Quelli che di lavoro devono guardare il porno

Facebook (e tutti i social network principali di cui facciamo uso) hanno una schiera di moderatori che si preoccupano di tenere l’ambiente pulito per noi. Non se ne parla molto, perché ci piace pensare che il processo sia automatico, ma è un numero impressionante di persone che di lavoro passano la giornata a guardare immagini porno, video di decapitazioni e tutti quei contenuti che noi preferiremmo evitare (e che di fatto, grazie a loro, raramente dobbiamo subire).

Adrian Chen narra, su Wired, la storia di queste persone:

So companies like Facebook and Twitter rely on an army of workers employed to soak up the worst of humanity in order to protect the rest of us. And there are legions of them—a vast, invisible pool of human labor. Hemanshu Nigam, the former chief security officer of MySpace who now runs online safety consultancy SSP Blue, estimates that the number of content moderators scrubbing the world’s social media sites, mobile apps, and cloud storage services runs to “well over 100,000”—that is, about twice the total head count of Google and nearly 14 times that of Facebook.

È un processo meno automatico di quello che potremmo pensare, che richiede in certe situazioni una buona conoscenza della cultura del Paese di riferimento, e di cosa possa risultare offensivo o meno.

(Internet è di tutti?)

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Di nuovo su quell’iPhone da 16GB

Più volte ho scritto di quanto sia abbastanza deludente che Apple abbia lasciato l’iPhone da 16GB. Avrebbero dovuto aumentare il modello base a 32GB, eliminando il taglio da 16. Come strategia per vendere il taglio da 64GB ha funzionato: è la prima volta che questo si rivela essere il modello più difficile da reperire, negli Apple Store, e con l’attesa più lunga, online. Per molti, $100 per quattro volte lo storage (del modello inferiore) sono accettabili.

Il problema è che questa scelta va contro la relazione di fiducia che da anni Apple ha costruito con i consumatori, ovvero di offrire sempre e comunque un prodotto ottimo. L’iPhone da 16GB non è ottimo — è accettabile, se proprio devi comprarlo. Non lo raccomanderesti. Come scrive Gruber:

I also understand the product marketing angle. That there are a lot of people who will look at the 16 GB models, see that they can get four times the storage for just $100 more, and buy the 64 GB model instead — when they would’ve bought the base model if it were 32 GB. I get it. There’s no doubt in my mind it’s good short-term business sense to go with a 16/64/128 lineup instead of 32/64/128. But Apple is not a short-term business. They’re a long-term business, built on a relationship of trust with repeat customers. 16 GB iPads work against the foundation of Apple’s brand, which is that they only make good products.

Apple has long used three-tier pricing structures within individual product categories. They often used to label them “Good”, “Better”, and “Best”. Now, with these 16 GB entry-level devices, it’s more like “Are you sure?”, “Better”, and “Best”. Fine, keep the 16 GB models around for expert business and education buyers who know that they really don’t need more storage space. But don’t put devices on the tables in Apple retail stores that you wouldn’t recommend as a good product and good value to typical customers.

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Citymapper è arrivato a Milano

Se vivete a Milano praticamente potete cancellare Google Maps dall’iPhone: Citymapper è l’unica applicazione di cui avrete bisogno, che vi dà informazioni utili su come spostarvi in città.

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I pericoli del WiFi pubblico

Una storia di Matter ci ricorda quanto siano insicure le reti WiFi pubbliche:

We can now see some of the actual internet traffic of those around us. We see that someone with a MacBook is browsing the site Nu.nl. We can see that many devices are sending documents using WeTransfer, some are connecting to Dropbox, and some show activity on Tumblr. We see that someone has just logged on to FourSquare. The name of this person is also shown, and, after googling his name, we recognize him as the person sitting just a few feet away from us.

Information comes flooding in, even from visitors who are not actively working or surfing. Many email programs and apps constantly make contact with their servers—a necessary step for a device to retrieve new emails. For some devices and programs, we are able to see what information is being sent, and to which server.

L’hacker nella storia in realtà — come spesso in questi casi, seppur definito tale — non è un “hacker”: non ha fatto altro che creare una rete WiFi dal nome plausibile (lo stesso, ad esempio, del locale in cui si trova) e osservare il traffico dati delle persone che si sono connesse ad essa, tramite un software facilmente reperibile in rete che chiunque sarebbe in grado di utilizzare.

