterminato di film, serie tv, documentari, programmi televisivi, da vedere dove ti pare, in HD sul 42 pollici di casa o sull’iPhone mentre aspetti la metropolitana.

Netflix oggi è attivo in circa 50 paesi. Se si visita la sua homepage da una nazione in cui il servizio non è attivo, come l’Italia, si viene accolti da un’immagine piuttosto crudele: una famiglia seduta sul divano se la spassa guardando la tv dietro una grande scritta – «Watch TV shows & movies anytime, anywhere» – sotto cui ce n’è però una più piccola: «Sorry, Netflix is not available in your country yet». Tradotto: stasera c’è una festa a cui tu non sei stato invitato.

(Come iscriversi a Netflix dall’Italia)

Io mi trovo nella fortunata posizione di poter usare Netflix UK, dall’UK, ma nonostante ciò ricorro a VPN per collegarmi al Netflix americano.

Relativo: Cosa ne sarà della televisione, secondo Netflix.

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Batterie d’alluminio, che si ricaricano in un minuto

A Stanford hanno sviluppato le prime batterie agli ioni di alluminio ad alta performance, durature ed economiche. Io non è che ci capisca molto, ma queste batterie:

  • Si ricaricano in meno di un minuto.
  • Sono flessibili: si possono piegare.
  • Sono più sicure (non prendono fuoco — nel video ne trapanano una e quella continua a funzionare).
  • Tengono la carica per 7,500 cicli. Le batterie agli ioni di alluminio sviluppate fino ad oggi mantenevano la carica per 100 cicli.

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Ricevi le notizie del giorno nella tua inbox

Ogni mattina: 5 link selezionati con cura + le notizie del giorno

Il laptop del futuro non è pronto per il presente

Joanna Stern ha sintetizzato nel titolo della propria recensione del nuovo MacBook il mio pensiero attorno al nuovo MacBook, che sarà bellissimo nel futuro, ma nel presente risulta limitato:

It’s nearly impossible not to be seduced by this MacBook’s beauty, its dazzling screen and perfect trackpad. But don’t give in. Like the original MacBook Air, introduced in 2008, there are too many key compromises—in battery life, speed and port access—for the early-adopter price.

I expect the new MacBook to follow the same path as the Air. Over the next few years, it will improve, and become an affordable, indispensable tool for life in the future. But here, now, in the present day, there are more practical slim, everyday laptop choices.

Un po’ come il primo MacBook Air, il nuovo MacBook mostra qual è il futuro dei MacBook — ma per il momento è meglio restare nel passato. A meno che quello che vogliate sia più un tablet, che un portatile.

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Welcome to Macintosh

Welcome to Macintosh è un podcast godibilissimo, ben costruito, sulla storia di Apple — curiosità attorno ai suoi prodotti, e genesi degli stessi. È anche uno dei pochi podcast che riesco a seguire, con episodi tutti sotto i 30 minuti e davvero informativi.

(Anche Gruber lo consiglia)

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L’Apple Watch e le notifiche come forma di comunicazione

Jason Kottke, nel 2005:

Pings would be perfect for situations when texting or a phone call is too time consuming, distracting, or takes you out of the flow of your present experience. If you call your husband on the way home from work every night and say the same thing each time, perhaps a ping would be better…you wouldn’t have to call and your husband wouldn’t have to stop what he was doing to answer the phone. You could even call it the “sweetheart ping” or “sweethearting”…in the absence of a prearranged “ping me when you’re leaving”, you could ping someone to let them know you’re thinking about them.

L’Apple Watch, e la Haptic Engine, promettono bene sotto questo punto di vista. Come si scriveva settimane fa, l’Apple Watch potrebbe trasformare le notifiche, da portatrici di messaggio a messaggio stesso, sfruttate come una sorta di codice morse privato.

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Preservare i videogame è hacking, quindi illegale (ci dicono)

La Entertainment Software Association (abbreviata ESA, che ha fra i membri: Nintendo, Disney Interactive Studios, Microsoft e Electronic Arts) non vuole che i vecchi videogame vengano modificati in modo da mantenerli funzionanti — impedendone quindi anche la preservazione.

Dalla Electronic Frontier Foundation:

They say that modifying games to connect to a new server (or to avoid contacting a server at all) after publisher support ends—letting people continue to play the games they paid for—will destroy the video game industry. They say it would “undermine the fundamental copyright principles on which our copyright laws are based.” […]

It’s a serious problem for archives like the Internet Archive, museums like Oakland, California’s Museum of Art and Digital Entertainment, and researchers who study video games as a cultural and historical medium. Thanks to server shutdowns, and legal uncertainty created by Section 1201, their objects of study and preservation may be reduced to the digital equivalent of crumbling papyrus in as little as a year. That’s why an exemption from the Copyright Office is needed.

