Visualizza sorgente su iPad

Un bookmarklet sviluppato da Ole Michelsen permette di visualizzare la sorgente della pagina, il codice, su iPhone ed iPad.

(via Shawn Blanc)

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L’essenza dell’iPad

The Next Web ha colto la natura profonda dell’iPad, recensendolo:

L’iPad è sempre stato progettato per sparire, per farti dimenticare che lo stai usando.

Come più volte è stato detto e ripetuto: non tanto l’hardware, non tanto le specifiche tecniche, quanto il software: è questa la cosa importante dell’iPad, che si trasforma, sparisce e si assoggetta all’utilizzo che se ne fa.

Scriveva Thomas Baekdal che “Apple non ha mai disegnato l’iPad“, ha invece realizzato la forma più semplice e possibile di un tablet. In altre parole: l’iPad è l’essenza di quello che un tablet può essere.

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Da dove proviene il cambiamento

Steve Jobs, nel 1996:

L’industria dei PC è morta. L’innovazione è praticamente cessata. Microsoft domina con pochissima innovazione. È finita. Apple ha perso. Il PC è entrato in un secolo buio e continuerà a trovarsi in un periodo buio per i prossimi dieci anni, o certamente per il resto di questa decade.

Se fossi al comando di Apple, estrarrei dal Macintosh tutto quello che c’è di valore — e poi mi terrei occupato sulla prossima grande cosa. Le guerre dei PC sono finite. Fatte. Microsoft ha vinto tanto tempo fa.

Come fa notare Coding Horror, concentrarsi sulla “next great thing” è proprio quello che ha fatto Apple non appena Steve Jobs è tornato: l’iPad e l’iPhone sono oggi le minacce principali ai computer, quelli basati su finestre, desktop e un file system visibile all’utente.

Sono questi due oggetti, lo smartphone e il tablet, la fonte principale dell’innovazione: ad avere un Retina Display non è stato un Mac, né un computer inteso nel senso tradizionale del termine. È stato un iPad.

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‘A chi ha già un iPad, consiglio di dormire sereno’

Luca Sofri ha provato il nuovo iPad, ha scritto a riguardo sette impressioni sul Post:

È un oggetto fantastico, come tutti gli iPad, senza competizione da parte di nessuno al momento. Non avessi mai avuto un tablet, me lo comprerei stasera a mezzanotte e uno. A chi ha già un iPad, consiglio di dormire sereno.

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Lo schermo dell’iPad al microscopio

Il retina display del nuovo iPad messo a confronto con quello dell’iPad 2, all’iPhone 4S e degli altri tablet in commercio.

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Riguardo al tuo vecchio iPad: sei sicuro sia necessario cambiarlo?

Other people will look up to me because I own this thing and use it frequently, which will make me very happy. When I’m at a party, for instance, I can wait for a moment when people start talking about how cool it looks from the latest advertisement. Then I can stroll over and take it out and start using it, pretending that I hadn’t heard their conversation, and I can look up casually and wink at them. They’re sure to be impressed. — “Buying this thing will make me happy“, McSweeney’s.

Dopo una lunga riflessione e svariati tentennamenti, ho deciso di non comprare il nuovo iPad. La ragione è che l’iPad che possiedo, il primo, è ancora piuttosto soddisfacente per l’uso che ne faccio, ovvero:

  • Navigare in Internet
  • Inviare mail
  • Leggere riviste
  • Scrivere (blogging e appunti universitari)

Non penso che un aggiornamento dell’hardware mi porterebbe un significativo vantaggio nello svolgimento di queste azioni. La scrittura avviene con iA Writer, applicazione leggera e molto semplice. Un Retina Display renderebbe la lettura e la navigazione in rete più piacevole, ma credo di poter resistere ancora con i vecchi pixel senza soffrire troppo — almeno fino a quando non avrò visto dal vivo un nuovo iPad; allora sarò più cosciente di quel che mi perdo.

La cosa probabilmente meno gradevole è la navigazione in rete, che sempre più spesso trovo frustrante. La RAM interna al primo iPad è poca, così poca che spesso Safari ricarica le tab aperte anche quando queste sono un numero esiguo (due sono sufficienti, a volte). Spero vivamente che abbiano risolto il problema nel nuovo iPad.