Da un po’ io — quando fuori casa, o connesso a reti dalla provenienza dubbia — uso Cloak, un’applicazione che crea una VPN che garantisce che i vostri dati restino al sicuro, e non risultino intercettabili. Funziona sia su iPhone che su Mac, in entrambi i casi egregiamente. Cloak può costare $2,99 (per 5GB di dati) al mese o $9,99 (per traffico illimitato) al mese; entrambi i piani includono Cloak Transporter, un servizio che vi permette di figurare come in un altro Paese, e quindi superare i limiti regionali imposti sui contenuti da certi provider — pensate a Netflix (quest’ultima funzionalità è simile a Unlocator, segnalato mesi fa).

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LocalJob

Un grazie a LocalJob per avere sponsorizzato Bicycle Mind questa settimana. LocalJob è un’applicazione gratuita per iPhone (e Android) pensata per risolvere le piccole necessità e urgenze quotidiane, che ti permette di trovare rapidamente un professionista nelle vicinanze:

Non hai ancora un elettricista, un traslocatore, un baby-sitter di fiducia? Trovalo con noi: il più vicino, il più rapido, il più economico.

Con LocalJob.it puoi trovare un professionista nel momento in cui più ne hai bisogno. Il nostro obiettivo è  di renderti la vita più semplice. Se hai un problema, non devi fare altro che descriverlo e rilassarti: i professionisti della tua zona riceveranno la tua notifica e ti risponderanno con un preventivo e una stima di orario di arrivo. Non dovrai fare altro che scegliere l’offerta che più si addice alle tue necessità.

Sei un professionista? Utilizza per te e per i tuoi colleghi il codice sconto BICYCLEMIND6M per avere 6 mesi di abbonamento premium gratuito!

Link al sito: https://localjob.it

Link allo store: https://itunes.apple.com/us/app/localjob/id881886308

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Come cambiano gli SMS, dal primo incontro al matrimonio

Alice Zaho ha analizzato i messaggi che ha scambiato con suo marito dal 2008, quando l’ha conosciuto, al 2014, quando si sono sposati:

Overall, our text messages started out very flirty and personal. Since we were new in our relationship, we made sure the things we said were interesting and thoughtful. As our relationship progressed, we spent more time together and got more comfortable with each other. Our text messages became more predictable, but only because all of the unpredictable things were said in person. We no longer have to text “I love you” from a distance in the middle of the night. I can now roll over, snuggle with my husband and whisper it into his ear.

Esiste un servizio, del quale parlai, che permette di analizzare il proprio archivio di SMS — e ottenere un risultato simile a quello di Alice Zaho (es. individuare le parole più ricorrenti che inseriamo nei messaggi).

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Siri, la mia BFF

Sul New York Times, Judith Newman racconta di come suo figlio, autistico, abbia trovato in Siri un’amica pronto ad ascoltarlo e a conversare con lui.

È un racconto bellissimo:

It’s not that Gus doesn’t understand Siri’s not human. He does — intellectually. But like many autistic people I know, Gus feels that inanimate objects, while maybe not possessing souls, are worthy of our consideration. I realized this when he was 8, and I got him an iPod for his birthday. He listened to it only at home, with one exception. It always came with us on our visits to the Apple Store. Finally, I asked why. “So it can visit its friends,” he said.

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La prima bozza

First Draft of History è un blog che contiene la prima bozza di alcuni articoli di Wikipedia. Per esempio: la pagina relativa all’iPhone è stata creata nel 2005, due anni prima che esistesse, e parla del Motorola Rokr, quel brutto telefono capace di sincronizzarsi con iTunes che nacque fra una partnership fra Apple e Motorola.

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Il nome dei font

Tobias Frere-Jones spiega in base a cosa si decide oggi — e come si decideva in passato — il nome di un font:

For centuries, punchcutters would develop their style within a narrow group of genres. There would be only one style of roman or italic, even if that style had been refined and focused over a span of years. The name only needed to pin down the remaining variable, the size. [...]

In Bodoni’s epic Manuale Tipografico of 1818, over one hundred romans and italics are shown with the name of a city as a kind of nickname, though the real name was still a size and a number. Trieste is really Ascendonica (22 point) No. 9, Palermo is Sopracanoncino (28 point) No. 3, and so on.

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La nuova grafica del News River

Il News River ha una nuova grafica, e dovrebbe funzionare meglio da mobile. Ricordo inoltre che il News River può essere utilizzato via web o sotto forma di newsletter (ci si iscrive da qua). A quest’ultima si è abbonato un numero consistente di persone, che tutti i giorni — mi hanno detto, una per una — la aspettano trepidanti seduti davanti al computer.

