L’iPad come unico device: perché anche no

L’esperimento è in voga da quando esiste l’iPad: costringersi, in modo piuttosto masochista, a rimpiazzare il computer con un iPad tentando di fare tutto con quest’ultimo. Non c’è uno scopo ben preciso dietro, è un esercizio fine a se stesso, dato che differenti device svolgono differenti compiti in modo ottimale. Un iPad può rimpiazzare l’80% delle cose che fa un computer, ma il restante 20% risulterà o impossibile o molto faticoso. Il che porta alle degenerazione che vediamo di questi tempi: workflow diabolici composti da decine di applicazioni concatenate fra loro per fare un mero copia e incolla, o dispositivi — i phablet — che non sono né smartphone né tablet ma una via di mezzo.

Matt Gemmel lo spiega meglio:

Usare un solo device non è liberatorio: è l’esatto opposto. Significa andare senza alcuna necessità contro a disagi e frizione, nonostante un’opzione migliore sia disponibile. L’unica misura valida per valutare il valore di una tecnologia è capire quale soluzione funziona meglio in un contesto. E la risposta varia da situazione a situazione.

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Post-PC

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Post-PC

Il numero di iPad e Mac venduti, a confronto (grafico di Asymco).

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Forse Apple aveva sbagliato la dimensione

David Pogue scrive che l’iPad Mini è “quello che l’iPad ha sempre voluto essere”:

Over all, the Mini gives you all the iPad goodness in a more manageable size, and it’s awesome. You could argue that the iPad Mini is what the iPad always wanted to be.

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iOS 6 e il primo iPad

Che il primo iPad, lanciato 19 mesi fa, non abbia ricevuto iOS 6 è stato un brutto colpo. Ne avevo scritto a pochi giorni dal WWDC, con parole abbastanza dure. Ero rimasto molto deluso e frustrato dalla decisione di Apple di bloccare gli aggiornamenti a un prodotto che si propone come sostituto del computer, un prodotto il cui ciclo di vita dovrebbe essere superiore ai due anni.

Marco Arment suggerisce che l’obsolescenza prematura del primo iPad — prematura, per gli standard di Apple — sia dovuta ai sacrifici che Apple fece nel 2010 per immetterlo sul mercato, a quel tempo nascituro. La scelta di includere solo 256 MB di RAM1 gli servì a mantenere i prezzi bassi ma accorciò di molto la vita del dispositivo. Alcune conseguenze era evidenti anche allora, un esempio era l’incapacità di Safari ti tenere in memoria le tab aperte, ma erano perlopiù poche e trascurabili: iOS 4 era molto diverso da iOS 6, non aveva né multitasking, né notifiche né iCloud e quindi i 256 MB gli erano sufficienti.

L’iPad 1 è stato il primo tablet “moderno”, ma oggi paga i compromessi che Apple fece nel 2010 per lanciarlo. È la prima versione di una nuova categoria di prodotti, e come spesso accade le prime versioni non sono future-proof: aprono una strada, mostrano il futuro, e hanno poi bisogno di molti aggiustamenti.

  1. Anche l’iPhone 3GS ha 256 MB di RAM ed ha, nonostante ciò, ricevuto iOS 6. Ma l’iPhone 3GS ha anche uno schermo molto più piccolo rispetto a quello dell’iPad

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Le migliori tastiere per iPad

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Le migliori tastiere per iPad

The Verge ha provato le migliori tastiere per iPad in circolazione. Io uso la Apple Wireless Keyboard abbinata a una Origami Workstation (e mi trovo benissimo). Se dovessi provarne un’altra probabilmente opterei per la Logitech Ultrathin Keyboard Cover.

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Qual è il mercato di un iPad Mini?

Ben Brooks:

Non ho la minima idea di come si inserisca un iPad di 7″ nell’offerta attuale. L’iPhone, l’iPad e il Mac si complementano a vicenda, ma faccio davvero fatica a capire dove si inserisca un iPad da 7″ pollici. Per me, un iPad da 7″ pollici sarebbe un po’ come un iPod Touch, qualcosa che non compri se hai già un iPhone. Di nuovo, l’iPod Touch vende bene, quindi magari non sono io il target di un iPad Mini?

Ho lo stesso problema; aspetto che Apple me lo risolva se davvero deciderà di entrare nel mercato dei tablet da 7″ pollici, un mercato che in qualche modo è già stato definito per Apple da Amazon: device strettamente per il consumo, legati ad un ecosistema1 che offre musica, video, applicazioni, film e libri.

