Cheatsheet

App: Cheatsheet

Dove avete parcheggiato la macchina, il numero della stanza dell’hotel in cui soggiornate o la combinazione per aprire la valiga: Cheatsheet serve a ricordare queste piccole cose, che spesso non necessitano di molto spazio e devono essere reperibili all’istante. Cheatsheet le aggiunge al Notification Centre dell’iPhone, elencandole in un widget.

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Scritti un anno fa: non ci sono articoli, per questa data

Il primo iPhone e l’iPhone 6 Plus

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Uno screenshot che mette a confronto lo schermo del primo iPhone con quello di un iPhone 6 Plus.

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Perché il tuo prodotto non sarà perfetto come quello di Apple

Su Medium, una spiegazione del perché per una startup è quasi impossibile (se non eccessivamente costoso) riporre la stessa attenzione nei dettagli che Apple ricerca nei suoi prodotti:

What happened when Apple wanted to CNC machine a million MacBook bodies a year? They bought 10k CNC machines to do it. How about when they wanted to laser drill holes in MacBook Pros for the sleep light but only one company made a machine that could drill those 20 µm holes in aluminum? It bought the company that made the machines and took all the inventory. And that time when they needed batteries to fit into a tiny machined housing but no manufacturer was willing to make batteries so thin? Apple made their own battery cells. From scratch.

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Come sono cambiate le tab di Apple.com

In apparenza un argomento poco interessante, in realtà rivelano molto. Con l’ultimo redesign di Apple.com ne è stata introdotta una nuova (Watch), mentre Lucida Grande — il font di scelta — è stato abbandonato in favore di una variante proprietaria di Myriad. Mentre oggi sono principalmente dedicate all’hardware, un tempo era il software (es. QuickTime, Mac OS X, iTunes) a occuparle:

With the release of the iPhone in 2007, the tabs became more hardware-centric, with Mac and iPhone getting their own tabs.  With the introduction of the iPad in early 2010, the center of the tabs became all hardware lines, with the exception of iTunes (both software and a service).

And, of course, this week Watch joins the lineup. It seems a little odd not to use the full product name Apple Watch or<Apple logo>Watch, especially since Watch is both a noun and a verb.

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La fotocamera dell’iPhone 6 in Islanda

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Austin Mann (di The Verge) è andato in Islanda con il nuovo iPhone 6. La sua recensione fotografica dedicata alla fotocamera del dispositivo è imperdibile. L’iPhone 6 scatta foto meravigliose, in condizioni (di luce) in cui persino una DSLR faticherebbe.

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Tonx diventa Blue Bottle

Tonx, quel servizio che vi invia del caffè a casa ogni due settimane, di provenienza e qualità diversa ogni volta, è stato acquistato da Blue Bottle alcuni mesi fa. Da oggi la transizione è ultimata, e Tonx è ufficialmente Blue Bottle. Blue Bottle è quella che, alcuni, definiscono come la Apple del caffè. Tonx è quello che, il sottoscritto, definisce come il miglior servizio a cui si sia abbonato nell’ultimo anno.

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Pebble 2.5

Parlare di Pebble dopo l’Apple Watch è un po’ come parlare di Palm dopo l’iPhone, comunque: hanno aggiornato il software, che aggiunge funzioni incredibilmente complesse come il supporto alle emoji (prima non visualizzate, ma rimpiazzate da un quadratino) e ne introduce almeno una utile: la possibilità di cestinare le notifiche ricevute sul Pebble, in modo che vengano cancellate dal Notification Center del proprio iPhone.

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La coda fuori dall’Apple Store di Londra

Video: La coda fuori dall’Apple Store di Londra

Piuttosto consistente. Fuori dall’Apple Store di Regent Street.

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16 GB

Che il modello base dell’iPhone 6 abbia solamente 16 GB di storage è, a mio parere, vergognoso. John Gruber ha messo questo dato in prospettiva con le restanti specifiche dell’iPhone 6:

The original iPhone, seven years and eight product generations ago, had an 8 GB storage tier. The entry-level iPhones 6 are 85 times faster than that original iPhone, but have only twice the storage capacity. That’s just wrong. This is the single-most disappointing aspect of the new phones.

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iOS 8: trucchi e dettagli

Una buona lista di Macstories con molte delle nuove funzioni che iOS 8 introduce, da quelle più pubblicizzate ad altre minori:

You can now see battery usage on a per app basis for the last 24 hours or last 7 days. Go to Settings > General > Usage > Battery Usage.