Restando al mio attuale, vecchio e primo iPad, confido che le applicazioni di cui faccio uso — come ho detto sopra, applicazioni molto leggere e semplici — non si appesantiscano e non diventino lente a causa del nuovo arrivo. Se questo non accadrà, non vedo ragione di passare al nuovo modello. Nerd Gap è dello stesso parere, ovvero che un oggetto vada rimpiazzato quando non soddisfa più le nostre esigenze e non, al contrario, quando una nuova versione dello stesso viene rilasciata.

Il nostro desiderio di sostituire l’oggetto posseduto con la nuova versione dello stesso è così alto da spingerci, a volte, a desiderare che il vecchio si rompa, in modo da fornirci una giustificazione all’acquisto. Ne parlò alcuni mesi fa l’Atlantic con l’articolo “Replacement Therapy“. Immaginate che Apple vi dica, domani, di aver fatto un iPhone che dura 20 anni: chi, sinceramente, lo desidererebbe?

Cambiare strumento — sia esso hardware o software — comporta una fatica, non solo economica. Come giustamente il sito Last Years Model fa notare, occorre capire come il nuovo oggetto funziona e riorganizzare il proprio lavoro attorno ad esso, adottando la nuova maniera di fare le cose. Questo non è sicuramente il caso dell’iPad, che non ci obbliga ad una riorganizzazione, ma una riflessione più generale: troppo spesso abbandoniamo software perfettamente validi in favore di altri, solo perché un’alternativa nuova e luccicante si è affacciata sul panorama.

Sono stato il primo a sostituire l’iPhone 3GS con un iPhone 4, perché i vantaggi erano tali — batteria in primis, fotocamera e schermo in secondo luogo — da indurmi all’acquisto. Ma non credo cambierò l’iPad, perché tutto sommato il mio adempie ancora bene al ruolo che gli ho assegnato, ovvero quello di strumento di scrittura e lettura. Non che il nuovo non sia significativamente migliore, quanto piuttosto che io non abbia davvero bisogno di quei miglioramenti. Senza dimenticare che, come ho detto svariate volte, la parte più importante del dispositivo, la sua anima, quello che lo rende piacevole, è il software. Non è il caso di cambiare hardware, fino a quando il software rimarrà potente in ugual modo 1.

Insomma, comprare il nuovo iPad non mi renderebbe più felice. Né porterebbe dei significativi vantaggi al modo in cui lo uso. Quindi mi tengo il mio, quello vecchio, che è ancora molto bello e utile. Inoltre, vuoi mettere la soddisfazione di possedere un oggetto vintage?

  1. Probabilmente quando verrà rilasciato iOS 6 ci saranno delle limitazioni, a causa della RAM inferiore del primo modello rispetto all’ultimo, che inibiranno certe funzioni e miglioramenti di cui il nuovo iPad potrà avvantaggiarsi.

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Dove ci porterà l’iPad

Kyle Baxter, parlando del nuovo iPad:

L’iPad sta velocemente diventando l’unico computer di cui necessitano molte persone, con un’esperienza d’utilizzo che si rivelerà molto migliore di quella che hanno avuto con il PC. Questo coso grande quanto un quaderno, dal peso di 652 grammi che puoi portare con te ovunque, in ogni momento, scriverci, creare arte, scattare e modificare foto e video, o fare musica. Non devi preoccuparti di driver o virus, deframmentazioni dell’hard disk o niente di tutte le cazzate da computer a cui dovevi pensare prima. Tutto quello che devi fare è creare. O semplicemente guardare un film.

È questo device che non è un computer nel senso tradizionale del termine, perché il modo in cui l’approcci e la sua facilità semplicemente non sembrano quelli di un computer. Sembra più vicino a qualcosa di tangibile e reale.

Non solo l’iPad: come Patrick Rhone ha notato in un suo recente viaggio, anche l’iPhone sta diventano il computer più piccolo, ubiquo e soddisfacente a nostra disposizione.

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L’iPad come l’iPod: imbattibile

L’opinione di Farhad Manjoo, espressa su Slate, è che l’iPad sia imbattibile, su tutti i fronti, soprattutto sul prezzo. Come spesso gli analisti ci hanno ricordato, al momento non esiste un mercato dei tablet: esiste solamente un mercato dell’iPad1. Il 2010 è stato l’anno dell’iPad, lo stesso è valso per il 2011 e, senza troppi dubbi, varrà per il 2012: secondo Manjoo, è giusto che sia così. Le alternative non sono semplicemente all’altezza dell’iPad, che Apple migliora leggermente di anno in anno; più potente, meno costoso e sempre, in definitiva, superiore agli altri in commercio.