Non solo un’alternativa economica dell’iPad classico, ma qualcosa che si inserisca, la butto lì, nel mercato dei Kindle e degli e-reader. Lo faranno per offrire un tablet più economico e limitare il successo del Nexus 7, questa è sicuramente una ragione, ma dovranno trovare anche un modo per presentarlo e giustificarlo che non sia semplicemente “non lasciamoci sfuggire fette di mercato”.

  1. Quello di Apple il migliore (Amazon e Google non offrono granché fuori dagli USA), seppur con un ampio margine di miglioramento

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Apple introduce Podcast.app

È arrivata pochi minuti fa — in anticipo rispetto alle ipotesi — l’applicazione (per iOS) ufficiale di Apple con cui ascoltare i magnifici podcast presenti nell’iTunes Store.

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Il supporto nascosto dell’iPad agli shortcut da tastiera

C’è una cosa che mi manca quando uso l’iPad attraverso la tastiera, ed è il completo controllo dell’iPad dalla tastiera. Nel senso che affinché  l’accoppiata Origami Workstation + iPad + Apple Wireless Keyboard si traduca in un perfetto strumento di scrittura occorre che Apple abiliti gli shortcut da tastiera anche su iPad.

È scomodissimo scrivere e dover tappare (perdonate l’orribile termine) lo schermo contemporaneamente. È scomodissimo dover sollevare le mani della tastiera per andare a toccare l’iPad in modo da poter navigare fra le applicazioni — e lo è soprattutto se dovete passare più volte da un’applicazione all’altra, come a me spesso capita durante la stesura di un articolo (da iA Writer a Safari e viceversa, ripetutamente).

La cosa speravo venisse risolta in iOS 6, considerato l’alto numero di applicazioni per la creazione di contenuti a cui questo miglioramento gioverebbe (Diet Coda, una fra le tante). A dire il vero il problema è già risolvibile, per vie traverse però che ne rendono l’uso intricato e poco proponibile.

Ovvero attivando VoiceOver all’interno di Impostazioni > Generali > Accessibilità > VoiceOver, prendendo due accorgimenti in modo da renderlo meno noioso: quello di poterlo attivare e disattivare con la tripla pressione del bottone Home (cosa che si può fare in Impostazioni > Generali > Accessibilità) e disattivandone l’audio, con control + option + S — se non lo fate sappiate che vi leggerà ogni lettera scritta e ogni testo selezionato.

A questo punto, abbinando all’iPad una tastiera bluetooth, è possibile fare quello che ho sempre desiderato:

  • Control + Option + H equivale alla pressione del bottone Home, ripetere H due volte per attivare la barra multitasking
  • Ctrl + Alt + I attiva l’Item Chooser, che permette di raggiungere velocemente qualsiasi applicazione
  • Con Cmd + Shift + Tab si passa all’applicazione a destra di quella che si sta usando, con Cmd + Tab a quella a sinistra. In altre parole, si fa lo swipe
  • La pressione contemporanea delle le frecce UP e DOWN corrisponde al tocco, quindi permette ad esempio di aprire un’applicazione

Purtroppo, come avvisavo prima, l’attivazione di Voice Over rende inutilizzabile per molti altri versi l’iPad, complicando azioni che prima risultavano semplici. Questa soluzione, quindi, non è applicabile ma serve a mostrare una cosa: che un modo funzionante ed efficace di implementare gli shortcut da tastiera già esiste, serve solo che Apple lo abiliti a tutti gli utenti.

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La presentazione dell’iPad e quella del Surface

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La presentazione dell’iPad e quella del Surface

2.14 il momento migliore di tutti — Safari vs IE.

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Microsoft Surface: un nuovo modo di pensare

Horace Dediu in poche parole spiega cosa rappresenti il Surface di Microsoft: non solo un nuovo prodotto, ma anche l’ammissione che il loro modello di business nell’era post-PC non è più applicabile:

Microsoft si trova di fronte a un dilemma. Il loro modello di business basato sulla vendita di software costoso che gira su hardware economico non è più sostenibile. Il futuro è software quasi gratuito integrato in un hardware dal prezzo moderato.

Il modello di business vincente sembra essere quello di Apple. Non più una licenza costosa di Office, di un OS o di un software qualsiasi, ma la vendita diretta di un oggetto con associato, gratuitamente, il software che occorre per farla funzionare. Così come nel mercato dei PC Microsoft riuscì a imporre il suo modo di operare, oggi la stretta integrazione fra hardware, software e servizi è dovuta alla forza esercitata da Apple nel settore.