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1Password per iOS è diventato gratuito

Se non lo scaricate all’istante siete folli.

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Apple Watch: intimo e personale

Mi accorgo di non avere ancora scritto nulla sull’Apple Watch, forse per via delle domande non risposte che dalla presentazione mi sono rimaste in mente. Siccome l’Apple Watch non è radicalmente diverso dagli smartwatch in commercio — non è l’iPhone nel 2007 — se e quanto avrà successo dipenderà dal numero di dettagli che Apple sarà riuscita, entro la data di messa in commercio, a implementare nella maniera corretta. Spesso i prodotti Apple non sono rivoluzionari per via delle tecnologie di cui fanno uso — in circolazione da anni — ma per il modo in cui le implementano, e per come di conseguenza riescono a risultare intuitive e semplici agli utenti. Nell’insieme. Un esempio rapido dal keynote: NFC e Apple Pay.

Molti di questi dettagli che fanno la differenza non ci sono stati forniti. Non conosciamo:

  • La durata della batteria. Probabilmente una giornata, ma comunque ufficialmente sconosciuta.
  • Quanto effettivamente sarà indipendente dall’iPhone. Quali funzioni potrà offrire da sé, e quali richiederanno un iPhone.
  • Lo storage interno.
  • Il prezzo. Sappiamo quello di partenza, ed è buono, ma non sappiamo cosa si ottiene con il prezzo di partenza. Quanto effettivamente sarà necessario spendere per avere un modello decente?

L’Apple Watch più che all’iPhone somiglia all’iPod. L’iPod non era nulla di rivoluzionario, ma riuscì a riassumere tutte le necessità dei consumatori per quel tipo di prodotto, eliminando quelle secondarie. Non era nulla di rivoluzionario nella tecnologia interna e nelle funzionalità offerte; fu il design — l’insieme delle scelte fatte da Apple — a renderlo rivoluzionario. Marco Arment lo dice meglio:

We can’t tell you what that might be, of course. We have no ideas that are actually realistic and practical to make. But Apple must know something we don’t, right? Nope. They don’t. It’s a watch. And it’s very similar to other smartwatches we’ve seen — just executed far better. (We hope.)

What Apple does best is take established ideas, build upon them, make good design decisions along the way, and execute well.

Dunque senza i dettagli è impossibile dire quanto l’Apple Watch sia rivoluzionario. E i dettagli non ci mancano solo nelle funzionalità dell’oggetto, ma anche nello scopo: la presentazione per me non è stata delle migliori. Sarà stata la frustrazione procuratami dallo streaming a singhiozzo, ma personalmente l’ho trovata molto vaga. Alla fine delle due ore, Apple non ci ha dato una spiegazione chiara e precisa del perché abbiamo bisogno di uno smartwatch. Non dell’Apple Watch, ma della categoria a cui appartiene in generale: qual’è il loro scopo? Quale buco vanno a coprire?

Forse, scrive Ben Thompson, la spiegazione è che Apple stessa è incerta sullo scopo del device. In particolare, non hanno ancora dato una risposta a una domanda fondamentale: è l’Apple Watch un accessorio dell’iPhone o è invece un device a sé stante?

This is why I’m worried that the lack of explanation about the Watch’s purpose wasn’t just a keynote oversight, but something that reflects a fundamental question about the product itself that Apple itself has yet to answer: is Watch an iPhone accessory, or is it valuable in its own right?4

Seppure ci manchino i dettagli, abbiamo alcuni esempi che rivelano il potenziale dello smartwatch. Tim Cook l’ha introdotto con tre definizioni, ricalcando la presentazione dell’iPhone (un iPod, un telefono e un device per internet). L’Apple Watch è:

  • Un orologio preciso
  • Una nuovo, intimo, mezzo con cui comunicare
  • Un device per la salute e il fitness

Intimo è la parola che rivela di più sul device, a mio parere. Le restanti definizioni servono soprattutto ad introdurlo, ma in realtà non lo definiscono. A definirlo saranno le applicazioni, le killer app che, forse, Apple non ha ancora identificato. Se ci riflettete, oggi non pensate all’iPhone come a un iPod, e il fatto che sia un telefono è secondario. Le categorie con cui venne definito e presentato nel 2007 non lo definiscono più. Oggi, quando pensiamo all’iPhone pensiamo soprattutto ad applicazioni, e ai vari compiti che queste hanno rimpiazzato:

Yes, the iPhone is still a wide-screen iPod which gets plenty of use but I don’t think anyone thinks that is a defining feature. It’s also a phone, but the Phone is just an app which, for me at least, is not frequently used. I communicate with my iPhone but the go-to app is iMessage or FaceTime or Skype or maybe Email or Twitter. Phone is something I use so rarely that the interface sometimes baffles me. And yes, it’s an Internet appliance. Browsing is something I do quite a bit but many of the browsing jobs-to-be-done are done better by apps. News, shopping Facebook and maps are “things which were once done in a browser.”

Ma, al contrario, intimo e personale è una descrizione che mi aspetto resti attaccata all’Apple Watch, per identificarlo. Ci sono stati mostrati piccoli dettagli che rivelano come la componente “personale” ne sia parte essenziale. È evidente nell’estetica e hardware del device — disponibile in due differenti dimensioni, con quasi infinite varianti nello stile del cinturino — e in alcune sue piccole funzioni. Abilita nuove maniere di connettersi più personali e intime, permettendo di inviare agli amici un piccolo disegno o addirittura il proprio battito cardiaco. Alcuni le ritengono inutili, io le trovo dolci e simpatiche. Grazie alla Taptic Engine le notifiche risultano gentili e discrete — gentili come un leggero tap sul proprio polso.

Come ha detto Jony Ive, “These are subtle ways to communicate that technology often inhibits rather than enables”. Come Patrick Rhone, io lo considero il personal computer più personale della storia:

This is an angle that I don’t feel has been written about enough regarding Apple. One of the biggest things that sets them apart is that they understand that a device like this — one that is always with you and is an integral part of your interactions and communications — to be successful, needs to be deeply personal. […] Tim Cook, describing the Apple Watch, even said it was “The most personal device we’ve ever created.”.

L’Apple Watch eccellerà non nel fornire applicazioni complete e ricche di funzioni — abbiamo l’iPhone, per quelle — ma nel fornire informazioni e funzioni che richiedono poca interazione. Jonathan Ive, nuovamente: “Apps are designed for lightweight interaction”. Non pensate all’applicazione foto — perché mai vorreste consultare la vostra galleria fotografica su uno schermo così piccolo quando avete l’iPhone in tasca? — ma pensate a mappe, che fornirà a ogni deviazione un gentile feedback sulla direzione da prendere, tramite la Taptic Engine. In altre parole: sarà possibile sapere in che direzione andare senza neppure guardare all’orologio.

Apple Pay è un altro sistema che per me giocherà un ruolo chiave nella diffusione del device. Con il mio esperimento col Pebble ho scoperto che pagare con uno smartwatch è davvero più semplice e immediato che con qualsiasi altro oggetto. E il sistema integra piccoli accorgimenti che lo rendono superiore alla concorrenza. Dalla sicurezza del pagamento stabilita tramite il contatto dello stesso con la pelle, alla posizione unica in cui Apple si trova: al contrario di Google, non è interessata a raccogliere informazioni. Apple Pay può essere l’iTunes Store dell’Apple Watch1. Un investimento a lungo termine, il cui scopo è vendere più device — non guadagnare direttamente attraverso Apple Pay:

Aside from the technical differences, Apple is in a unique position due to its business model. It doesn’t want or need to track transactions. It doesn’t want or need to be the payment processor. It isn’t restricted by carrier agreements, since it fully controls the hardware. Google, although first to the market by a matter of years, is still hamstrung by device manufacturers and carriers. Softcard is hamstrung by the usual greed and idiocy of mobile phone providers. PayPal has no footprint on devices.

Non mi aspetto dall’Apple Watch un successo enorme alla prima iterazione. Non significa che sarà un flop: si ricorda — come sottolinea Benedict Evans (e come il grafico sotto mostra) — che l’iPod impiegò quattro anni a diventare popolare. Prima di allora, era un gadget per una nicchia di geek e appassionati di musica.

 

Di fatto, non so bene come mi aspetto. Ma appunto — come posso saperlo quando mancano i dettagli, che sono proprio quelli che fanno la differenza?

