Quelli che di lavoro devono guardare il porno

Facebook (e tutti i social network principali di cui facciamo uso) hanno una schiera di moderatori che si preoccupano di tenere l’ambiente pulito per noi. Non se ne parla molto, perché ci piace pensare che il processo sia automatico, ma è un numero impressionante di persone che di lavoro passano la giornata a guardare immagini porno, video di decapitazioni e tutti quei contenuti che noi preferiremmo evitare (e che di fatto, grazie a loro, raramente dobbiamo subire).

Adrian Chen narra, su Wired, la storia di queste persone:

So companies like Facebook and Twitter rely on an army of workers employed to soak up the worst of humanity in order to protect the rest of us. And there are legions of them—a vast, invisible pool of human labor. Hemanshu Nigam, the former chief security officer of MySpace who now runs online safety consultancy SSP Blue, estimates that the number of content moderators scrubbing the world’s social media sites, mobile apps, and cloud storage services runs to “well over 100,000”—that is, about twice the total head count of Google and nearly 14 times that of Facebook.

È un processo meno automatico di quello che potremmo pensare, che richiede in certe situazioni una buona conoscenza della cultura del Paese di riferimento, e di cosa possa risultare offensivo o meno.

(Internet è di tutti?)

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Lo smartwatch di Microsoft

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Un’ipotesi su come potrebbe essere lo smartwatch di Microsoft (sì, pare ne stiano progettando uno).

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Trent’anni di differenza

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Things of Interest ha sovrapposto lo schermo del primo Macintosh a quello del nuovo iMac con Retina Display. Guardate l’immagine a schermo intero, e zoommate fino all’angolo in basso a sinistra dove, finalmente, piccolo piccolo, trovate lo schermo del primo Macintosh.

When first released in 1984, the Apple Macintosh shipped with a black-and-white 512 x 342 display. Fast forward 30 years to the release of the iMac with Retina 5K display, which ships with a 5,120 x 2,880 display with support for millions of colours. That’s an increase from 175,000 pixels to more than 14.7 million – an 8,400% increase. 80 of the original Macintosh displays fit within a single Retina 5K display1.

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Di nuovo su quell’iPhone da 16GB

Più volte ho scritto di quanto sia abbastanza deludente che Apple abbia lasciato l’iPhone da 16GB. Avrebbero dovuto aumentare il modello base a 32GB, eliminando il taglio da 16. Come strategia per vendere il taglio da 64GB ha funzionato: è la prima volta che questo si rivela essere il modello più difficile da reperire, negli Apple Store, e con l’attesa più lunga, online. Per molti, $100 per quattro volte lo storage (del modello inferiore) sono accettabili.

Il problema è che questa scelta va contro la relazione di fiducia che da anni Apple ha costruito con i consumatori, ovvero di offrire sempre e comunque un prodotto ottimo. L’iPhone da 16GB non è ottimo — è accettabile, se proprio devi comprarlo. Non lo raccomanderesti. Come scrive Gruber:

I also understand the product marketing angle. That there are a lot of people who will look at the 16 GB models, see that they can get four times the storage for just $100 more, and buy the 64 GB model instead — when they would’ve bought the base model if it were 32 GB. I get it. There’s no doubt in my mind it’s good short-term business sense to go with a 16/64/128 lineup instead of 32/64/128. But Apple is not a short-term business. They’re a long-term business, built on a relationship of trust with repeat customers. 16 GB iPads work against the foundation of Apple’s brand, which is that they only make good products.

Apple has long used three-tier pricing structures within individual product categories. They often used to label them “Good”, “Better”, and “Best”. Now, with these 16 GB entry-level devices, it’s more like “Are you sure?”, “Better”, and “Best”. Fine, keep the 16 GB models around for expert business and education buyers who know that they really don’t need more storage space. But don’t put devices on the tables in Apple retail stores that you wouldn’t recommend as a good product and good value to typical customers.