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Coda 2 e Diet Coda scontati del 50% fino a fine giornata

Nel frattempo Coda 2 è arrivato sul Mac App Store, Diet Coda sull’App Store. Entrambi, solo per la giornata di oggi, disponibili ad un prezzo scontato del 50%: 40 euro il primo (invece di 80), solo 8 euro il secondo.

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London Unfurled per iPad

Matteo Pericoli ha disegnato, dopo New York, Londra. Il libro dedicato alla città è uscito lo scorso Settembre, quel che mi era sfuggito è che di recente è uscita anche l’edizione per iPad. London Unfurled per iPad è il risultato di venti miglia di cammino lungo il Thames rappresentate su carta con inchiostro nero.

La skyline della città su iPad ha alcuni vantaggi rispetto all’edizione cartacea. Innanzitutto è arricchita dei rumori dell’ambiente, ai quali si aggiungono le narrazioni — audio o testuali — di Matteo. La navigazione è più semplice e piacevole, oltre che ovviamente interattiva (zoom sugli edifici o elenco dei landmarks).

Un bel modo di sentirsi a Londra, o in alternativa un bel modo per scoprirla — se non ci siete mai stati. London Unfurled su iPad sfrutta appieno le potenzialità dell’oggetto; viene venduta a 5,49 sull’App Store.

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Sette cose da sapere per utilizzare al meglio la tastiera dell’iPad

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Sette cose da sapere per utilizzare al meglio la tastiera dell’iPad

Dan Miller su Macworld. Alcune di queste scorciatoie/funzioni non le conoscevo, nonostante la usi tutti i giorni.

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Agli editori le applicazioni non piacciono

Le riviste sotto forma di applicazione non funzionano. Non piacciono ai lettori, che si ritrovano a dover scaricare 500 MB a copia, che sono chiusi dentro un “piccolo ecosistema” dal quale non possono portare fuori nulla, non piacciono agli editori che devono spendere diverse risorse per crearle ottenendo un ritorno economico inferiore del previsto.

Le riviste su iPad sembrano i libri su iPad prima che esistesse l’iBooks Store. Se vi ricordate, qualche editore indipendente creò delle applicazioni per i suoi libri; una per ogni libro. Non mi è mai piaciuta come idea, perché questi libri.app restavano legati all’iPad e morivano con esso — tutto quello che ci facevi, sottolinearli, conservarli, appuntarli era indissolubilmente chiuso nell’applicazione.

Le riviste su iPad sono uguali, sono chiuse e limitate, rispecchiano un vecchio modo di fare le riviste che non si avvantaggia minimamente delle opportunità che il mezzo offre. Ne parla Jason Pontin:

Il vero problema con le applicazioni è più profondo. Quando per persone leggono le news su media elettronici, si aspettano che queste posseggano le caratteristiche del Web (links), ma gli articoli nelle applicazioni non linkano per davvero. Le applicazioni sono state definitivi “giardini recintati”, e anche se a volte erano belli, erano pur sempre piccoli, soffocanti.

La loro bellezza non riesce a far accettare e giustificare i limiti. Una critica più approfondita, rivolta soprattutto alle riviste di Condé Nast ma facilmente estendibile a tutte quante, era stata scritta da David Wheeler. Entrambi, comunque, credono che il web sia il futuro. Non le applicazioni.

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Migliorare la scrittura su iPad

Daniel Hooper in un video mockup illustra come. Io ho risolto il problema abbinando sempre una tastiera bluetooth all’iPad, quando lo uso per scrivere. Tuttavia anche in questo caso dei limiti esistono; una delle mie grandi speranze è che un giorno iOS supporti gli shortcut da tastiera (es. mela + Q per consentirmi di chiudere un’applicazione, senza costringermi a spostare la mano sullo schermo per farlo)

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Intervista al creatore di iA Writer

Business Insider ha intervistato Oliver Reichenstein, il creatore di iA Writer:

Degli strumenti di scrittura migliori non ti renderanno uno scrittore migliore, ma renderanno il tuo lavoro più divertente. Ti aiuteranno ad entrare nel flusso del lavoro se sono semplici abbastanza da non farti pensare a come usarli ma a quello per cui li stai usando […] I programmi di scrittura attuali sono come dei coltellini svizzeri. […] Puoi fare con essi tutti i tipi di cose fantasiose, ma la cosa principale, la scrittura, viene persa.

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Che stylus acquisto?

