Uber ha acquistato Otto

Uber ha acquistato Otto, un’azienda che si occupa di camion che si guidano da soli, fondata da Anthony Levandowski, una delle prime persone a lavorare alla macchina che si guida da sola di Google.

Da un’intervista di alcuni mesi fa, a Anthony:

Trucks are unsexy, and that’s why we’re doing it. It is old technology, and a huge market with a lot of deep issues around cost. But first and foremost, there’s a big societal component. Trucks cover 5.6% of all highway miles but cause 9.5% of all fatalities, and about half of truckers are away from home 200 nights a year, sleeping in parking lots and rest areas.

Because of federal regulations, a truck can only drive 11 hours a day today with a single driver. After 10 hours, the accident rate goes exponentially higher. If we can make it drive safely 24/7, more than doubling its capacity and utilization, that’s a very strong financial argument.

I camion che si guidano da soli, per il trasporto merci, sono più prossimi rispetto alla macchina che si guida da sola. Come vantaggio, hanno che devono spostarsi soprattutto in strade larghe e prive dei pedoni e degli ostacoli di cui le città sono pieni — più facili da mappare, quindi, e con meno variabili.

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Sulle cuffie bluetooth

Alcuni mesi fa sono passato a delle cuffie bluetooth, perché:

  • Ho cambiato le ultime tre paia di cuffie per colpa del cavo. Tolto il cavo, erano perfettamente funzionanti.
  • Sono semplicemente più comode — non solo in palestra o mentre si corre, ma anche solo mentre si cammina o si sta statici davanti al computer. E i cavi sono sempre fastidiosi: meno ce ne sono da snodare meglio è.
  • Non sono un audiofilo; la qualità dell’audio mi sembra — per le necessità che ho io — sufficiente. A dire il vero, non ho notato un cambiamento.

Ma non è tutto così bello come potrebbe sembrare, ci sono aspetti che rimpiango delle cuffie con cavo:

  • La facilità di connessione. Per passare dal Mac all’iPhone (o viceversa) devo tenere premuto un bottone sul lato sinistro della cuffia per alcuni secondi, per poi abbinarle manualmente al device desiderato. A volte il device non le trova, e si perdono minuti per un’azione che richiede istanti con le cuffie con cavo.
  • L’assenza di una batteria. Mi è successo di dimenticare di controllare lo stato della batteria, e ritrovarmi così senza cuffie. Le cuffie bluetooth sono un’altra cosa che bisogna ricordarsi di ricaricare 1.

Pare che il prossimo iPhone non avrà il connettore jack, richiedendo così o delle cuffie bluetooth o dotate di un’uscita speciale, lightning (un’opzione che mi pare molto inelegante: manterrebbero il cavo e sarebbero incompatibili con il Mac, se non con adattatore). Ovviamente Apple avrà considerato i problemi da me sopra elencati (più molti altri), e confido abbiano trovato una soluzione — soprattutto nel rendere più immediato e facile abbinare delle cuffie bluetooth ad iOS, e spostarsi da un device all’altro.

Per quanto riguarda la motivazione dietro la rimozione del connettore jack — Jason Snell ha provato a trovarne alcune, ma nessuna al momento, né individuata da lui, né da altri, sembra sufficientemente valida:

It’s a very old standard, so it’s time to kill it. What is this, “Logan’s Run”? The age of something isn’t reason enough to kill it. A lot of aging standards are way past their sell-by date, and they deserve to be eliminated or replaced. But others stand the test of time and aren’t replaced because there’s no benefit in replacing them. The headphone jack seems to fall in the latter category.

Eventually the pain of transition will go away. That’s the great thing about transitions—they tend to end. This, too, shall pass. The problem is, the headphone jack doesn’t seem to be going away from any other part of the world. If Apple makes this change, people who have to connect to those other devices will probably not be making a transition—they’ll just be carrying an adapter with them for the foreseeable future.

Or to put it another way, Apple sells a Lightning to VGA adapter and a USB-C to VGA adapter. VGA! Still out there! Can’t be killed! I don’t miss the VGA port on my Mac, but anytime a worldwide connection standard is eliminated without a new standard coming right behind to replace it, you’re left carrying an adapter in your pocket forever.

