Il monopsonio di Amazon non va bene

L’ha scritto Paul Krugman (e sì, spiega anche cosa significa monopsonio):

Fino ad oggi Amazon non ha provato a sfruttare i suoi clienti. Al contrario, ha sistematicamente tenuto i prezzi bassi, per rafforzare il suo dominio. Quello che ha fatto, invece, è usare il suo potere di mercato per controllare gli editori, riuscendo ad abbassare il prezzo che deve pagare per i libri — da qui la causa con Hachette. Per utilizzare un gergo economico, Amazon non è, o se non altro non lo è stata fino ad ora, un monopolio, un venditore dominante con il potere di alzare i prezzi. Al contrario, si comporta come un monopsonio, un compratore dominante con il potere di abbassare i prezzi.

E su quel fronte il suo potere è davvero immenso — di fatto, è anche più ampio di quanto le sue quote di mercato non lascino intendere. La vendita di un libro dipende soprattutto dal passaparola (che è anche la ragione per cui gli autori vengono costretti a fare tour per il loro libro); compri un libro perché ne hai sentito parlare, perché altre persone l’hanno letto, perché è argomento di conversazione, perché è entrato nei best-sellers. E quello che Amazon possiede è il potere di uccidere questo passaparola. È definitivamente possibile, con un po’ di sforzo, acquistare un libro di cui hai sentito parlare anche se Amazon non lo vende, ma la probabilità che tu venga a scoprire del libro in primo luogo è molto bassa.

Quindi possiamo fidarci di Amazon, e credere che non sfrutterà questo potere? La disputa con Hachette ci ha dato una risposta: no, non possiamo.

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I pericoli del WiFi pubblico

Una storia di Matter ci ricorda quanto siano insicure le reti WiFi pubbliche:

We can now see some of the actual internet traffic of those around us. We see that someone with a MacBook is browsing the site Nu.nl. We can see that many devices are sending documents using WeTransfer, some are connecting to Dropbox, and some show activity on Tumblr. We see that someone has just logged on to FourSquare. The name of this person is also shown, and, after googling his name, we recognize him as the person sitting just a few feet away from us.

Information comes flooding in, even from visitors who are not actively working or surfing. Many email programs and apps constantly make contact with their servers—a necessary step for a device to retrieve new emails. For some devices and programs, we are able to see what information is being sent, and to which server.

L’hacker nella storia in realtà — come spesso in questi casi, seppur definito tale — non è un “hacker”: non ha fatto altro che creare una rete WiFi dal nome plausibile (lo stesso, ad esempio, del locale in cui si trova) e osservare il traffico dati delle persone che si sono connesse ad essa, tramite un software facilmente reperibile in rete che chiunque sarebbe in grado di utilizzare.

Da un po’ io — quando fuori casa, o connesso a reti dalla provenienza dubbia — uso Cloak, un’applicazione che crea una VPN che garantisce che i vostri dati restino al sicuro, e non risultino intercettabili. Funziona sia su iPhone che su Mac, in entrambi i casi egregiamente. Cloak può costare $2,99 (per 5GB di dati) al mese o $9,99 (per traffico illimitato) al mese; entrambi i piani includono Cloak Transporter, un servizio che vi permette di figurare come in un altro Paese, e quindi superare i limiti regionali imposti sui contenuti da certi provider — pensate a Netflix (quest’ultima funzionalità è simile a Unlocator, segnalato mesi fa).

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Come potrebbe essere Google News

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Un redesign di Google News che propone una UI più simile a Medium che a un aggregatore.

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Proteggere il Mac con il cavo di alimentazione

App: Proteggere il Mac con il cavo di alimentazione

Laplock è un’applicazione che trasforma il cavo di alimentazione del Mac in un sistema di antifurto: quando e se qualcuno scollega il vostro MacBook dal connettore MagSafe questo vi chiama, invia un sms e inizia a emettere un suono per avvisarvi nel caso vi troviate nelle vicinanze (o per avvertire le persone attorno).

Un sistema piuttosto intelligente per proteggere il proprio Mac, che non necessita di alcun accessorio aggiuntivo.

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LocalJob

Un grazie a LocalJob per avere sponsorizzato Bicycle Mind questa settimana. LocalJob è un’applicazione gratuita per iPhone (e Android) pensata per risolvere le piccole necessità e urgenze quotidiane, che ti permette di trovare rapidamente un professionista nelle vicinanze:

Non hai ancora un elettricista, un traslocatore, un baby-sitter di fiducia? Trovalo con noi: il più vicino, il più rapido, il più economico.