***

Concludo con un passaggio da una recensione letta in rete. Non è stata pubblicata da un blog di tecnologia, ma da un tizio che recensisce orologi. Il John Gruber degli orologi, mi pare di capire. A suo dire, per quella fascia di prezzo batte i brand svizzeri che da sempre dominano il mercato. Non c’è nulla che ricerca e raggiunge — scrive — la stessa attenzione nei dettagli:

Apple got more details right on their watch than the vast majority of Swiss and Asian brands do with similarly priced watches, and those details add up to a really impressive piece of design. [...]

The overall level of design in the Apple Watch simply blows away anything – digital or analog – in the watch space at $350. There is nothing that comes close to the fluidity, attention to detail, or simple build quality found on the Apple Watch in this price bracket.

Lui parla dell’estetica, si riferisce all’orologio nell’Apple Watch. Ecco quindi una cosa che mi aspetto: che Apple abbia riposto dei dettagli altrettanto riusciti e piacevoli nelle funzioni del device, nel suo software. Dei dettagli, in apparenza minori, che definiranno l’uso (e lo scopo) che ne faremo. Dell’Apple Watch, e degli smartwatch in generale.

  1. Nota a margine: che per ora arriverà solo negli USA, e spero vivamente non impieghi anni a diffondersi altrove

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Il nuovo carattere tipografico dell’Apple Watch

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L’Apple Watch utilizza un carattere tipografico sviluppato appositamente da Apple per le necessità del device — per le dimensioni ridotte dello schermo —, che somiglia molto a Roboto e di conseguenza a Helvetica Neue e FF DIN.

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Come Steve Jobs avrebbe presentato l’Apple Watch

Jong-Moon Kim ha provato a riscrivere la presentazione dell’Apple Watch, immaginando come Steve Jobs l’avrebbe rivelato al pubblico:

Jobs: What’s more natural than a glance? Look at your wrist right now. That’s right. (Audience chuckles) Look down and then look up. How long did that take? Half a second?

It’s the most natural thing in the world. To look at your wrist.

Who fumbles around in their pockets? People who are disorganized. People with time to spare.

Me? I don’t have time for that. (Laughter)

With this new product, you won’t have to. (Steve glances at his wrist)That’s it. No more fumbling. Just glance. That’s it.

Are you getting this? Do you get it? (Cheering rises)

Today, Apple reinvents the watch. We’re calling it: iWatch.

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Le dimensioni dell’Apple Watch

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È spesso quanto due iPhone 6, ma meno di due iPhone 5S. (*)

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Perché 9:09

Uno di quei piccoli dettagli che ci fanno apprezzare Apple: in tutte le immagini pubblicitarie, l’Apple Watch segna 9:09 come orario corrente. La scelta non è casuale, come non lo era la scelta su iPhone e Mac; il suo significato si svela notando l’orario scelto dai classici produttori di orologi. Rolex è famosa per avere impostato i suoi su 10:10, Timex su 10:09:36. Apple si suppone abbia scelto 9:09 per indicare come l’Apple Watch sia in anticipo sui tempi, sulla concorrenza; avanti rispetto alle alternative analogiche.

Ne scrive Quartz:

Every iPhone, including the new iPhone 6 models that were unveiled along with the Apple Watch, has displayed 9:41 in product shots and advertisements. That was roughly the time of day when Apple founder Steve Jobs unveiled the first version of the phone to the world. Apple’s calendar app used to display July 17 on its icon because it was released on that day in 2002.

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Namecheap regala domini internet agli studenti

Se siete degli studenti (per ora solo in UK o USA) Namecheap vi regala un dominio internet .me, oppure potete acquistare un .com a cinque dollari.

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Perspective

Video: Perspective

Il video con cui Apple ha iniziato il keynote, simile a “Designed by Apple” di un anno fa.

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Un primo sguardo all’Apple Watch

Video: Un primo sguardo all’Apple Watch

Techcrunch ce l’ha avuto in mano per alcuni minuti: in questo breve video ne mostrano le funzioni principali.

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Ci stanno in mano i nuovi iPhone?

Se le dimensioni dei nuovi iPhone vi perplimono, qua trovate un PDF da stampare per provare a vedere come vi stanno in mano. iPhone 6 da 4.7″ accettabile, iPhone 6 Plus da 5.5″ lo lasciamo invece — fate i bravi — sugli scaffali degli Apple Store.

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