  1. Le apprezzerei molto di più se si ricaricassero wireless

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iOS 10 permette di cancellare le applicazioni di Apple

E se le cancellate dall’iPhone svaniscono anche dall’Apple Watch. Un saluto da parte mia a: Stocks, Compass, Podcasts, Tips, Weather e Calculator.

💃

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iMessageAnalyzer: un’utility per analizzare i propri messaggi di iMessage

Applicazione

iMessageAnalyzer: un’utility per analizzare i propri messaggi di iMessage

È gratuita, e si scarica da GitHub. Potete realizzare grafici con la frequenza dei messaggi scambiati con una persona, paragonandoli per esempio all’interità dei messaggi scambiati in un giorno o semplicemente visualizzando com’è variata quantitativamente l’intensità di una conversazione/relazione nel tempo.

Non so a che possa in realtà servire, se non agli ossessionati fra noi del quantified self (alzo la mano).

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Navigare sul web nel 2016

Da un tweet di @gordypls:

  1. Apri sito
  2. Rifiuta richiesta di iscrizione a newsletter
  3. Chiudi e accetta l’informativa sull’uso dei cookie
  4. Blocca la richiesta di invio notifiche
  5. Blocca la richiesta di geolocalizzazione
  6. Rinuncia

Se avete un ad-blocker installato, c’è anche un altro passo da compiere per quei fantastici siti come Wired (questo è l’unico avviso che potreste, un giorno, trovare su Bicycle Mind).

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La narrativa di Apple non funziona più?

Wall Street giudica le aziende in base alle storie che queste si fabbricano; i profitti valgono ma fino a un certo punto, altrimenti non si spiegherebbe come sia possibile la quotazione di Amazon (che ha profitti bassissimi) o il fatto che AAPL, l’azienda che nell’ultimo trimestre fiscale ha registrato 18,4 miliardi di dollari di profitti (ovvero, il profitto più grande che un’azienda abbia mai registrato in un trimestre), sia in discesa. Nello stesso trimestre Google (Alphabet, okay…), che ha superato ieri Apple in borsa diventato la società con più capitalizzazione di mercato al mondo, ha registrato $17.3 miliardi di dollari.

Secondo Neil Cybart, la storia che Apple racconta agli investitori non funziona più. Apple è sempre stata giudicata per numero di device venduti, ma il numero di device venduti ha (forse, probabilmente) raggiunto un picco: ne hanno venduti così tanti che sarà difficile venderne di più. Apple stessa ha detto che si aspetta un declino delle vendite, per la prima volta in 13 anni. Crescere, però, è anche il parametro più importante secondo Wall Street.

Per questa ragione, Apple deve trovare una narrativa che non sia più basata sul numero di device venduti, ma su un altro valore che rassicuri gli investitori e dimostri che l’azienda sta crescendo. Cybart suggerisce di sfruttare come metrica la “user base”, quell’enorme numero di utenti fedeli che periodicamente, perché soddisfatti della qualità dei prodotti Apple, aggiornano il loro iPhone, iPad o Mac acquistandone un modello nuovo:

Apple disclosed there are one billion devices that have engaged with Apple services over the past 90 days. In addition, management introduced a new services revenue total called Installed Base Related Purchases, which reflects the total amount spent on content and services in the Apple ecosystem, including the revenue remitted to third-party app developers and certain digital content owners. Exhibit 2 highlights management’s first attempt at forming a new Apple narrative that moves beyond hardware unit sales.  […]

Apple’s strength is hardware, and a long-term narrative should include hardware in some respect. Considering that Apple’s mission statement revolves around coming up with new products, hardware is very important. Instead of focusing on hardware unit sales growth, Apple could look at adoption rates within its user base as a metric to monitor. If there is evidence that a new hardware product, such as Apple Watch, is seeing steady adoption within the Apple user base, the takeaway could be that Apple is succeeding with its mission statement. This metric would also go a long way in validating Apple relevancy and user loyalty.

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Apple aprirà il primo centro di sviluppo app iOS d’Europa in Italia, a Napoli

Dal comunicato stampa:

Apple ha annunciato oggi la creazione in Italia del primo Centro di Sviluppo App iOS d’Europa, per fornire agli studenti competenze pratiche e formazione sullo sviluppo di app iOS per l’ecosistema di app più innovativo e vivace al mondo.