Con LocalJob.it puoi trovare un professionista nel momento in cui più ne hai bisogno. Il nostro obiettivo è  di renderti la vita più semplice. Se hai un problema, non devi fare altro che descriverlo e rilassarti: i professionisti della tua zona riceveranno la tua notifica e ti risponderanno con un preventivo e una stima di orario di arrivo. Non dovrai fare altro che scegliere l’offerta che più si addice alle tue necessità.

Sei un professionista? Utilizza per te e per i tuoi colleghi il codice sconto BICYCLEMIND6M per avere 6 mesi di abbonamento premium gratuito!

Link al sito: https://localjob.it

Link allo store: https://itunes.apple.com/us/app/localjob/id881886308

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Come cambiano gli SMS, dal primo incontro al matrimonio

Alice Zaho ha analizzato i messaggi che ha scambiato con suo marito dal 2008, quando l’ha conosciuto, al 2014, quando si sono sposati:

Overall, our text messages started out very flirty and personal. Since we were new in our relationship, we made sure the things we said were interesting and thoughtful. As our relationship progressed, we spent more time together and got more comfortable with each other. Our text messages became more predictable, but only because all of the unpredictable things were said in person. We no longer have to text “I love you” from a distance in the middle of the night. I can now roll over, snuggle with my husband and whisper it into his ear.

Esiste un servizio, del quale parlai, che permette di analizzare il proprio archivio di SMS — e ottenere un risultato simile a quello di Alice Zaho (es. individuare le parole più ricorrenti che inseriamo nei messaggi).

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Deliveries per Mac

App: Deliveries per Mac

Deliveries serve a tenere traccia dello stato di spedizione dei nostri acquisti online: dove si trovano, e fra quanto arriveranno a noi. Supporta tutti i servizi postali (Poste Italiane incluso), e si integra con Amazon. Uso questa applicazione probabilmente dai tempi di iOS 3, e da allora risiede all’interno del mio iPhone. Non so quante altre — se ce ne sono — abbiano resistito così a lungo sul mio iPhone.

La nuova versione, per Mac, è altrettanto ben fatta — con un’integrazione utilissima con il Notification Centre.

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Siri, la mia BFF

Sul New York Times, Judith Newman racconta di come suo figlio, autistico, abbia trovato in Siri un’amica pronto ad ascoltarlo e a conversare con lui.

È un racconto bellissimo:

It’s not that Gus doesn’t understand Siri’s not human. He does — intellectually. But like many autistic people I know, Gus feels that inanimate objects, while maybe not possessing souls, are worthy of our consideration. I realized this when he was 8, and I got him an iPod for his birthday. He listened to it only at home, with one exception. It always came with us on our visits to the Apple Store. Finally, I asked why. “So it can visit its friends,” he said.

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L’evoluzione dell’iPad

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Una GIF che ne mostra l’assottigliamento (via @gadgetlove).

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L’unica cosa interessante del keynote di ieri

Apple ha incluso nei nuovi iPad una SIM che non appartiene ad alcun operatore. Dalle impostazioni l’utente può selezionare a quale network abbinarla, senza dover andare in negozio a comprarne una specifica, legata a un singolo operatore. Al momento funzionerà solo negli Stati Uniti e Regno Unito, ma è un primo — e molto ben accolto — passo verso l’eliminazione delle SIM card. Immaginate di essere in vacanza all’estero e di potere, dal vostro iPad, stipulare un contratto di alcuni giorni per sfruttare internet — senza dovere sostituire alcuna SIM, e senza dovere andare in un negozio fisico.

La morte della SIM card significa più libertà per l’utente, che potrà facilmente passare da un operatore all’altro:

Apple’s unique place in the market gives it extraordinary power over carriers, which are notorious for being difficult to work with and, often, stuck in their ways. And with the Apple SIM, only a small number of carriers are on board so far: AT&T, T-Mobile, Sprint, and UK’s EE (Verizon, perhaps the most stubborn of them all, is missing). But, as with the introduction of the micro-SIM on the original iPad, this is a tell by Apple. It’s a warning that the next iPhone will be using reprogrammable SIMs — and if a carrier would like to offer that iPhone, it had better start getting ready. It’s easy to imagine that Apple could just eliminate the tray altogether, leaving uncooperative carriers on the sideline.