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Citymapper è arrivato a Milano

Se vivete a Milano praticamente potete cancellare Google Maps dall’iPhone: Citymapper è l’unica applicazione di cui avrete bisogno, che vi dà informazioni utili su come spostarvi in città.

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Il monopsonio di Amazon non va bene

L’ha scritto Paul Krugman (e sì, spiega anche cosa significa monopsonio):

Fino ad oggi Amazon non ha provato a sfruttare i suoi clienti. Al contrario, ha sistematicamente tenuto i prezzi bassi, per rafforzare il suo dominio. Quello che ha fatto, invece, è usare il suo potere di mercato per controllare gli editori, riuscendo ad abbassare il prezzo che deve pagare per i libri — da qui la causa con Hachette. Per utilizzare un gergo economico, Amazon non è, o se non altro non lo è stata fino ad ora, un monopolio, un venditore dominante con il potere di alzare i prezzi. Al contrario, si comporta come un monopsonio, un compratore dominante con il potere di abbassare i prezzi.

E su quel fronte il suo potere è davvero immenso — di fatto, è anche più ampio di quanto le sue quote di mercato non lascino intendere. La vendita di un libro dipende soprattutto dal passaparola (che è anche la ragione per cui gli autori vengono costretti a fare tour per il loro libro); compri un libro perché ne hai sentito parlare, perché altre persone l’hanno letto, perché è argomento di conversazione, perché è entrato nei best-sellers. E quello che Amazon possiede è il potere di uccidere questo passaparola. È definitivamente possibile, con un po’ di sforzo, acquistare un libro di cui hai sentito parlare anche se Amazon non lo vende, ma la probabilità che tu venga a scoprire del libro in primo luogo è molto bassa.

Quindi possiamo fidarci di Amazon, e credere che non sfrutterà questo potere? La disputa con Hachette ci ha dato una risposta: no, non possiamo.

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I pericoli del WiFi pubblico

Una storia di Matter ci ricorda quanto siano insicure le reti WiFi pubbliche:

We can now see some of the actual internet traffic of those around us. We see that someone with a MacBook is browsing the site Nu.nl. We can see that many devices are sending documents using WeTransfer, some are connecting to Dropbox, and some show activity on Tumblr. We see that someone has just logged on to FourSquare. The name of this person is also shown, and, after googling his name, we recognize him as the person sitting just a few feet away from us.

Information comes flooding in, even from visitors who are not actively working or surfing. Many email programs and apps constantly make contact with their servers—a necessary step for a device to retrieve new emails. For some devices and programs, we are able to see what information is being sent, and to which server.

L’hacker nella storia in realtà — come spesso in questi casi, seppur definito tale — non è un “hacker”: non ha fatto altro che creare una rete WiFi dal nome plausibile (lo stesso, ad esempio, del locale in cui si trova) e osservare il traffico dati delle persone che si sono connesse ad essa, tramite un software facilmente reperibile in rete che chiunque sarebbe in grado di utilizzare.

Da un po’ io — quando fuori casa, o connesso a reti dalla provenienza dubbia — uso Cloak, un’applicazione che crea una VPN che garantisce che i vostri dati restino al sicuro, e non risultino intercettabili. Funziona sia su iPhone che su Mac, in entrambi i casi egregiamente. Cloak può costare $2,99 (per 5GB di dati) al mese o $9,99 (per traffico illimitato) al mese; entrambi i piani includono Cloak Transporter, un servizio che vi permette di figurare come in un altro Paese, e quindi superare i limiti regionali imposti sui contenuti da certi provider — pensate a Netflix (quest’ultima funzionalità è simile a Unlocator, segnalato mesi fa).

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Come potrebbe essere Google News

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Un redesign di Google News che propone una UI più simile a Medium che a un aggregatore.

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Proteggere il Mac con il cavo di alimentazione

App: Proteggere il Mac con il cavo di alimentazione

Laplock è un’applicazione che trasforma il cavo di alimentazione del Mac in un sistema di antifurto: quando e se qualcuno scollega il vostro MacBook dal connettore MagSafe questo vi chiama, invia un sms e inizia a emettere un suono per avvisarvi nel caso vi troviate nelle vicinanze (o per avvertire le persone attorno).