Il Centro di Sviluppo App iOS, sarà situato in un’ istituzione partner a Napoli, sosterrà gli insegnanti e fornirà un indirizzo specialistico preparando migliaia di futuri sviluppatori a far parte della fiorente comunità di sviluppatori Apple. Inoltre, Apple lavorerà con partner in tutta Italia che forniscono formazione per sviluppatori per completare questo curriculum e creare ulteriori opportunità per gli studenti. Apple prevede di ampliare questo programma estendendolo ad altri paesi a livello mondiale.

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iOS ha superato Windows

È successo lo scorso anno, come mostra questo grafico di Horace Dediu.

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iOS 9.3 con Night Shift (e altro)

L’imminente update di iOS (9.3), la cui beta è stata distribuita questa mattina agli sviluppatori, porta con sé novità considerevoli, che Apple ha deciso di evidenziare in un’apposita pagina.

Innanzitutto — ed è ciò che personalmente attendo maggiormente —, un Night Mode alla f.lux che rende il display dell’iPhone o iPad meno fastidioso di notte:

Many studies have shown that exposure to bright blue light in the evening can affect your circadian rhythms and make it harder to fall asleep. Night Shift uses your iOS device’s clock and geolocation to determine when it’s sunset in your location. Then it automatically shifts the colors in your display to the warmer end of the spectrum, making it easier on your eyes. In the morning, it returns the display to its regular settings. Pleasant dreams.

Poi, un’applicazione Health con grafici più interessanti:

It’s simpler than ever to find third-party apps to track your health and wellness. Categories such as Weight, Workouts, and Sleep have a new slider menu that reveals great apps you can easily add to your Health dashboard.2 The Health app also now displays your move, exercise, and stand data, as well as your goals, from Apple Watch. So you can see all your health metrics in one place and easily share your data with third‑party apps.

E, per finire, una feature per ora riservata a scuole: gestione di utenti multipli sullo stesso iPad. Al momento Apple considera questa una funzione utile solo al settore educativo, in realtà non è raro che l’iPad venga condiviso in famiglia da più membri: sarebbe davvero bello vedere questa features arrivare su iOS per tutti.

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Buon Natale

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Swift nel browser

IBM:

The IBM Swift Sandbox is an interactive website that lets you write Swift code and execute it in a server environment – on top of Linux! Each sandbox runs on IBM Cloud in a Docker container. In addition, both the latest versions of Swift and its standard library are available for you to use.

Grazie ad IBM, potete giocare con Swift nel browser.

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La fotocamera dell’iPhone 6s in Svizzera

Per recensire la fotocamera dell’iPhone 6 lo scorso anno Austin Mann andò in Islanda; quest’anno, per l’iPhone 6s (Plus) ha scelto la Svizzera.

Lo scopo della foto-recensione di Austin è vedere come l’iPhone si comporta come fotocamera da tutti i giorni, sempre disponibile. Austin è rimasto particolarmente colpito — come fotografo — dall’ottima stabilizzazione dei video e dalla resistenza all’acqua che lo rende ancora più versatile.

Water resistance is huge for any photographer, but especially pros, as we explore the unknown and capture the world around us. We were drizzled on/snowed on in Switzerland while shooting our time-lapse multiple times, and I’ve lost an iPhone to a torrential downpour while on a shoot in the past. This capacity for our gear to withstand the elements is a major innovation for photographers and filmmakers.

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Nascondere la barra dei menù

El Capitan permette di avere la barra dei menù a comparsa. Un po’ come si può fare per il dock da tempo, se l’opzione è attiva (da Preferenze di sistema > Generali) la barra dei menù — prima di El Capitan sempre visibile — appare e scompare da sola, a seconda della necessità.

Ben Brooks ne sta facendo uso sul suo Mac, e apprezza molto il suo nuovo desktop iper-minimalista:

Hiding the menubar makes looking at the menubar a conscious decision and therefore I can add the clock back in. I have to not only look at the menubar, but move my mouse to the menubar to see anything. And that is great for productivity, because it is more challenging than just glancing.

