I movimenti di un Hard Disk, in slow motion

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I movimenti di un Hard Disk, in slow motion

Dopo averlo visto, sentirete l’improvvisa urgenza di fare un backup.

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La recensione del Nexus 7

La videorecensione di The Verge, la più approfondita che ho avuto modo di vedere.

Google’s Nexus 7 isn’t just an excellent tablet for $200. It’s an excellent tablet, period.

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Disegnato e costruito in California

Il Nexus Q è costruito completamente negli USA.

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Com’è cominciato tutto

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Com’è cominciato tutto

Cinque anni fa, il 29 Giugno 2007 Apple iniziò a vendere l’iPhone presentato il Gennaio di quello stesso anno.

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Nexus 7

Un valido concorrente del Kindle Fire (categoria di device che, però, non sta affatto vendendo bene). Il prezzo è lo stesso, l’hardware praticamente identico, lo scopo simile: due tablet per il consumo di contenuti multimediali. Mentre Apple vende l’iPad come sostituto del PC, Amazon e Google presentano i loro tablet come strumenti con cui consumare musica, film, libri e media.

L’unica mia perplessità riguarda il costo, abbassato al punto da lasciare un margine di guadagno pari a zero per Google. Conveniente per l’utente, pessimo per un’azienda.

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Apple introduce Podcast.app

È arrivata pochi minuti fa — in anticipo rispetto alle ipotesi — l’applicazione (per iOS) ufficiale di Apple con cui ascoltare i magnifici podcast presenti nell’iTunes Store.

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Costruiti per non durare

Come si è profusamente scritto nei giorni scorsi, il MacBook Pro con Retina Display guadagna in leggerezza e bellezza a scapito di apertura e sostenibilità nel tempo. In altre parole, è un computer totalmente chiuso, non espandibile e difficilmente riparabile1: Apple decide quanto diventa obsoleto e a quel punto c’è poco da fare. A riguardo Khoi Vinh:

Questa è l’epoca in cui viviamo. Ancora prima che Steve Jobs iniziasse il suo secondo lavoro a Apple, era già vero che l’hardware stava diventando più economico da rimpiazzare piuttosto che da riparare o aggiornare. Ma ora, grazie in parte all’influenza di Apple e al suo successo, abbiamo fatto nostro questo modo di pensare così bene che non vogliamo un hardware che sia capace di durare per più di due o tre anni. Nel momento in cui un portatile raggiunge il suo terzo compleanno, molti di noi iniziano a pensare ad un sostituto. (via IMM)

Non solo non esiste un iPhone o un iPad, né un portatile, capace di durare nel tempo ma la gente neppure lo vorrebbe. Questo desiderio di morte sottaciuto nei confronti dei nostri gadget elettronici venne ben descritto in un articolo dell’Atlantic, “Replacement Therapy“. Siamo noi stessi a chiedere l’obsolescenza dei prodotti che possediamo, nella speranza che questo autogiustifichi l’acquisto di una nuova versione degli stessi. I prodotti Apple, sono meravigliosi ma non durano nel tempo, e questo li rende un po’ meno perfetti.

(‘Riguardo al tuo vecchio iPad: se sicuro sia necessario cambiarlo?‘)

Una delle più grandi delusioni personali a seguito del WWDC trascorso è stata la dichiarata incompatibilità di iOS 6 con la prima generazione di iPad. Lo so che è un prodotto nuovo, e quindi più degli altri in continua evoluzione. Lo so, il progresso, i prodotti cambiano in fretta e quelli vecchi vanno lasciati indietro. Chiamasi evoluzione. Ma iOS 6 non è così diverso dal 5, e dietro alla non compatibilità ci sta solo questo: la decisione, da parte di Apple, che il ciclo di vita di un tablet si aggiri attorno a poco più di due anni.

  1. Garrett Murray, e la maggior parte di coloro che accettano e difendono questa tendenza, fanno notare come al consumatore medio non interessi né installare RAM, né riparare i prodotti, né l’eticità degli stessi. Sono molto più interessati alla potenza e alla bellezza. Ed è certamente così. Ma in che modo il disinteresse verso un argomento importante — quale sostenibilità e durata nel tempo — giustificherebbe qualcosa?

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Il supporto nascosto dell’iPad agli shortcut da tastiera

C’è una cosa che mi manca quando uso l’iPad attraverso la tastiera, ed è il completo controllo dell’iPad dalla tastiera. Nel senso che affinché  l’accoppiata Origami Workstation + iPad + Apple Wireless Keyboard si traduca in un perfetto strumento di scrittura occorre che Apple abiliti gli shortcut da tastiera anche su iPad.