The Verge ha recensito le principali stylus per iPad in circolazione. La migliore, più versatile e adatta ai diversi usi che se ne possono fare, è risultata essere la Bamboo, di Wacom (scontata a 23 euro su Amazon), la medesima che uso io e la medesima che vi consigliano gli sviluppatori di Paper. Io mi ci trovo bene, è comoda da tenere in mano e da utilizzare. Trasmette correttamente gli input, in qualsiasi angolazione, ed offre un grado di precisione soddisfacente. Detto questo, non è perfetta come non è perfetta nessuna stylus al momento esistente: è un problema legato più che altro all’iPad che alle stylus.

Subito dopo la Bamboo si colloca la Cosmonaut, adatta più che altro per il disegno o rapidi schizzi per via del suo particolare design, e la Jot Pro di Adonit, imbattibile come precisione.

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Le prossime applicazioni di iOS

Nell’undicesimo episodio di Brevi accenni, presentando Paper, raccontavo come secondo me le cose per iOS stessero iniziando a cambiare. Quello che fino a poco fa era visto come un OS adatto al solo consumo di contenuti sta diventando potente anche per la creazione degli stessi.

A quanto pare non sono l’unico a credere che l’iPad stia andando in questa direzione. Erica Ogg su GigaOm:

I think it’s these qualities that are going to provide a roadmap for more iOS apps to come that will appeal to the artsy, creative side of people, rather than the traditional consumption-oriented theme of what have so far been the most popular types of apps on Apple’s platform.

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Innovazione incrementale

Glenn Fleishman suggerisce su TidBITS che Apple affianchi ad un’innovazione radicale, vedi l’introduzione del primo iPhone, o il primo iPad, un’innovazione incrementale con la quale migliora di anno in anno, leggermente, i suoi prodotti. Questo instancabile miglioramento avviene senza la “distruzione” insita nella rivoluzione iniziale, permettendo così ai possessori dei vecchi modelli di continuare a utilizzare i loro terminali quasi come fossero nuovi, senza che vi sia l’esigenza di sostituirli.

Tutto ciò è possibile grazie alla capacità di Apple di costruire dei device “a prova di futuro”, ovvero che resistono negli anni. I computer Apple hanno sempre avuto un costo maggiore rispetto ai computer della concorrenza, tuttavia anche la loro durata è sempre stata significativamente maggiore — chi vi scrive usa un MacBook Pro Early-2008, con sopra l’ultimo OS di Apple.

Apple ti vende oggi un cellulare che è già vecchio di due anni (l’iPhone 3GS) ma è capace di supportare l’ultima versione di iOS, mentre Google permette ai suoi partner di rilasciare nuovi modelli che funzionano con versioni di Android vecchie di due o addirittura tre anni.

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Kindle e iPad: e se il Retina Display cambiasse tutto?

Possiedo un Kindle 2 (seconda generazione) da Dicembre 20091 — da prima che l’iPad arrivasse sul mercato — e lo utilizzo con soddisfazione da allora. Su questo blog ne ho parlato a lungo e in svariate occasioni nei primi mesi del 2010, spiegando perché l’iPad non lo rendesse obsoleto; al contrario, i due dispositivi potevano convivere.

E quindi? Quindi ne sono sempre meno convinto. Quello che vi dicevo nel 2010 era vero nel 2010 e lo è stato per il 2011, lo è un po’ di meno da quando esiste il Retina Display. Disclaimer: l’iPad nuovo non l’ho ancora provato ma oggi Dan Frakes, su Macworld, conferma i miei timori:

Il nuovo iPad mi ha anche fatto rinunciare al mio Kindle. Sono stato per lungo tempo un fan del Kindle, perché sentivo che quando si trattava di leggere gli ebook il testo semplicemente si vedeva meglio e con una somiglianza più prossima alla carta con la tecnologia e-ink del Kindle piuttosto che sullo schermo retroilluminato dell’iPhone o iPad. Ma il testo è così chiaro sul nuovo iPad che nelle ultime due settimane, tutte le volte che avrei in precedenza appoggiato l’iPad per andare alla ricerca del Kindle, ho preferito tenere l’iPad in mano. Questo potrebbe cambiare nel tempo, continuo ad apprezzare la semplicità e leggerezza del Kindle, ma non avverrà più perché preferisco lo schermo del Kindle per leggere testo.