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Il nuovo iPhone è resistente all’acqua

Come vari video dimostrano, in confronto a tutti gli iPhone che lo hanno preceduto, il 6s è piuttosto resistente all’acqua: Apple è rimasta silente a riguardo, nessuna menzione sul sito né al keynote di lancio —, ma anche l’ispezione di iFixit ha rivelato nei componenti interni le misure adottate da Apple contro l’acqua:

The logic board brought a bigger surprise. Every cable connector on the board—from the battery and display, to the Lightning port and buttons—is surrounded by what appears to be a tiny silicone seal. Those little connectors are the most vulnerable bits of the device—quick to short out and corrode during unplanned aquatic excursions. Apple filed a patent for waterproof silicone seals on board-to-board connectors just this past March. It appears this is one patent they’ve rapidly put into production.

Normalmente un device viene reso impermeabile esternamente, sigillando le sue parti. Questa pratica però rende difficile qualsiasi riparazione successiva; Apple quindi — che potrebbe aver reso gli iPhone impermeabili anche in vista della quantità di device che fra un anno gli tornerà indietro, e dovrà immettere sul mercato dell’usato — lo ha reso impermeabile internamente, in particolare ha reso la scheda logica resistente all’acqua.

Scrive Wired:

Conventional wisdom leans on the brute-force method of coating a device’s case to keep the water out. “That’s what we were looking for,” says Suovanen. “We started looking at the case, the headphone jack, the Lightning port, to see if they did anything to keep water out.” Aside from a thin adhesive strip, though, nothing about the iPhone 6s exterior stood out as substantively different from the iPhone 6.

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Il MacBook Air uscirà di scena?

The Verge:

Either the Air is destined for a future overhaul and its first redesign in five years or it has no future at all. There’s not enough room in Apple’s lineup for a MacBook, a MacBook Air, and a MacBook Pro — the MacBook is Apple’s ultraportable machine of the future and the MacBook Pro is the do-it-all laptop of today. The MacBook Air’s position seems tenuous already, and if the alleged iPad Pro does indeed materialize, then we may as well bid adieu to the Air entirely.

Fino a poco fa avrei consigliato l’Air come laptop da acquistare, tant’è che è il laptop che io stesso uso, oggi al contrario sarei più dubbioso a riguardo: mi sembra chiaro che i MacBook sono il nuovo laptop ultraportatile, e i MacBook Pro il laptop potente e comunque leggeri abbastanza al punto da non giustificare (più) l’esistenza dell’Air.

Il MacBook Air persiste momentaneamente solo perché i MacBook non sono ancora sufficientemente potenti e economici; un quello che fu il primo Air.

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Google penalizzerà i siti con banner giganti

Google Webmaster Central:

After November 1, mobile web pages that show an app install interstitial that hides a significant amount of content on the transition from the search result page will no longer be considered mobile-friendly. This does not affect other types of interstitials. As an alternative to app install interstitials, browsers provide ways to promote an app that are more user-friendly.

Ottimo. Fra questo e gli imminenti content blockers speriamo il messaggio arrivi chiaro.

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WalkCar

Alcuni giorni fa notavo, con invidia, dall’alto del bus, un tizio spostarsi con leggiadria per il marciapiede su un monorover — una specie di Segway meno ingombrante, un affare con due rotelle, elettrico, che si autobilancia (qua la divertente recensione di Casey Nestat). Una cosa bellissima, perché mi avrebbe potuto evitare il bus, lento e imbottigliato nel traffico.

Ieri ha fatto la comparsa un aggeggio anche più bello e portatile, WalkCar, che ricorda il retro di un MacBook1. Immaginate di avere nella tracolla oltre il MacBook un altro MacBook, che vi porta da punto A a B comodamente, standogli sopra in piedi.

Riporta Reuters:

The lightweight aluminum board is stronger than it looks, and can take loads of up to 120kg (265 pounds). It reaches top speeds of 10 kilometers per hour (6.2 miles per hour), for distances of up to 12 kilometers (7.4 miles) after three hours of charging.

Its developer says it’s also extremely simple to ride. Once the rider stands on it the WalkCar starts automatically, while simply stepping off stops the vehicle. To change direction, the user just shifts their weight.

Per favore, facciamo che invece di puntare il dito e deridere chi usa questi oggetti tutti quanti li ammiriamo e decidiamo che sono fantastici, perché lo sono. E perché, suvvia, chi non vorrebbe essere il tizio della gif.