L’ipotesi è che non vada a finire come nel settore degli smartphone, con Apple posizionata molto bene ma con la concorrenza che riesce comunque a sua volta ad ottenere ampie fette del mercato, ma che si ripeta invece la storia dell’iPod:

È il “modello iPod”. In questo modello, Apple comincia rilasciando un nuovo prodotto. Poi, mentre i rivali faticano a cercare una risposta, Apple incessantemente rilascia una versione leggermente migliore ogni anno, ogni volta restando irraggiungibile per la concorrenza. Nel frattempo abbassa i prezzi e espande la propria linea, rendendo i suoi dispositivi accessibili ad un mercato più ampio. Per concludere, trova il modo di consolidare la propria posizione attraverso il lock-in.

Nel 2011, dieci anni dopo la sua introduzione, l’iPod continua ad avere il 78% del market-share degli mp3 player in commercio.

  1. Che si assesta al 60% di tutti i tablet in un mercato dominato, per il resto, da Kindle e Nook: due device venduti in perdita

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Cose non troppo risapute sul nuovo iPad

La RAM è di 1 GB, ovvero il doppio dell’iPad 2.

Non è una rivoluzione ma una evoluzione che consolida gli equilibri sconvolti due anni fa con l’introduzione di questa nuova categoria di dispositivi.

Che la batteria duri ancora dieci ore, lo schermo sia significativamente migliore e il prezzo lo stesso è un’evoluzione da non sottovalutare. Un’evoluzione maggiore, non piccola.

Che la batteria duri ancora 10 ore è magnifico (e non è cosa da poco). Per riuscirci, è stato necessario quasi raddoppiarla (da 25 Wh a 42 Wh). Se mi avessero costretto a caricare l’iPad con la stessa frequenza con cui carico l’iPhone ne sarei rimasto davvero scontento.

Il nuovo iPad è dotato di Bluetooth 4.0, come l’iPhone 4S. I vantaggi di bluetooth 4.0 rispetto alla versione precedente sono significativi.

È un vero peccato che la fotocamera sia stata migliorata. Più la fotocamera migliora più la gente la utilizza. Non voglio vivere in un mondo che fa foto con un coso grande quanto un vassoio.

Anche l’iPad potrà generare un hotspot personale, come l’iPhone. Per ragioni oscure la funzione è limitata solo al nuovo iPad.

Il limite di download dall’App Store sotto rete mobile è stato alzato a 50 MB. Per la ragione risaputa che a causa del Retina Display le applicazioni ora peseranno molto di più — soprattutto quelle universal.

Sempre a causa del Retina Display, riviste come il The New Yorker avranno l’improponibile peso di 800 MB a copia se non cambiano.

L’iPod si è sempre chiamato iPod e basta, senza un numero alla fine. Lo stesso per gli altri prodotti, siano iMac o MacBook Pro. Togliere la cifra dopo la parola iPad sembra una buona idea.

Se dovete esser delusi di qualcosa siatelo dello slogan. Risoluzionario. Ma che è?

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iPad 3: una delusione

Il primo iPad venne definito deludente e classificato come “iPod Touch ingigantito”, il secondo a sua volta deluse perché, suvvia, che aveva poi di particolarmente diverso dal primo? E, per cambiare categoria: ve li ricordate gli articoli dopo il lancio dell’iPhone 4S, vero? Deludente, ovvio.

Credete davvero che questa volta sarà diverso? Come dice Marco, prepariamoci a sentir parlare e leggere per giorni e giorni di delusione:

Posso garantirvelo: l’iPad 3 verrà considerato deludente da molti commentatori, analisti e chiunque guadagni soldi dalle pagine viste.

Poi Apple ne venderà 40 milioni (iPad 2), ma è ovvio che un iPad 3 che si differenzia dal primo solo per un misero Retina Display e leggeri, insignificanti, miglioramenti — quali un nuovo processore — sia deludente e insignificante. Terribilmente, deludente.

Però una cosa nuova c’è: la gente questa volta è in anticipo. Infatti, ancora prima che venga lanciato, ha già iniziato a lamentarsene.

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La parvenza di un declino

Il New York Times:

Nel 2011, i PC venduti superavano i tablet venduti di quasi sei a uno. […] Questo è un cambiamento significativo dal 2010, il primo anno dell’iPad sul mercato, quando i PC venduti sorpassavano i tablet venduti di 20 a uno.