Un sistema piuttosto intelligente per proteggere il proprio Mac, che non necessita di alcun accessorio aggiuntivo.

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LocalJob

Un grazie a LocalJob per avere sponsorizzato Bicycle Mind questa settimana. LocalJob è un’applicazione gratuita per iPhone (e Android) pensata per risolvere le piccole necessità e urgenze quotidiane, che ti permette di trovare rapidamente un professionista nelle vicinanze:

Non hai ancora un elettricista, un traslocatore, un baby-sitter di fiducia? Trovalo con noi: il più vicino, il più rapido, il più economico.

Con LocalJob.it puoi trovare un professionista nel momento in cui più ne hai bisogno. Il nostro obiettivo è  di renderti la vita più semplice. Se hai un problema, non devi fare altro che descriverlo e rilassarti: i professionisti della tua zona riceveranno la tua notifica e ti risponderanno con un preventivo e una stima di orario di arrivo. Non dovrai fare altro che scegliere l’offerta che più si addice alle tue necessità.

Sei un professionista? Utilizza per te e per i tuoi colleghi il codice sconto BICYCLEMIND6M per avere 6 mesi di abbonamento premium gratuito!

Link al sito: https://localjob.it

Link allo store: https://itunes.apple.com/us/app/localjob/id881886308

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Come cambiano gli SMS, dal primo incontro al matrimonio

Alice Zaho ha analizzato i messaggi che ha scambiato con suo marito dal 2008, quando l’ha conosciuto, al 2014, quando si sono sposati:

Overall, our text messages started out very flirty and personal. Since we were new in our relationship, we made sure the things we said were interesting and thoughtful. As our relationship progressed, we spent more time together and got more comfortable with each other. Our text messages became more predictable, but only because all of the unpredictable things were said in person. We no longer have to text “I love you” from a distance in the middle of the night. I can now roll over, snuggle with my husband and whisper it into his ear.

Esiste un servizio, del quale parlai, che permette di analizzare il proprio archivio di SMS — e ottenere un risultato simile a quello di Alice Zaho (es. individuare le parole più ricorrenti che inseriamo nei messaggi).

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Deliveries per Mac

App: Deliveries per Mac

Deliveries serve a tenere traccia dello stato di spedizione dei nostri acquisti online: dove si trovano, e fra quanto arriveranno a noi. Supporta tutti i servizi postali (Poste Italiane incluso), e si integra con Amazon. Uso questa applicazione probabilmente dai tempi di iOS 3, e da allora risiede all’interno del mio iPhone. Non so quante altre — se ce ne sono — abbiano resistito così a lungo sul mio iPhone.

La nuova versione, per Mac, è altrettanto ben fatta — con un’integrazione utilissima con il Notification Centre.

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Siri, la mia BFF

Sul New York Times, Judith Newman racconta di come suo figlio, autistico, abbia trovato in Siri un’amica pronto ad ascoltarlo e a conversare con lui.

È un racconto bellissimo:

It’s not that Gus doesn’t understand Siri’s not human. He does — intellectually. But like many autistic people I know, Gus feels that inanimate objects, while maybe not possessing souls, are worthy of our consideration. I realized this when he was 8, and I got him an iPod for his birthday. He listened to it only at home, with one exception. It always came with us on our visits to the Apple Store. Finally, I asked why. “So it can visit its friends,” he said.

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L’evoluzione dell’iPad

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Una GIF che ne mostra l’assottigliamento (via @gadgetlove).

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L’unica cosa interessante del keynote di ieri

Apple ha incluso nei nuovi iPad una SIM che non appartiene ad alcun operatore. Dalle impostazioni l’utente può selezionare a quale network abbinarla, senza dover andare in negozio a comprarne una specifica, legata a un singolo operatore. Al momento funzionerà solo negli Stati Uniti e Regno Unito, ma è un primo — e molto ben accolto — passo verso l’eliminazione delle SIM card. Immaginate di essere in vacanza all’estero e di potere, dal vostro iPad, stipulare un contratto di alcuni giorni per sfruttare internet — senza dovere sostituire alcuna SIM, e senza dovere andare in un negozio fisico.