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L’iPhone 6 dovrebbe essere più spesso

Marco (Arment) ha provato un iPhone 6 Plus per alcune settimane. A suo dire, né il 6 né il 6 Plus sono perfetti — entrambi sono troppo grandi — ma mentre il 6 Plus bilancia i difetti con una batteria più duratura, fotocamera migliore e esperienza di scrittura superiore, il 6 ripropone solo i difetti del 6 Plus (= scomodità nel tenerlo in mano), senza alcun plus.

Having used an iPhone 6 full-time from its launch until these 6 Plus experiments over the last few weeks, I can confidently say that neither phone is extremely well-designed. Both have nontrivial and completely avoidable flaws. But the 6 Plus has bigger advantages over the other phones, while the 6 seems to sit in a mediocre middle ground.

Un peccato, dato che i due problemi principali del 6, ovvero la scivolosità e la durata della batteria, potevano essere risolti disegnando uno smartphone leggermente più spesso. L’ossessione di Apple nell’assottigliare i nostri device è, appunto, un’ossessione che nel caso dell’iPhone 6 ha creato solo problemi:

Apple’s obsession with thinness as the top design priority, spending most of the technical progress that accumulates over time on size reduction rather than increased battery life, is also likely to blame for the iPhone 6 and 6 Plus’ worst design flaw: their slippery sides, which exacerbate their unsuitability for one-handed use. (The tolerable but unfortunate camera bulge is another victim of thinness-above-all-else design priorities.)

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La recensione di The Verge dell’Apple Watch

Nilay Patel:

Let’s just get this out of the way: the Apple Watch, as I reviewed it for the past week and a half, is kind of slow. There’s no getting around it, no way to talk about all of its interface ideas and obvious potential and hints of genius without noting that sometimes it stutters loading notifications. Sometimes pulling location information and data from your iPhone over Bluetooth and WiFi takes a long time. Sometimes apps take forever to load, and sometimes third-party apps never really load at all. Sometimes it’s just unresponsive for a few seconds while it thinks and then it comes back.

If the Watch is slow, I’m going to pull out my phone. But if I keep pulling out my phone, I’ll never use the Watch. So I have resolved to wait it out.

Questo è un problema, e pure grosso secondo me. Una delle ragioni per cui uso poco il Pebble è che impiega molto tempo a prendere i dati dall’iPhone — soprattutto quando è richiesta la geolocalizzazione. Se devo aspettare anche solo 10 secondi per vedere quali bus stanno per arrivare, faccio prima a tirare l’iPhone fuori dalla tasca. Sono impaziente, perché il punto di uno smartwatch è essere più veloce di uno smartphone: se fallisce in quello, fallisce e basta.

Stando a The Verge l’Apple Watch si trova in una situazione simile. I Glances non sono immediati (non si aggiornano in background) e il tempo d’attesa prima che le applicazioni si avviino/prendano i dati dall’iPhone è notevole. Si spera questi problemi di performance vengano risolti quando arriveranno applicazioni vere e proprie (più tardi, quest’anno) e con aggiornamenti software, ma al momento la situazione è questa.

In conclusione, perché la condivido, la regola per il successo di un wearable device secondo The Verge:

In order to be successful, any given piece of wearable technology has to be useful the entire time it’s on your body. Prescription glasses sit on your face, but improve your vision all the time, so they’re successful. Sunglasses sit on your face and make you look cooler all the time, so they’re successful. Google Glass sits on your face, but mostly does nothing, so it’s a failure. It’s a simple formula.

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L’illusione che tutto sia gratuito

A List Apart:

What about people outside the bubble, who aren’t as well-informed when it comes to the consequences of using services that exploit our data? The everyday consumer will choose a product based on free and fantastic user experiences. They don’t know about the cost of running, and the data required to sustain, such businesses.

Problema enfatizzato presentando internet come una “cloud”, invece che un insieme di data center e cavi. La maggior parte delle persone si stupirebbe — si stupisce! — nel vedere la materialità di internet.

L’articolo continua sottolineando come gli strumenti che scegliamo influenzino la privacy altrui. Una delle ragioni per cui uso Gmail — invece di investire in Fastmail — è che tanto i miei contatti usano (quasi) tutti Gmail: Google, quindi, ha comunque accesso alle mie conversazioni, che io lo scelga o meno.


Relativo: Google ha le mie email perché ha le tue.

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Brother Orange

Una serie di avvenimenti assurdi, scaturiti da un episodio piuttosto normale: il furto di un iPhone. Matt Stopera perse traccia del suo iPhone a inizio 2014, quando gli venne rubato in un bar di New York. A distanza di un anno, lo scorso Febbraio ha iniziato a ritrovarsi nella libreria fotografiche del suo nuovo iPhone le foto di un uomo misterioso, ma soprattutto: foto (tante) di molte arance, e di selfie dell’uomo con le arance.

