Il web delle relazioni

Zeynep Tufekci riflette su cosa hanno fatto i social network ai blog (blogger) politici, soprattutto nelle zone in cui non c’è molta libertà (Zeynep parla soprattutto della Turchia). Ci sono aspetti positivi e negativi. Di positivo c’è che è molto più difficile censurare e bannare un intero social network rispetto a un blogger isolato, che può essere minacciato con attacchi DDOS e bloccato restando senza molti modi di difendersi:

Unlike a blogger, it’s very hard to isolate and ban Facebook or Twitter. A blogger can be placed in jail, a network of people on a platform with millions of users is much harder. In the past, the people who read the political blogs were mostly political people.

Di negativo c’è che ai social network non interessano davvero i contenuti di quel tipo. I social network sono ottimizzati per consegnare pubblicità, per distribuire contenuti che attirano mi piace:

Despite being populated mostly of dissidents around the world, some in exile, many friends in jail, hiding, or in open rebellion, my Facebook feed sometimes feels like Disneyland.

Un link non è solo un link, ma è una relazione, una connessione fra due persone, scrive Tufekci. E questo web di relazioni è proprio ciò che rischiamo di perderci passando ai social network, passando a un web le cui logiche sono dettate anche dal modello di business del prodotto che utilizziamo per comunicare.

So maybe there is a “link fetishism” that obscures the true heart of a link: it’s a connection between people. The current attention economy and its obsession with numbers — and virality — obscures this core fact about what is beautiful about the web we loved, and one we are trying not to lose. We are here for each other, not just through the fluffy, and the outrageously shareable, and the pleasant and the likable — but through it all. When we write, and link to each other, we are connecting to each other, not merely to content.

PERMALINK COMMENTA TWEET

La beta pubblica di Reeder 3 per Mac

È online la beta pubblica di Reeder 3 per Mac, lettore di feed rss. Da tempo non uso nessuna applicazione desktop per tenermi aggiornato con gli rss, ma Reeder 31 potrebbe convincermi a cambiare abitudini.

  1. Che si sincronizza con FeedWrangler, il servizio web a cui affido la mia collezione di feed

PERMALINK COMMENTA TWEET

Alzati!

Applicazione

Alzati!

Se avete già un Apple Watch, non vi serve. Ma se non l’avete, Stand for Mac vi notifica una volta ogni ora (o a un intervallo predefinito), per ricordarvi di alzarvi dalla scrivania per alcuni minuti:

One of our favorite features about Apple Watch is the reminder to stand up every hour, and get us up from our desks and moving around a little.

Stand’s a little app we built to send you a notification every hour to do just that, right on your Mac.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Il robot e il sandwich all’uovo

Video

Il robot e il sandwich all’uovo

Ilare, divertentissimo il modo in cui rompe le uova. Direi che per il momento possiamo tranquillizzarci, comunque.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Come utilizzare il font di sistema nel proprio sito

Se ne era fatto accenno, ma l’altro ieri la possibilità è stata ufficialmente documentata sul blog di WebKit. È possibile utilizzare il font di sistema di iOS e Mac OS (quindi San Francisco) specificandola nel proprio CSS semplicemente con font-family: -apple-system.

È in corso una discussione al W3C per standardizzare la proprietà, ed eventualmente sarà possibile specificarla semplicemente con system. È persino possibile specificare direttamente degli stili, ovvero una determinata dimensione e pesantezza dei caratteri, con queste proprietà:

font: -apple-system-body
font: -apple-system-headline
font: -apple-system-subheadline
font: -apple-system-caption1
font: -apple-system-caption2
font: -apple-system-footnote
font: -apple-system-short-body
font: -apple-system-short-headline
font: -apple-system-short-subheadline
font: -apple-system-short-caption1
font: -apple-system-short-footnote
font: -apple-system-tall-body

PERMALINK COMMENTA TWEET

Supporta Bicycle Mind — se ti piace, ovvio, eh — così: acquistando su Amazon (partendo da qua), abbonandoti alla membership o con una donazione. Leggi di più

Creatable Mac Bundle: 10 applicazioni a soli $8

Creatable ha messo assieme un bundle di applicazioni per Mac: 10, vendute a solo $8 in totale1. La più interessante, e per cui lo segnalo, è Ghostnotes (che da sola costerebbe $10): un’app che va ad aggiungersi alla menù bar del Mac e permette di appuntarsi note contestuali. Nel senso che ogni nota è legata a un’applicazione, file, pagina web o una cartella, e appare quando si sta usando quella determinata applicazione, file, pagina web o cartella.