La morte della SIM card significa più libertà per l’utente, che potrà facilmente passare da un operatore all’altro:

Apple’s unique place in the market gives it extraordinary power over carriers, which are notorious for being difficult to work with and, often, stuck in their ways. And with the Apple SIM, only a small number of carriers are on board so far: AT&T, T-Mobile, Sprint, and UK’s EE (Verizon, perhaps the most stubborn of them all, is missing). But, as with the introduction of the micro-SIM on the original iPad, this is a tell by Apple. It’s a warning that the next iPhone will be using reprogrammable SIMs — and if a carrier would like to offer that iPhone, it had better start getting ready. It’s easy to imagine that Apple could just eliminate the tray altogether, leaving uncooperative carriers on the sideline.

Il prossimo passo è inserire questa funzionalità nell’hardware senza dover passare da una schedina, e eliminare del tutto la SIM card.

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La prima bozza

First Draft of History è un blog che contiene la prima bozza di alcuni articoli di Wikipedia. Per esempio: la pagina relativa all’iPhone è stata creata nel 2005, due anni prima che esistesse, e parla del Motorola Rokr, quel brutto telefono capace di sincronizzarsi con iTunes che nacque fra una partnership fra Apple e Motorola.

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Il nome dei font

Tobias Frere-Jones spiega in base a cosa si decide oggi — e come si decideva in passato — il nome di un font:

For centuries, punchcutters would develop their style within a narrow group of genres. There would be only one style of roman or italic, even if that style had been refined and focused over a span of years. The name only needed to pin down the remaining variable, the size. [...]

In Bodoni’s epic Manuale Tipografico of 1818, over one hundred romans and italics are shown with the name of a city as a kind of nickname, though the real name was still a size and a number. Trieste is really Ascendonica (22 point) No. 9, Palermo is Sopracanoncino (28 point) No. 3, and so on.

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La nuova grafica del News River

Il News River ha una nuova grafica, e dovrebbe funzionare meglio da mobile. Ricordo inoltre che il News River può essere utilizzato via web o sotto forma di newsletter (ci si iscrive da qua). A quest’ultima si è abbonato un numero consistente di persone, che tutti i giorni — mi hanno detto, una per una — la aspettano trepidanti seduti davanti al computer.

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Denaro in pixel

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Le (meravigliose) nuove banconote norvegesi, in uso dal 2017. Mentre io mi limito a rimirarne il design, se siete interessati Fast Company ne racconta il significato e nascita:

This was a project particularly driven by rigid constraints [...] Colors were chosen based on the current color scheme of Norway’s bills, so as not to present Norwegians with too much confusion as they switch to the new bills. And the central bank wanted to upgrade the security level of its currency, meaning the designers had to be conscious of how their designs would eventually need to incorporate anti-counterfeiting measures

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Lo stato di Safari su iOS

Bradley Chambers c’ha ragione: quando l’iPhone venne lanciato nel 2007 uno dei punti di forza fu il suo browser, anni avanti rispetto alla concorrenza. Vi ricordate com’era internet sul cellulare, o su un palmare, prima dell’iPhone? Non era lo stesso internet che avevamo su desktop, era una versione senza CSS e quasi solo testuale.

Eppure, dal 2007 a oggi, Safari non si è evoluto come avrebbe dovuto. Non è assurdo che ancora non sia possibile caricare e scaricare file di qualsiasi tipo?

Soprattutto su iPad, la mancanza di queste funzioni è limitante:

If we fast forward to 2014, Mobile Safari has become the app that is holding the iPad back from becoming a fully featured laptop replacement for a lot of people. While Mobile Safari is fast and loads website reasonably well, it cannot upload and download files. It can upload pictures, but that is it. Mobile Safari needs a way to upload and download any type of file into iCloud Drive (a mirrored from the Mac downloads folder).

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