Matt ne fece un post su BuzzFeed, che attirò molta attenzione e gli permise di rintracciare l’uomo delle arance. I due hanno finito con l’incontrarsi (in Cina), e nel processo sono diventati famosi — c’erano media cinesi e molti fan ad attenderli in aeroporto.

Matt ha riassunto l’intera vicenda su BuzzFeed.

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Tour guidati dell’Apple Watch

Apple ha aggiunto una pagina al suo sito in cui illustra nei dettagli le applicazioni dell’Apple Watch — e l’Apple Watch stesso. Al momento sono disponibili 3 video/tour (di Messages, Faces e Digital Touch), nei prossimi giorni probabilmente inseriranno i restanti.

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Le foto che Instagram censura

Ha raccolto un po’ di storie BuzzFeed. In molti dei casi le foto (e gli account) sono state ripristinate, ma non c’è stata una spiegazione del perché siano state in primo luogo censurate:

While the company appears committed to its current standards, there may be a chance that the company will alter its guidelines in the future. Last June, Facebook, Instagram’s parent company, changed its policy on nudity and obscenity, in particular to allow exposed nipples in breastfeeding photos.

For now, though, some are concerned that Instagram – which has given hundreds of millions of people a window into the worlds of others – might be reflecting mainstream norms and double standards rather than allowing its users to express themselves freely. In particular, in its earnest attempts to build a safe, all-ages community, the network could be censoring its largest user base: women.

Relativo: Quelli che di lavoro devono guardare il porno.

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Force Touch arriverà solo su iPhone 6s Plus

Questo secondo le indiscrezioni di MacRumors. Rumor per me infondato — o che spero si riveli tale —, per la semplice ragione che Force Touch influenzerà il modo in cui interagiamo con l’iPhone. Mentre display Retina e non poteva essere un’opzione (per facilitare la transizione a display solo Retina1), Force Touch introdurrà nuove “gesture”, nuove modalità d’interazione. Complicherebbe solamente le cose frammentare il funzionamento di iOS.

Se Force Touch arriverà su iPhone, arriverà su tutti gli iPhone.

  1. Transizione ancora in corso sui Mac, oramai conclusa su iPhone/iPad

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Il problema degli artisti non è Spotify, ma le case discografiche

Le critiche alla ‘sostenibilità’ di Spotify e altri servizi di streaming rispuntano con frequente cadenza. Spesso si parla di microguadagni, o stream di centesimi per gli artisti, ma come un articolo su Medium fa notare il problema — più che Spotify — è legato all’industria discografica, alle etichette discografiche e a come, semplicemente, gli artisti non siano proprietari della loro musica:

The reason artists don’t get paid from streaming services is that they don’t own the music that they record. Spotify isn’t holding on to that money! They don’t have some Scrooge McDuck money-swimming-pool in the basement of their Manhattan digs. They are legally required to pay money to the rights holders, and they do!

The best part is that the labels are part-owners of the streaming services. When Spotify is acquired, the labels are gonna make a boatload of money (they all have shares in the company), and not a dime is getting passed on to the artists (nor should it).

Relativo: È incredibile che l’industria discografica sia mai esistita.

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Il nuovo focus di Microsoft

Dall’Economist:

What are you on? The ‘fuck Windows’ strategy?” Back in the late 1990s, when Bill Gates was still Microsoft’s boss, any employee who had the temerity to suggest something that could possibly weaken the firm’s flagship operating system was sure to earn his wrath. Even after Steve Ballmer took over from Mr Gates in 2000, that remained the incontestable law at the company’s headquarters in Redmond, in Washington state. Everything Microsoft did had to strengthen Windows, to make it ever more crushingly dominant. Many of the company’s best innovations were killed because of this “strategy tax”, as it was known internally.

Today the rules are different in Redmond. The new boss who took over last year, Satya Nadella (pictured, centre, with Mr Gates to the left and Mr Ballmer on the right), recoils when he hears the term “strategy tax” and says he now tells his staff simply to “build stuff that people like”.

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thisismarkdown.com

Fantastica introduzione a markdown, la più chiara su cui sia mai inciampato in rete. Inviatela a chiunque ne abbia bisogno, a tutti quelli che vi inviano .doc e prendono appunti su Microsoft Word. Aiutateli.

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Il bottone fisico per l’acquisto istantaneo su Amazon

Amazon ha introdotto, in America, e per gli abbonati a Prime, Dash: un bottone fisico, reale, e persino adesivo, per acquistare un oggetto istantaneamente su Amazon. C’è per il detersivo (da incollare sulla lavatrice, come suggeriscono loro), per l’acqua, il dentifricio, le cialde del caffè e cose simili — che spesso uno si dimentica di comprare.

(Un bottone simile, ma configurabile per qualsiasi compito: Flic)

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Non ne hai avuto abbastanza?

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