Horade Dediu stima che i tablet supereranno i PC entro fine 2013. Non fra sei o sette anni, fra meno di due.

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Quando iPhone, iPad e Mac improvvisano un concerto

Sei in casa, seduto alla tua scrivania, stai usando il MacBook Pro. Vicino al MacBook Pro c’è anche il tuo iPad e il tuo iPhone. Ricevi un nuovo tweet, una nuova mail, una nuova notifica per farla breve: tutti e tre improvvisamente si accendono, suonano, ti disturbano simultaneamente. Un concerto di bip all’improvviso, un bombardamento inaspettato: ti guardi in giro, agitato, indeciso a chi dare attenzione.

Mr. Wills ne ha parlato in Un paio di cose che vorrei Apple avesse fatto meglio, sperando che il problema venga presto eliminato. La soluzione potrebbe essere che i device si rendano conto quando sono in prossimità e si disattivino automaticamente, che capiscano quando servono e quando, invece, sono superflui. Dunque un iPhone collegato al WiFi di casa e a distanza di pochi metri dal Mac potrebbe diventare silenzioso, a seconda della preferenza dell’utente. Lo stesso per un iPad.

Con iCloud Apple sta rendendo l’informazione ubiqua, scrive Mr. Wills. Questo è generalmente un bene, ma iCloud dovrebbe essere in grado di gestire meglio le notifiche. Fornendole solo a uno dei tanti dispositivi che possiedo (quello che sto utilizzando) e sincronizzandole, in modo che passando da un iPhone a un iPad non venga nuovamente avvisato delle medesime cose.

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iPad 3: dati di fatto

Lo schermo avrà una densità dei pixel così elevata da far sì che il mondo reale vi appaia, a confronto, a bassa definizione. Lo dicono, questo ed altro, quelli di The Joy of Tech.

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L’iPad e Windows 8, a confronto

Video

L’iPad e Windows 8, a confronto

Joshua Topolsky mostra in questo video le differenze fra iOS e Windows 8, nel dettaglio. Alcune idee di Microsoft sono molto buone, per esempio l’escamotage che ha ideato per visualizzare, nella stessa schermata, contemporaneamente, due applicazioni: una occupa un terzo dello schermo, l’altra due terzi 1.

Tutto molto bello, comunque, se non altro fino al nono minuto quando avviene la tragedia e la vera (e terrificante) natura dell’OS viene rivelata.

  1. Una soluzione che assomiglia al pannello laterale di mail.app, per intenderci

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L’iPad come macchina per scrivere

Negli ultimi due anni ho smesso di portare il computer con me, “on the road”, quando mi assento da casa per brevi periodi, sostituendolo con un iPad — grazie al quale riesco a tenere aggiornato questo blog anche durante i viaggi.

La mia “scrivania mobile” include un iPad, iA Writer come applicazione prescelta per la scrittura e una tastiera wireless, quella di Apple. Nell’ultimo mese ho aggiunto l’Origami Workstation, che quando non è in uso si improvvisa una custodia per la tastiera, quando è invece aperta permette di reggere l’iPad (e la tastiera) in un’angolazione ottimale per la stesura di testi — creando una storta di latop. Questa piccola aggiunta, nella sua semplicità, ha reso la scrittura così piacevole che a volte mi ritrovo ad utilizzare questo “setup” anche in casa.

L’unione di Origami Workstation + iPad + iA Writer + keyboard wireless si traduce in uno strumento ideale per la scrittura, senza le distrazioni che offre il MacBook Pro. Purtroppo, l’assenza di un programma decente per la gestione di wordpress rende difficile la parte finale, quella della pubblicazione. Se non fosse per questa mancanza, sarebbe perfetto.

L’Origami Workstation costa 30 euro, la si trova all’Apple Store sia online che retail. Trasforma il vostro iPad in una macchina da scrivere, essenziale e piacevole.

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Qualcosa coincide

La linea rossa rappresenta l’andamento delle vendite di computer per Apple, se per “computer” si considerano non solo i Mac ma anche gli iPad.

(il grafico è di Chris Whitmore, analista della Deutsche Bank)

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Forse prenderò una tastiera

David Chartier racconta un momento di era Post-PC da lui vissuto durante il giorno di Natale, incontrando la figlia di un parente:

Annette è all’ultimo anno di scuola superiore e noleggia la maggior parte dei suoi libri con un paio di applicazioni per iPad. Se un libro non è disponibile per il noleggio, lo compra attraverso il Kindle store o l’iBook store. Inoltre lo usa per scrivere, Annette adopera una stylus per prendere tutti suoi appunti in classe perché non è soddisfatta del modo di scrittura con le dita.