I vantaggi del Kindle sono vantaggi immanenti che col tempo andranno diminuendo? Forse il Kindle ha la stessa ragione d’esistere di un iPod Touch: costa meno di un iPhone. O per usare un altro termine di paragone: pensate al Kindle nella stesso modo in cui oggi pensereste ad un iPod. È innegabile che ne vendano ancora, di iPod: a persone a cui non basta lo storage interno dell’iPhone per la propria libreria di iTunes, che vogliono un device monofunzione (= Kindle) che abbia una batteria di lunga durata (= Kindle) e che non costi troppo (= Kindle).

I vantaggi del Kindle:

  • Costo contenuto
  • Lentezza (intesa come impossibilità di fare altro e distrarsi) 2
  • Leggerezza
  • Schermo e-ink — si legge anche al sole
  • Durata della batteria

Bisogna anche considerare un altro fattore contro Kindle, che noto molti non degnano d’attenzione: pochi accetteranno di comprare due tablet. Se l’era post-PC porterà in ogni casa un tablet, sicuramente una cifra irrisoria accetterà di spendere altri soldi per un e-reader. Oggi il Kindle ha ancora un senso, per coloro che non possiedono un iPad e vogliono godere dei vantaggi degli ebook senza spendere troppo.

La mia definizione personale del Kindle era “strumento dedicato per la lettura”. Oggi, questa definizione, si restringe a “strumento dedicato per la lettura di romanzi”. Mi sto abituando sempre di più a farne a meno: leggo perlopiù su iPad, giornali e riviste. Ma non solo: libri di testo, slide e materiale universitario. Lentamente, sto marginalizzando l’utilizzo del Kindle, che diventa sempre più come un libro. È un oggetto affascinante e quasi vecchio, rispetto alla tecnologia con cui cerca di competere. Ma è forse — e dico forse perché ho dubbi a riguardo, e devo ancora giungere ad una conclusione certa — destinato a scomparire. E lo sospetta anche Amazon, vedi il Kindle Fire.

Amazon stessa non è particolarmente interessata a Kindle, che vende in perdita: è interessata ad Amazon, a vendere ebook su ogni piattaforma esistente. Kindle è per Amazon molto di più una piattaforma, un ecosistema, una strategia per il futuro piuttosto che un oggetto, un pezzo d’hardware. L’hardware è solo una componente di un sistema molto più ampio, ed importante.

I vantaggi dell’e-ink su uno schermo retroilluminato sono, per buona parte, questione d’abitudine. E mentre più persone si abituano ad usare l’iPad — o qualsiasi altro tablet — per la lettura l’interesse per l’e-ink andrà scemando. Sia chiaro: il Kindle è meraviglioso, un oggetto carino e monofunzione e per 90 euro è un ottimo acquisto. Ma un ottimo acquisto per chi?

Per un numero davvero ristretto di persone, molto inferiore rispetto a coloro che lo stanno acquistando. Per una nicchia di lettori forti, che leggono diversi libri al mese e che leggono libri lunghi, narrativa, romanzi; non saggistica. Pochi vogliono un device apposta per la lettura e questo numero si andrà restringendo col tempo, mentre gran parte della lettura che facciamo ogni giorno si sposta su iPad. L’ho già detto: studio e studieremo su iPad, le riviste confluiranno sono confluite lì e lo stesso vale i giornali. E internet, non dimentichiamocelo: anche quello è leggere. La sintesi è questa: ci stiamo abituando a leggere su LCD.

Fatte queste riflessioni, non vorrei dimenticaste le premesse: che io lo uso ancora, Kindle, e l’ho usato dal 2009, ininterrottamente. Ma è anche vero, inutile ingannarmi, che lo uso sempre meno. È anche vero che un anno fa non avrei mai letto su iPad un romanzo, ieri invece ne ho appena concluso uno. L’ho acquistato su Amazon e l’ho letto da Kindle, inteso come applicazione per iPad, non oggetto. Aveva dei vantaggi: non dovevo accendere la luce, di sera, e non dovevo portarmi dietro due oggetti.

Quindi, mi domando: questa tendenza si andrà accentuando col tempo, ovvero finirò a fare tutto con iPad, oppure Kindle nel 2014 continuerà a far parte del mio setup?

  1. Tenete presente che in Italia se ne parla con particolare insistenza dall’autunno del 2011 perché dall’autunno del 2011 hanno iniziato a venderlo da noi, ma Kindle è uno strumento vecchio: esiste dal 2007
  2. Sono convinto che col tempo la perderemo. Prendere appunti a margine, sottolineare o sfogliare rapidamente un libro: non sono cose secondarie e al momento sono limitate, per colpa della lentezza.

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