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Lo stato di Safari su iOS

Bradley Chambers c’ha ragione: quando l’iPhone venne lanciato nel 2007 uno dei punti di forza fu il suo browser, anni avanti rispetto alla concorrenza. Vi ricordate com’era internet sul cellulare, o su un palmare, prima dell’iPhone? Non era lo stesso internet che avevamo su desktop, era una versione senza CSS e quasi solo testuale.

Eppure, dal 2007 a oggi, Safari non si è evoluto come avrebbe dovuto. Non è assurdo che ancora non sia possibile caricare e scaricare file di qualsiasi tipo?

Soprattutto su iPad, la mancanza di queste funzioni è limitante:

If we fast forward to 2014, Mobile Safari has become the app that is holding the iPad back from becoming a fully featured laptop replacement for a lot of people. While Mobile Safari is fast and loads website reasonably well, it cannot upload and download files. It can upload pictures, but that is it. Mobile Safari needs a way to upload and download any type of file into iCloud Drive (a mirrored from the Mac downloads folder).

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Non sei in ritardo

Kevin Kelly, sulle opportunità odierne (per quelli a cui sembra che tutto sia già stato inventato):

Can you imagine how awesome it would have been to be an entrepreneur in 1985 when almost any dot com name you wanted was available? All words; short ones, cool ones. All you had to do was ask for the one you wanted. It didn’t even cost anything to claim. This grand opportunity was true for years. In 1994 a Wired writer noticed that mcdonalds.com was still unclaimed, so with our encouragement he registered it, and then tried to give it to McDonalds, but their cluelessness about the internet was so hilarious it became a Wired story. [...]

Here is the thing the greybeards in 2044 will tell you: Can you imagine how awesome it would have been to be an entrepreneur in 2014? It was a wide-open frontier! You could pick almost any category X and add some AI to it, put it on the cloud. Few devices had more than one or two sensors in them, unlike the hundreds now. Expectations and barriers were low. It was easy to be the first. And then they would sigh, “Oh, if only we realized how possible everything was back then!”

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Le pubblicità dell’iPhone 6 in Inghilterra sono doppiate da Moss di The IT Crowd

Le pubblicità dell’iPhone 6 sono piuttosto irritanti nella versione originale, americana. Risultato opposto nella loro versione inglese (UK), dato che le due voci appartengono a Chris O’Dowd e Richard Ayoade. Chi? I due geek di The IT Crowd.

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Chatology: un motore di ricerca per iMessage

Di recente ho avuto la necessità di ricercare informazioni nella cronologia di messaggi scambiati via iMessage, con scarsi risultati. Mi serviva un numero di telefono, che non sono riuscito a recuperare, e il nome di un luogo, anch’esso disperso in qualche messaggio irrecuperabile. La ricerca è pressoché inutile, dato che non funziona sull’intero archivio. iMessage è una di quelle applicazioni che dimostrano come la qualità del software Apple sia peggiorata negli ultimi anni. Non si può dire che sia perfetto o che “semplicemente funzioni”: funziona, con vari problemi, strani comportamenti e diversi fastidi (il fatto che crei una conversazione diversa per ogni numero di telefono — anche se tale numero di telefono appartiene alla medesima persona — ne è un esempio).

Chatology (che non è nuova, ma ho provato per la prima volta oggi) risolve almeno problemi legati alla ricerca, fornendo un motore di ricerca come si deve per iMessage. È veloce e, soprattutto, accurato; i risultati vengono mostrati e suddivisi in link, conversazioni e immagini. Confrontate l’esperienza d’uso del box di ricerca di iMessage e di Chatology: così limitato e mal implementato nel primo caso da essere quasi inutilizzabile, mentre nel secondo “it just works“.

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La GoPro di HTC

HTC ha fatto una cosa strana, un tubetto che è una fotocamera/videocamera negli intenti simile a una GoPro. L’aspetto è bello, ma non si capisce perché debba avere quella forma, né perché dovreste preferirlo a una GoPro dato che non ha uno schermo integrato (= richiede uno smartphone).