È scomodissimo scrivere e dover tappare (perdonate l’orribile termine) lo schermo contemporaneamente. È scomodissimo dover sollevare le mani della tastiera per andare a toccare l’iPad in modo da poter navigare fra le applicazioni — e lo è soprattutto se dovete passare più volte da un’applicazione all’altra, come a me spesso capita durante la stesura di un articolo (da iA Writer a Safari e viceversa, ripetutamente).

La cosa speravo venisse risolta in iOS 6, considerato l’alto numero di applicazioni per la creazione di contenuti a cui questo miglioramento gioverebbe (Diet Coda, una fra le tante). A dire il vero il problema è già risolvibile, per vie traverse però che ne rendono l’uso intricato e poco proponibile.

Ovvero attivando VoiceOver all’interno di Impostazioni > Generali > Accessibilità > VoiceOver, prendendo due accorgimenti in modo da renderlo meno noioso: quello di poterlo attivare e disattivare con la tripla pressione del bottone Home (cosa che si può fare in Impostazioni > Generali > Accessibilità) e disattivandone l’audio, con control + option + S — se non lo fate sappiate che vi leggerà ogni lettera scritta e ogni testo selezionato.

A questo punto, abbinando all’iPad una tastiera bluetooth, è possibile fare quello che ho sempre desiderato:

  • Control + Option + H equivale alla pressione del bottone Home, ripetere H due volte per attivare la barra multitasking
  • Ctrl + Alt + I attiva l’Item Chooser, che permette di raggiungere velocemente qualsiasi applicazione
  • Con Cmd + Shift + Tab si passa all’applicazione a destra di quella che si sta usando, con Cmd + Tab a quella a sinistra. In altre parole, si fa lo swipe
  • La pressione contemporanea delle le frecce UP e DOWN corrisponde al tocco, quindi permette ad esempio di aprire un’applicazione

Purtroppo, come avvisavo prima, l’attivazione di Voice Over rende inutilizzabile per molti altri versi l’iPad, complicando azioni che prima risultavano semplici. Questa soluzione, quindi, non è applicabile ma serve a mostrare una cosa: che un modo funzionante ed efficace di implementare gli shortcut da tastiera già esiste, serve solo che Apple lo abiliti a tutti gli utenti.

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Sono tutte identiche

Phil Getzen:

Poi ho iniziato a guardare alle applicazioni (alcune di default, altre di terze parti), e ho realizzato qualcosa. Ogni applicazione aveva lo stesso aspetto. Ogni. Singola. Applicazione.

L’indifferenziazione delle applicazioni di Metro fu una delle prime cose che notai utilizzandolo. Alcuni attribuirono questo alla giovane età dell’OS: era nuovo, gli sviluppatori non avevano ancora avuto tempo di metterci la mano seriamente.

In realtà, la coerenza fa parte di una filosofia di fondo e, secondo me, inizia a diventare ben presto stretta. Lo sviluppatore ha poca libertà e possibilità d’intervento sulla UI, e quindi gli risulta quasi impossibile creare qualcosa che stupisca l’utente e si differenzi dal resto. È anche vero che, come scrissi, probabilmente per gli utenti poco interessati a ampliare le funzioni di base (quindi a installare applicazioni) di uno smartphone, l’omogeneità della UI porta una certa chiarezza e sicurezza che potrebbe anche venire apprezzata.

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Wemo

Con Wemo, un nuovo prodotto di Belkin, è possibile avere il controllo dall’iPhone di qualsiasi oggetto collegato alla corrente — dunque spegnerlo, accenderlo o verificarne lo stato. Considerato assieme al Twine, mostra la direzione che abbiamo preso.

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La presentazione dell’iPad e quella del Surface

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La presentazione dell’iPad e quella del Surface

2.14 il momento migliore di tutti — Safari vs IE.

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Aggiustamenti diabolici

Ogni notte negli Apple Store gli schermi dei laptop esposti vengono sistemati in modo che formino uno scomodo angolo di 70 gradi, così che non siano né troppo chiusi né troppo aperti, e l’utente sia quindi obbligato/invitato a toccare il prodotto per poterlo vedere meglio.

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Microsoft Surface: un nuovo modo di pensare

Horace Dediu in poche parole spiega cosa rappresenti il Surface di Microsoft: non solo un nuovo prodotto, ma anche l’ammissione che il loro modello di business nell’era post-PC non è più applicabile:

Microsoft si trova di fronte a un dilemma. Il loro modello di business basato sulla vendita di software costoso che gira su hardware economico non è più sostenibile. Il futuro è software quasi gratuito integrato in un hardware dal prezzo moderato.