Il prossimo passo è inserire questa funzionalità nell’hardware senza dover passare da una schedina, e eliminare del tutto la SIM card.

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La prima bozza

First Draft of History è un blog che contiene la prima bozza di alcuni articoli di Wikipedia. Per esempio: la pagina relativa all’iPhone è stata creata nel 2005, due anni prima che esistesse, e parla del Motorola Rokr, quel brutto telefono capace di sincronizzarsi con iTunes che nacque fra una partnership fra Apple e Motorola.

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Il nome dei font

Tobias Frere-Jones spiega in base a cosa si decide oggi — e come si decideva in passato — il nome di un font:

For centuries, punchcutters would develop their style within a narrow group of genres. There would be only one style of roman or italic, even if that style had been refined and focused over a span of years. The name only needed to pin down the remaining variable, the size. [...]

In Bodoni’s epic Manuale Tipografico of 1818, over one hundred romans and italics are shown with the name of a city as a kind of nickname, though the real name was still a size and a number. Trieste is really Ascendonica (22 point) No. 9, Palermo is Sopracanoncino (28 point) No. 3, and so on.

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La nuova grafica del News River

Il News River ha una nuova grafica, e dovrebbe funzionare meglio da mobile. Ricordo inoltre che il News River può essere utilizzato via web o sotto forma di newsletter (ci si iscrive da qua). A quest’ultima si è abbonato un numero consistente di persone, che tutti i giorni — mi hanno detto, una per una — la aspettano trepidanti seduti davanti al computer.

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Denaro in pixel

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Le (meravigliose) nuove banconote norvegesi, in uso dal 2017. Mentre io mi limito a rimirarne il design, se siete interessati Fast Company ne racconta il significato e nascita:

This was a project particularly driven by rigid constraints [...] Colors were chosen based on the current color scheme of Norway’s bills, so as not to present Norwegians with too much confusion as they switch to the new bills. And the central bank wanted to upgrade the security level of its currency, meaning the designers had to be conscious of how their designs would eventually need to incorporate anti-counterfeiting measures

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Lo stato di Safari su iOS

Bradley Chambers c’ha ragione: quando l’iPhone venne lanciato nel 2007 uno dei punti di forza fu il suo browser, anni avanti rispetto alla concorrenza. Vi ricordate com’era internet sul cellulare, o su un palmare, prima dell’iPhone? Non era lo stesso internet che avevamo su desktop, era una versione senza CSS e quasi solo testuale.

Eppure, dal 2007 a oggi, Safari non si è evoluto come avrebbe dovuto. Non è assurdo che ancora non sia possibile caricare e scaricare file di qualsiasi tipo?

Soprattutto su iPad, la mancanza di queste funzioni è limitante:

If we fast forward to 2014, Mobile Safari has become the app that is holding the iPad back from becoming a fully featured laptop replacement for a lot of people. While Mobile Safari is fast and loads website reasonably well, it cannot upload and download files. It can upload pictures, but that is it. Mobile Safari needs a way to upload and download any type of file into iCloud Drive (a mirrored from the Mac downloads folder).

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Non sei in ritardo

Kevin Kelly, sulle opportunità odierne (per quelli a cui sembra che tutto sia già stato inventato):

Can you imagine how awesome it would have been to be an entrepreneur in 1985 when almost any dot com name you wanted was available? All words; short ones, cool ones. All you had to do was ask for the one you wanted. It didn’t even cost anything to claim. This grand opportunity was true for years. In 1994 a Wired writer noticed that mcdonalds.com was still unclaimed, so with our encouragement he registered it, and then tried to give it to McDonalds, but their cluelessness about the internet was so hilarious it became a Wired story. [...]

Here is the thing the greybeards in 2044 will tell you: Can you imagine how awesome it would have been to be an entrepreneur in 2014? It was a wide-open frontier! You could pick almost any category X and add some AI to it, put it on the cloud. Few devices had more than one or two sensors in them, unlike the hundreds now. Expectations and barriers were low. It was easy to be the first. And then they would sigh, “Oh, if only we realized how possible everything was back then!”

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Le pubblicità dell’iPhone 6 in Inghilterra sono doppiate da Moss di The IT Crowd

Le pubblicità dell’iPhone 6 sono piuttosto irritanti nella versione originale, americana. Risultato opposto nella loro versione inglese (UK), dato che le due voci appartengono a Chris O’Dowd e Richard Ayoade. Chi? I due geek di The IT Crowd.