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È colpa dello spazio

Anche secondo John Gruber la colpa della lenta adozione di iOS 8 si deve allo spazio limitato del modello base dell’iPhone. La maggior parte degli utenti non hanno i 5GB di spazio libero necessari per avviare l’aggiornamento:

This is a serious problem for Apple, because all those 16 GB devices aren’t going to suddenly gain more free storage space on their own.[...] Unless they can rejigger the OTA software update to require less free space, iOS 8’s adoption rate might lag permanently. [...]

iOS itself takes up about 4 GB, so these 16 GB devices only have about 12 GB free right out of the box. If there is any way that Apple could have brought the base model storage up to 32 GB with the new iPhones, they should have. And it’s inexcusable that they’re still selling new devices with only 8 GB of storage.

L’adozione pressoché totale dell’ultima versione dell’OS è sempre stato uno dei punti di forza di iOS, in confronto con Android — e che finisce anche con il facilitare la vita agli sviluppatori. Io una riflessione ce la farei, fossi Apple.

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Prova Ulysses per 30 giorni

In occasione del NaNoWriMo — il National Novel Writing Month — gli sviluppatori di Ulysses hanno deciso di offrire il loro programma in prova per 30 giorni. Se non l’avete mai usato è il momento di scaricarlo e farne uso per 30 giorni allo scadere dei quali, facilmente, vorrete acquistarlo.

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Perché iOS 8 si diffonde lentamente

A quasi tre settimane dal rilascio, iOS 8 è installato su solo il 47% degli iPhone, secondi i numeri di Apple. Scrive MacRumors:

That marks a very slight increase in adoption over the past two weeks, as back on September 21, iOS 8 was installed on 46 percent of devices. 47 percent of iOS users continue to stick to iOS 7, possibly due to a number of bugs that have plagued the launch of iOS 8.

Personalmente ho due motivazioni per le quali non aggiorno più iOS il minuto dopo il rilascio, come facevo un tempo:

  • La qualità degli aggiornamenti è inferiore, e mi aspetto causino un qualche problema (seppur minore). Di batteria, stabilità o quant’altro
  • 16 GB. La (vergognosa) decisione di lasciare il modello base dell’iPhone a 16 GB per me gli si sta ritorcendo contro. Ho aggiornato a iOS 8.0.2 solo l’altro ieri. Perché? Perché per farlo devo attaccare l’iPhone al computer e passare da iTunes, dato che non c’è spazio a sufficienza nell’iPhone. Una rottura.

Il mio iPad Mini è fermo a iOS 7.

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iPhone 6 Plus, che non è un telefono

Massimo Mantellini ha provato l’iPhone 6 enorme per una settimana. Questa è la sua recensione:

E tuttavia, insinuante, fin dai primi giorni di prove, ogni volta che impugno il nuovo iPhone grande, mi trovo a pensare alla caffettiera del masochista.

Cerco di scacciare l’idea in nome di una nuova abitudine ancora da perfezionare: prendo altro tempo, ma ogni giorno quell’immagine torna a farmi visita. La Caffettiera del Masochista non è solo il titolo della traduzione italiana di un vecchio libro di Donald Norman sull’usabilità ma è anche, soprattutto, il più famoso degli oggetti impossibili inventati da Jaques Carelman.

iPhone 6 Plus è difficile da maneggiare con una sola mano. Non solo per me che ho mani piccole ma per chiunque. Nonostante l’elegante scorciatoia software del doppio tap sul bottone “Home” (Norman credo apprezzerà) che avvicina al nostro pollice opponibile le icone più lontane, l’impugnatura a una sola mano non è per nulla naturale, nemmeno dopo molti giorni di prove. Gli eleganti bordi arrotondati in alluminio e il modesto spessore fanno il resto (della caffettiera), tanto che il Plus necessita quasi in maniera assoluta di una cover che ne migliori la presa. Non casualmente le cover Apple in silicone e pelle sono molto ben fatte e assolvono egregiamente il compito. Senza cover il Plus è un oggetto bellissimo ma scivoloso come una saponetta bagnata da quasi 1000 euro lasciata sul bordo della vasca.

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Richieste alle startup

Y Combinator, uno dei più importanti e famosi incubatori di startup, ha stilato una lista di richieste per le startup. Idee e settori che rispetto al loro potenziale, e alle opportunità di disruption1 che offrono, non attirano l’interesse di molte startup.

Very few startups write software for government.

But the government is a very large customer with very bad software. In addition to better software for existing processes, we’re also interested in how the Internet can enable new categories, like crowdfunding for social services.

(“Parlano solo di colori“)

  1. Chiedo scusa.

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