  1. Arriverà su Kickstarter in autunno

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Come utilizzare il font di sistema nel proprio sito

Se ne era fatto accenno, ma l’altro ieri la possibilità è stata ufficialmente documentata sul blog di WebKit. È possibile utilizzare il font di sistema di iOS e Mac OS (quindi San Francisco) specificandola nel proprio CSS semplicemente con font-family: -apple-system.

È in corso una discussione al W3C per standardizzare la proprietà, ed eventualmente sarà possibile specificarla semplicemente con system. È persino possibile specificare direttamente degli stili, ovvero una determinata dimensione e pesantezza dei caratteri, con queste proprietà:

font: -apple-system-body
font: -apple-system-headline
font: -apple-system-subheadline
font: -apple-system-caption1
font: -apple-system-caption2
font: -apple-system-footnote
font: -apple-system-short-body
font: -apple-system-short-headline
font: -apple-system-short-subheadline
font: -apple-system-short-caption1
font: -apple-system-short-footnote
font: -apple-system-tall-body

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Evita iTunes

Apple Music è una di quelle cose che ho evitato, dato che con Spotify comunque mi trovo abbastanza bene. Più passa il tempo più spuntano recensioni in rete e più io sono lieto di non averlo attivato: Dalrymple, che si era iscritto, l’ha abbandonato pochi giorni fa descrivendolo come un incubo; molta della sua musica è andata persa nel passaggio alla cloud, e il servizio si è dimostrato inaffidabile e confuso. Come lavorano assieme iTunes, Apple Music e iTunes Match? Perché Apple non ha semplicemente unificato tutto quanto?

iTunes andrebbe, molto semplicemente, accantonato. Qualsiasi cosa abbia a che fare con esso è per me, per esperienze passate, inaffidabile, incasinata e poco piacevole da usare.

Scrive Marco Arment, che è di parere simile:

The iTunes Store back-end is a toxic hellstew of unreliability. Everything that touches the iTunes Store has a spotty record for me and almost every Mac owner I know. […] iTunes is the definition of cruft and technical debt. […]

iTunes’ UI design is horrible for similar reasons: not because it has bad designers, but because they’ve been given an impossible task: cramming waytoo much functionality into a single app while also making it look “clean”.

iTunes is designed by the Junk Drawer Method: when enough cruft has built up that somebody tells the team to redesign it, while also adding and heavily promoting these great new features in the UI that are really important to the company’s other interests and are absolutely non-negotiable, the only thing they can really do is hide all of the old complexity in new places.

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Come vanno le vendite dell’orologio

Tim Cook, durante la conferenza sui risultati del terzo trimestre fiscale di Apple:

Sales of the Watch did exceed our expectations and they did so despite supply still trailing demand at the end of the quarter.

And to give you a little additional insight, through the end of the quarter, in fact, the Apple Watch sell-through was higher than the comparable launch periods of the original iPhone or the original iPad.

Non sappiamo quanti Apple Watch siano stati venduti, ma a meno che Tim non menta (cosa che sarebbe piuttosto grave) possiamo già dire che i fiumi di parole scritti nei giorni passati da analisti e giornalisti sul nuovo flop di Apple sono andati sprecati.

L’Apple Watch, nelle prime nove settimane, ha venduto più di quanto l’iPhone e l’iPad non avessero fatto nel medesimo periodo. La prima iterazione di un prodotto Apple — il primo iPhone, il primo iPad, il primo MacBook Air, il primo, nuovo, MacBook — viene sempre derisa: è inutile, troppo costosa e non offre abbastanza vantaggi rispetto al “vecchio”. L’Apple Watch rispetta questo copione.

Non mi aspettavo vendite stellari dell’orologio — con questo modello Apple piuttosto getta le fondamenta di quello che potrebbe diventare un ottimo business — ma pare stia andando piuttosto bene. In risposta a chi supponeva che le vendite si fossero abbassate dopo la settimana di lancio, Tim Cook:

On the Watch, our June sales were higher than April or May. I realize that’s very different than some of what’s being written, but June sales were the highest. The Watch had a more of a back-ended kind of skewing.

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Non ne hai avuto abbastanza?

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