Il modello di business vincente sembra essere quello di Apple. Non più una licenza costosa di Office, di un OS o di un software qualsiasi, ma la vendita diretta di un oggetto con associato, gratuitamente, il software che occorre per farla funzionare. Così come nel mercato dei PC Microsoft riuscì a imporre il suo modo di operare, oggi la stretta integrazione fra hardware, software e servizi è dovuta alla forza esercitata da Apple nel settore.

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Come il peggiore Android

Microsoft ha presentato Windows Phone 8, il successore di Mango (versione 7.5) che non funzionerà su terminali di recente data come il Nokia Lumia 800, dello scorso Ottobre, o il Nokia Lumia 900, uscito tre mesi fa.

Note a margine: Nokia sta sempre peggio. Considerando che Windows Phone 8 uscirà in autunno, quante persone acquisteranno un suo smartphone nei prossimi mesi, sapendo che questo è già obsoleto?

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DragonDrop — un drag & drop migliore

DragonDrop è, nella sua semplicità, una delle utility più valide che abbia di recente installato sul mio Mac. Migliora il drag & drop, creando una sorta di ponte in cui depositare il file selezionato fra il punto di partenza e quello di destinazione. Il supporto si estende a tutto quello che può essere “trascinato”, quindi non solo file, di ogni tipo, ma anche parti di testo, indirizzi web, cartelle o mail. Il funzionamento è semplice tanto quanto l’idea dietro: scuotendo il mouse viene attivata una finestra – che come stile ricorda Quick Look — in cui depositare momentaneamente il file nell’attesa di trovargli una collocazione più adatta.

Il drag & drop ne ha guadagnato a tal punto, dopo la sua installazione, che sono convinto dovrebbe essere una feature di base dell’OS. Si compra, oggi, scontata a 1,59 € dal Mac App Store (di solito ne costa 4).

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Sparrow in promozione

Sparrow per iPhone ha dal suo arrivo sostituito il client per la posta ufficiale di Apple, nel mio caso. Oggi, e nei prossimi due giorni, è scontato a 0,79 centesimi. Dovreste approfittarne. (*)

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Surface, il tablet di Microsoft

Microsoft ha fatto il tablet. Non è marrone, si chiama Surface, funziona con Windows 8 e soprattutto viene venduto con un accessorio (opzionale?) che è a metà fra una Smart Cover e una tastiera esterna — che se esistesse per iPad, io comprerei.

“If Microsoft markets the device as a tablet that will let you get some work done—it could be a big hit.” — Farhad Manjoo

Il video di presentazione è piuttosto carino, se poi volete saperne di più visitate il sito. Cose a random che ho da aggiungere, tenendo presente che non ho avuto modo di vederlo in funzione:

  • Dicono permetta di ricaricare il telefono via USB (avrei voluto farlo tante volte, con l’iPad)
  • A questo punto il problema della scarsità di applicazioni Metro — accettabile su smartphone — si fa più grave
  • Probabilmente la presenza di Office (che personalmente non uso da anni) sarà uno dei fattori di vendita principale, se non altro per chi ha intenzione di acquistarlo non solo per diletto
  • Microsoft è già in ritardo, ritardo non colmato dal Surface che sarà disponibile solo verso fine anno
  • Non si conosce neppure il prezzo

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IE Tax

Kogan è un negozio online che ha introdotto una tassa aggiuntiva per tutti coloro che effettuano degli acquisti utilizzando IE.

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Confronti

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Confronti

Lo schermo del primo Macintosh sovrapposto a quello del nuovo MacBook Pro con Retina Display. (*)

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Un computer venduto con la data di scadenza

Kyle Wiens, uno dei redattori di iFixit, quel sito ricco di Mac smontati e sezionati, invita su WIRED a riflettere su una caratteristica del nuovo MacBook Pro dotato di Retina Display alla quale pochi, ad oggi, hanno prestato attenzione. Come il MacBook Air, questo nuovo laptop di Apple non è più né espandibile né modificabile in alcun modo da parte dell’utente.

Il display è fuso con il vetro, la RAM saldata alla scheda logica, la batteria incollata al case1. In altre parole, questo Mac guadagna sì in leggerezza ma perde in durata: diventa obsoleto quando Apple lo decide, senza alcuna possibilità di appello per l’utente.

Ogni volta che compriamo un prodotto chiuso che contiene una batteria non sostituibile, capace di supportare un numero predefinito di cicli, — e il MacBook Pro con Retina Display, come l’iPad, come l’Air, rientrano in questa categoria — stiamo in qualche modo acquistando un prodotto con una data di scadenza non posticipabile.

  1. Tutte cose che compromettono anche l’ostentata (da parte di Apple) riciclabilità

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