  1. Si paga quanto si vuole, minimo $8

PERMALINK COMMENTA TWEET

Windows 10 non è brutto

Ho guardato la videorecensione di The Verge, e devo dire che ci sono idee e funzioni interessanti dietro Windows 10. Sono stupito.

Microsoft has also built a virtual assistant like Siri right into Windows 10. It’s called Cortana, and it’s designed to look and feel like an extension of the Start menu, and just like the Windows Phone equivalent, you can also use your voice to search. There’s also an option to enable a “hey Cortana” feature that lets you simply holler questions at your laptop. It’s useful for simple things like the weather, but I found myself mostly using it to demonstrate Cortana to friends and family.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Le macchine fantasma di Uber

L’app di Uber, al momento di richiedere un autista, mostra sulla mappa dei taxi nelle vicinanze dell’utente. È strano, perché nelle varie occasioni in cui l’ho usata c’erano diversi taxi neri che circolavano a pochi minuti a me, anche quando non mi trovavo in centro ma in quartieri più remoti.

Pare questa informazione, però, non sia particolarmente accurata — sia perché non sarebbe utile a Uber rivelare la posizione geografica precisa dei propri taxi (i concorrenti potrebbero sfruttarla per offrire taxi in luoghi poco coperti dal servizio), sia perché spinge l’utente a credere che un taxi sia disponibile e vicino a lui, anche se in realtà non è vero. Infatti, molti di quei taxi non esistono.

Alex Rosenblatt, per Motherboard:

There is speculation that it’s more likely that this is intentional on Uber’s part, rather than a bug in the system. If a potential passenger opened up the app and saw no cars around, she might take another cab service. But if she saw a cluster of cars seemingly milling around on the same street, she’s more likely to request a ride.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Lo stato della batteria dell’iPhone, dall’Apple Watch

Applicazione

Lo stato della batteria dell’iPhone, dall’Apple Watch

Non è ancora successo che l’Apple Watch mi si sia scaricato durante il giorno, mentre quotidianamente devo ricaricare l’iPhone a metà giornata. Per quelli ansiosi come me, che continuano a controllare lo stato della batteria (e sotto il 60% iniziano a avvertire un lieve disagio), consiglio (o forse dovrei sconsigliare) Power: un’app che invia notifiche sullo stato della batteria, all’Apple Watch.

Invia notifiche quando si raggiungono percentuali preoccupanti, o quando la ricarica è completata e l’iPhone può essere rimosso.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Evita iTunes

Apple Music è una di quelle cose che ho evitato, dato che con Spotify comunque mi trovo abbastanza bene. Più passa il tempo più spuntano recensioni in rete e più io sono lieto di non averlo attivato: Dalrymple, che si era iscritto, l’ha abbandonato pochi giorni fa descrivendolo come un incubo; molta della sua musica è andata persa nel passaggio alla cloud, e il servizio si è dimostrato inaffidabile e confuso. Come lavorano assieme iTunes, Apple Music e iTunes Match? Perché Apple non ha semplicemente unificato tutto quanto?

iTunes andrebbe, molto semplicemente, accantonato. Qualsiasi cosa abbia a che fare con esso è per me, per esperienze passate, inaffidabile, incasinata e poco piacevole da usare.

Scrive Marco Arment, che è di parere simile:

The iTunes Store back-end is a toxic hellstew of unreliability. Everything that touches the iTunes Store has a spotty record for me and almost every Mac owner I know. […] iTunes is the definition of cruft and technical debt. […]

iTunes’ UI design is horrible for similar reasons: not because it has bad designers, but because they’ve been given an impossible task: cramming waytoo much functionality into a single app while also making it look “clean”.

iTunes is designed by the Junk Drawer Method: when enough cruft has built up that somebody tells the team to redesign it, while also adding and heavily promoting these great new features in the UI that are really important to the company’s other interests and are absolutely non-negotiable, the only thing they can really do is hide all of the old complexity in new places.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Le tue foto, viste da una macchina

Applicazione

Le tue foto, viste da una macchina

Ricordate le immagini un po’ inquietanti e psichedeliche che Google ottenne dando in pasto alle macchine delle foto, e lasciando che le analizzassero da sole?

Realmac Software ha realizzato un’app (per Mac) che permette di analizzare, sfruttando le reti neurali di Google, le proprie foto, per poi vedersele trasformare davanti agli occhi in qualcosa di bizzarro e preoccupante. L’app, in beta, è Deep Dreamer:

Give Deep Dreamer a photo and watch as horizons get filled with towers and pagodas. Rocks and trees turn into buildings. Birds, dogs, and insects (aka puppyslugs) start to appear from out of nowhere.

PERMALINK 1 COMMENTO TWEET

Ma la smettono?

Video

Ma la smettono?