Annette mi ha detto che non sente per nulla la mancanza di un notebook. Non vede l’ora di andare al college e non crede che nel suo futuro ci sia un notebook. “Se alla fine al College avrò bisogno di scrivere più di quanto faccia ora”, mi ha detto Annette, “potrei forse comprarmi una tastiera wireless”.

Forse.

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Una lamentela sul web mobile

C’è una cosa che mi fa impazzire che prima succedeva con l’iPhone, e che odiavo, e che ora succede sempre più di frequente anche con l’iPad. Accade mentre sto navigando in rete, e succede questo: che un sito che visito abbia avuto la (a suo dire) brillante trovata di creare un layout apposito per i dispositivi mobili, un layout che offre un sito castrato rispetto all’originale, con circa il 50% dei contenuti.

La cosa che più detesto è che molti di questi siti nemmeno offrono un’opzione per tornare alla versione originale, e loro stessi decidono al posto mio che è meglio che mi sorbisca la loro versione ‘mobile’.

Occorre che lo si spieghi, chiaramente: un conto è ottimizzare un sito, un altro è cambiarlo radicalmente. A meno che voi non siate un servizio web, il vostro sito non ha bisogno di una web app: ha bisogno di un’ottimizzazione, punto.

Ha bisogno di un layout che si adatti allo schermo, di un font che cambi a seconda delle dimensioni dello stesso e di piccoli lievi accorgimenti, quasi inavvertibili dall’utente finale, che rendano la lettura e navigazione piacevole senza stravolgerla. L’esperienza d’uso di un sito deve essere continua e non cambiare radicalmente a seconda del dispositivo che prendo in mano.

Mi pare ci sia un po’ di confusione per quanto riguarda il web ‘mobile’, mi pare soprattutto che molti si buttino nella creazione di web app solo perché è di moda, senza aumentare l’usabilità (dovrebbe essere questo, lo scopo) ma ottenendo l’effetto contrario. Le web app, ripeto, sono ‘app’. Non sono siti, non vanno bene se il vostro è un blog, un giornale, o uno store. Vanno bene se è un servizio.

Non meno rilevante, che senso ha offrire un quantitativo drasticamente ridotto dei contenuti che trovo sul sito originale? Che senso ha la versione mobile di Amazon, molto meno ricca dello store normale? O quella del Corriere, oltretutto a pagamento? (non sono contrario a far pagare i quotidiani, mi sembra però quantomeno stupido far pagare un giornale solo se consultato attraverso lo smartphone). C’è una ragione, io credo, se Apple non ha cambiato il layout del suo sito, e nemmeno giornali quali New York Times o New Yorker l’hanno fatto.

Se questa cosa posso anche tollerarla dall’iPhone, vi prego almeno di trattenervi dall’applicarla all’iPad: l’iPad non è uno smartphone, l’iPad va trattato come un latop, il suo browser fa tutto quello che fa il browser di un normale computer, è sufficientemente grande da gestire qualsiasi layout. Come di recente ha detto Dave Winer:

I designer hanno bisogno di sentire quanto segue, forte e chiaro: il browser dell’iPad ha piena capacità. Non ha bisogno di essere trattato differentemente. Semplicemente mantenete quello che funziona sui desktop.

La vostra web app non mi è utile e non mi spinge ad ammirarvi. Mi ricorda invece quei webmaster che mettevano flash nei siti solo per fare vedere quanto erano bravi, o l’uso eccessivo e senza alcun senso di ajax solo per dimostrare quello che si è in grado di fare, solo per colpire l’utente con effetti stravaganti che non servono a nulla. Se non a farlo andare via, l’utente.

Non siamo più negli anni ’90, gli smartphone hanno un browser valido come quello dei computer. Iniziate a trattarli seriamente e smettetela di giocarci.

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Writer, iCloud e il futuro della sincronizzazione su iOS

L’ottimo Writer per iPad (e Mac) verrà a breve aggiornato con il supporto ad iCloud; ne hanno dato l’annuncio gli sviluppatori su Twitter. Di Writer vi parlai positivamente per la prima volta nel Settembre dello scorso anno, quando uscì: da allora è il mio editor di testi su iPad. In questi giorni prima che venga rilasciato l’update c’è uno sconto: la versione per iPad viene venduta a 0.79, quella per Mac a soli 3.99 (circa il 79% in meno del prezzo usuale). Fossi in voi, se già non vi avessi convinto in passato, ne approfitterei.