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C’è così tanto spazio qua sopra

It’s an incredible thing, extreme elevation. It makes you feel both alone and unsurpassable.

Quella che segue è una traduzione di una parte di Drones and Everything After, un pezzo apparso sul New York Magazine dedicato ai droni.

Durante uno dei pomeriggi antecedenti al Labor Day mi trovavo in auto con Gene Robinson, diretti verso un campo deserto in Texas Hill Country per mettere in volo il suo drone. Robinson stava sistemando la macchina sul tetto del suo camion e connettendosi ad essa, per programmare il piano di volo e decidere il protocollo di lancio. Poi si è incamminato verso il centro del campo e ha lanciato il drone in aria. Fino a quando non ha raggiunto i 20 metri da terra, ha continuato a salire. Poi, una volta sistematosi nello spazio, si è stabilizzato e ha proseguito in una lunga, lenta salita verso i 120 metri d’altezza, abbastanza distante che non potevi più sentirlo.

Lo abbiamo perso di vista in fretta. Si udiva, distante, un rumore di un motore che sembrava avvicinarsi a noi. “Aviazione generale,” ha mormorato Robinson — un aeroplano, e si è guardato attorno per cercarlo. I piloti di un drone sanno che non devono mai ostruire la via a un aeroplano, dato che questa è una delle poche regole che la FAA ha stabilito. Ho chiesto a Robinson se fosse preoccupato. “Oh, no,” dice. Possiamo vederli entrambi adesso, il drone e l’aeroplano. “Siamo a 120 metri da terra,” mi spiega Robinson, puntano al drone. Poi ha puntato all’aeroplano. “È a più di 6.000 metri”.

Da terra, erano solamente due punteruoli sulla medesima lavagna; non sarei stato in grado di stabile quale dei due si trovasse più in alto. Uno dei disegni di Raptopoulos 1 mostra una superstrada per droni, una linea orizzontale a un centinaio di metri da terra, nella quale i droni possono viaggiare indisturbati dal traffico e dal caos sottostante. Ma poi ti rendi conto che c’è spazio per una dozzina di queste superstrade fra il drone di Robinson e l’aeroplano che gli stava viaggiando alcuni metri sopra. Magari anche più di una dozzina. C’è così tanto spazio qua sopra.

  1. CEO di una startup che sfrutta i droni per consegnare medicine in luoghi irraggiungibili da altri mezzi

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Chatology: un motore di ricerca per iMessage

Di recente ho avuto la necessità di ricercare informazioni nella cronologia di messaggi scambiati via iMessage, con scarsi risultati. Mi serviva un numero di telefono, che non sono riuscito a recuperare, e il nome di un luogo, anch’esso disperso in qualche messaggio irrecuperabile. La ricerca è pressoché inutile, dato che non funziona sull’intero archivio. iMessage è una di quelle applicazioni che dimostrano come la qualità del software Apple sia peggiorata negli ultimi anni. Non si può dire che sia perfetto o che “semplicemente funzioni”: funziona, con vari problemi, strani comportamenti e diversi fastidi (il fatto che crei una conversazione diversa per ogni numero di telefono — anche se tale numero di telefono appartiene alla medesima persona — ne è un esempio).

Chatology (che non è nuova, ma ho provato per la prima volta oggi) risolve almeno problemi legati alla ricerca, fornendo un motore di ricerca come si deve per iMessage. È veloce e, soprattutto, accurato; i risultati vengono mostrati e suddivisi in link, conversazioni e immagini. Confrontate l’esperienza d’uso del box di ricerca di iMessage e di Chatology: così limitato e mal implementato nel primo caso da essere quasi inutilizzabile, mentre nel secondo “it just works“.

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Alcune applicazioni per Apple Watch

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Uno studio di design ha immaginato cosa alcune delle applicazioni più popolari potrebbero diventare sull’Apple Watch. Lo segnalo perché credo molti abbiano dubbi sull’utilità dell’oggetto, ed esempi come questo aiutando a visualizzare come certi compiti possano essere svolti con piacere da un orologio. Ovviamente saranno diverse da come vengono qua immaginate, ma risultano comunque d’aiuto.

Uber, ad esempio, è un’applicazione che non esiterei un attimo a trasferire al mio polso. Lo stesso vale per Skype e Spotify.

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