Pare non abbiamo ancora raggiunto la saturazione, e allora eccoci qua a parlare di un altro film su Steve Jobs. Questa volta è un documentario, s’intitola Steve Jobs: The Man in the Machine, e ovviamente — al solito — tutta l’attenzione (a giudicare dal trailer) è sulla personalità bastarda di Steve Jobs. Hurray!

IndieWire:

The Gibney-est trick in this book is the director’s final sleight-of-hand, in which he turns the reflective iPhone screen upon us to ask why we are so crazy-committed to this brand and its little products in our pockets or the palms of our hands. Gibney himself carries an iPhone, of course, and can’t solve this question. It’s a mystery as beguiling as the Jobs myth, and the film is no love letter. It’s a quite stunning, at turns surprising, eulogy — and a big fat question mark. You’re left feeling troubled by this man in the machine.

Uscirà in autunno

PERMALINK COMMENTA TWEET

Web Design: I primi cento anni

Quando Maciej Cegłowski (il fondatore di Pinboard) tiene un talk, io ascolto sempre con attenzione. L’ultimo l’ha chiamato “Web Design — The First 100 Years“, e parte dagli aeroplani per arrivare al web parlando di crescita esponenziale, e del web verso cui la Silicon Valley spinge, mai adeguato al presente (che è qualcosa di noioso!), irreale e centralizzato:

The two things you need to know about exponential growth: it lets you get to large numbers very quickly. And it always runs into physical barriers. […] The world of the near future is one of power constrained devices in a bandwidth-constrained environment. It’s very different from the recent past, where hardware performance went up like clockwork, with more storage and faster CPUs every year.

Bellissimo anche questo passaggio, sul web così come l’avevamo concepito: per connettere persone e idee:

The other part of our exponential hangover is how we build our businesses. The cult of growth denies the idea that you can build anything useful or helpful unless you’re prepared to bring it to so-called “Internet scale”. There’s no point in opening a lemonade stand unless you’re prepared to take on PepsiCo.

I always thought that things should go the other way. Once you remove the barriers of distance, there’s room for all sorts of crazy niche products to find a little market online. People can eke out a living that would not be possible in the physical world. Venture capital has its place, as a useful way to fund long-shot projects, but not everything fits in that mold.

The cult of growth has led us to a sterile, centralized web. And having burned through all the easy ideas within our industry, we’re convinced that it’s our manifest destiny to start disrupting everyone else.

PERMALINK 1 COMMENTO TWEET

Come vanno le vendite dell’orologio

Tim Cook, durante la conferenza sui risultati del terzo trimestre fiscale di Apple:

Sales of the Watch did exceed our expectations and they did so despite supply still trailing demand at the end of the quarter.

And to give you a little additional insight, through the end of the quarter, in fact, the Apple Watch sell-through was higher than the comparable launch periods of the original iPhone or the original iPad.

Non sappiamo quanti Apple Watch siano stati venduti, ma a meno che Tim non menta (cosa che sarebbe piuttosto grave) possiamo già dire che i fiumi di parole scritti nei giorni passati da analisti e giornalisti sul nuovo flop di Apple sono andati sprecati.

L’Apple Watch, nelle prime nove settimane, ha venduto più di quanto l’iPhone e l’iPad non avessero fatto nel medesimo periodo. La prima iterazione di un prodotto Apple — il primo iPhone, il primo iPad, il primo MacBook Air, il primo, nuovo, MacBook — viene sempre derisa: è inutile, troppo costosa e non offre abbastanza vantaggi rispetto al “vecchio”. L’Apple Watch rispetta questo copione.

Non mi aspettavo vendite stellari dell’orologio — con questo modello Apple piuttosto getta le fondamenta di quello che potrebbe diventare un ottimo business — ma pare stia andando piuttosto bene. In risposta a chi supponeva che le vendite si fossero abbassate dopo la settimana di lancio, Tim Cook:

On the Watch, our June sales were higher than April or May. I realize that’s very different than some of what’s being written, but June sales were the highest. The Watch had a more of a back-ended kind of skewing.

PERMALINK 2 COMMENTI TWEET

I suggerimenti di Apple da non seguire nel disegnare un’applicazione

Generalmente, è una buona idea seguire le indicazioni che Apple fornisce nelle iOS Human Interface Guidelines nel disegnare la propria applicazione — le iOS Human Interface Guidelines sono delle linee guida e suggerimenti che Apple dà agli sviluppatori per creare un’applicazione che sia usabile e che rispetti i principi di design dietro ad iOS.