Writer sarà probabilmente una delle prime applicazioni per Mac a supportare iCloud. Io credo che in un futuro tutte le applicazioni per iPad, iPhone e Mac abbandoneranno Dropbox a favore di iCloud, o se non altro offriranno una scelta fra i due. iCloud infatti è maggiormente integrato del primo: adottandolo si più sicuri, rispetto a Dropbox, che tutte le persone abbiano un account per utilizzarlo.

Insomma, Steve Jobs probabilmente aveva ragione quando diceva loro ‘siete una features, non un prodotto‘. Dropbox è uno strumento utile che continuerà ad essere adoperato per archiviare file in rete – anche se c’è chi, come Forbes, ne ha già ipotizzata l’imminente morte – ma l’uso che se ne fa attualmente, sincronizzare i dati delle applicazioni fra diversi device, probabilmente verrà pian piano abbandonato a favore di una soluzione più semplice e integrata nell’OS. iCloud, appunto.

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Come Microsoft preferì mantenere lo ‘status quo’ invece che provare a cambiare le cose

La storia raccontata da CNET su come Microsoft avrebbe ucciso il Courier – un tablet che aveva tutte le potenzialità per dare del filo da torcere all’iPad – è abbastanza esplicativa di quelli che sono i problemi di Microsoft attualmente.

Un primo è Ballmer, che non seppe vedere le potenzialità dell’oggetto ma pensando solo al lato business decise – con l’appoggio di Bill Gates – di eliminarlo. Lo sviluppo del Courier venne sospeso anche perché era un prodotto che non rientrava né nella categoria di Windows né in quella di Office, dice una fonte interna all’azienda. E siccome Windows e Office rappresentano il core business di Microsoft, i due prodotti su cui bisogna concentrare le energie, il Courier non venne ritenuto che un’inutile distrazione.

Un secondo, collegato al primo, è l’incapacità di lasciarsi alle spalle Windows e la volontà, sempre dettata da ragioni economiche, di adottare Windows anche in situazioni in cui una soluzione alternativa sarebbe migliore. La volontà, in altre parole, di prolungare la durata dell’era PC a discapito di quella ‘post-PC’. Era, la prima, in cui Microsoft ha una posizione dominante e che dunque ha tutto l’interesse a tenere in vita.

Apple non si è fatta problemi a lanciare l’iPad, un prodotto che erode il mercato dei computer, rivoluziona il settore e potrebbe, in futuro, togliere potenziali utenti al Macintosh. Potrebbe, in un futuro, cambiare radicalmente lo stato delle cose. Microsoft ha preferito uccidere un prodotto innovativo per difendere Windows.

Se devo dirlo, è un vero peccato. Perché il Courier non solo è stato interrotto ad una fase avanzata di sviluppo – non era semplicemente un’idea ma già un prototipo quando venne cancellato – ma aveva anche tutte le carte in regola per diventare qualcosa di interessante. In un periodo in cui siamo abituati a vedere cloni di iPad ovunque, annoiati da una concorrenza monotona e piatta incapace di portare nuova linfa nel settore, il Courier avrebbe potuto rappresentare un degno concorrente dell’iPad ma, soprattutto, qualcosa di diverso.

Lo dico, avrebbe potuto avere successo. Proprio perché non era l’iPad, ma altro. L’iPad, l’abbiamo detto tante volte, è un oggetto dedicato al consumo di contenuti. E siccome i tablet nati dopo l’iPad non fanno che imitare le caratteristiche dell’iPad, attualmente non esistono in commercio che tablet dedicati al consumo di contenuti. Il Courier, invece, era un oggetto focalizzato sulla creazione di contenuti. Era pensato come un set di strumenti creativi con i quali gli architetti potessero iniziare a buttar giù i loro progetti, o gli autori a scrivere i documenti.

Il Courier era stato immaginato come uno strumento per creare, non per consumare. E forse è per questo che una delle persone che ci lavorava disse, riguardo all’iPad: ‘Non ne eravamo spaventati, stavamo facendo qualcosa di diverso’. Aveva ragione. Non era di Apple che avrebbero dovuto preoccuparsi, ma di Microsoft stessa.

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