Tuttavia, il Nielsen Norman Group ha individuato quattro suggerimenti che sarebbe meglio non rispettare:

  • Apple utilizza dei puntini per indicare il numero di pagine disponibili e invitare l’utente a fare swipe fra gli elementi (sono in uso nell’Home Screen, in basso, poco sopra il dock). Nei test di usabilità questi puntini risultano poco visibili e spesso non rendono affatto evidente che l’applicazione è formata da più schermate.
  • Apple suggerisce di posizionare il bottone submit dei form in alto a destra, nella barra di navigazione. In realtà posizionato così rompe il normale “flow” visivo della pagina, dato che generalmente ci si aspetterebbe di trovarlo in fondo a un form.
  • Da evitare: l’icona “più” (+), che viene utilizzata per scopi diversi in contesti diversi così che l’utente non sa mai cosa attendersi. Non è per nulla chiara e per questo è meglio ridurne l’uso il più possibile.
  • Da evitare: l’icona per spostare gli elementi di una lista, che è identica all‘icona “hamburger” che viene usata per espandere un menù. Da evitare non solo per quest’ultima ragione, ma anche perché è superflua: l’utente si aspetta che il drag & drop funzioni direttamente sull’elemento, di potere dunque intervenire direttamente su di esso, non che gli tocchi andare a premere un’icona specifica per spostarlo.

PERMALINK COMMENTA TWEET

La tastiera pieghevole di Microsoft, per iPad

Microsoft ha fatto una tastiera pieghevole (Universal Foldable Keyboard), quindi dalle dimensioni ridotte, facilmente trasportabile e perfetta per l’uso con iPad e altri tablet, in movimento. È inoltre resistente all’acqua e ha una batteria ricaricabile che dovrebbe durare tre mesi.

È in vendita a $100, purtroppo solo negli USA al momento. Se usate l’iPad come macchina da scrivere, potrebbe essere la tastiera ideale (a patto che i tasti facciano click click e siano belli da premere, altrimenti tanto vale rimanere sulla tastiera virtuale).

PERMALINK COMMENTA TWEET

Chi compra gli iPod nel 2015?

Ne scrive un commesso di Target, grande catena americana. Gli iPod Touch sono i più venduti (seppur con l’arrivo degli iPad Mini le vendite siano calate) acquistati perlopiù per bambini o anziani — serve a giocare, usare YouTube e ascoltare musica —, gli iPod Nano solo da anziani, gli iPod Shuffle come regalo: nessuno lo compra per sé, ma molti credono che un loro amico sarà felice di riceverlo.

Matt Birchler:

The average tech nerd will look at the $149 price of the Nano and compare it to the $199 Touch and wonder why someone wouldn’t spend the extra $50 to get “so much more.” This question simply displays a lack of understanding as to how the market at large currently works. It’s similar to someone saying “why would you buy an iPad when you can buy a Windows laptop of the same price that does more?” You can’t always say what’s best for people to buy based on the raw tech specs.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Come funzionano i DNS, spiegato bene e a fumetti

Immagine

Come funzionano i DNS, spiegato bene e a fumetti

https://howdns.works è un fumetto a puntate (le prime due sono già online) che spiega in maniera molto chiara e semplice cosa sono i DNS e come funzionano.

Va nei dettagli, pur rimanendo semplice da capire.

PERMALINK COMMENTA TWEET

Dov’è il mio piccolo pezzo di vetro?

If someone time travelled from 1990 (let alone from 1900) to 2015 and was asked to describe the difference between then and now, they might report back: “Well, people don’t use light bulbs any more; they use these things called LED lights, which I guess save energy, but the light they cast is cold. What else? Teenagers seem to no longer have acne or cavities, cars are much quieter, but the weirdest thing is that everyone everywhere is looking at little pieces of glass they’re holding in their hands, and people everywhere have tiny earphones in their ears. And if you do find someone without a piece of glass or earphones, their faces have this pained expression as if to say, “Where is my little piece of glass?” What could possibly be in or on that little piece of glass that could so completely dominate a species in one generation?” — Douglas Coupland, Moody

PERMALINK 1 COMMENTO TWEET

Coda 2.0 per iOS

Applicazione

Coda 2.0 per iOS

Fantastico aggiornamento a Coda per iOS, app che oramai è quasi alla pari con Coda per OS X. Coda è un’app di Panic, che include tutto il necessario per scrivere HTML, JS, CSS1 da iPhone e iPad, un terminale, un playground in cui testare il proprio JavaScript e supporto a protocolli (S)FTP e S3 (Amazon) per editare le proprie pagine web in remoto.

L’aggiornamento è tra l’altro gratuito, per chi acquistò Diet Coda, $9,99 per tutti gli altri.

  1. Supporta anche LESS!

PERMALINK COMMENTA TWEET

Non ne hai avuto abbastanza?

Leggi altri post